Piccola storia di Jaci – Le “macchine infiorate”

Un tocco di gentilezza nel Carnevale di Acireale appare nel lontano 1930 quando per la prima volta furono allestite delle autovetture ricoperte di fiori, tra le quali quelle del Podestà e del Cav. Carlo Grassi presidente dell’Ente Autonomo di Cura Soggiorno e Turismo di Acireale. Nel dopoguerra, con la ripresa economica del paese ed il boom industriale degli  anni 50′, si ha la creazione del “soggetto” infiorato posto sulle autovetture del tempo. Con fantasia personale ed un tocco di maestria, i partecipanti al concorso curavano e realizzavano i loro “soggetti”, precedentemente progettati. Ferro, legno, reti metalliche, e successivamente polistirolo, erano alla base della struttura alla quale in ultimo si applicava l’elemento decorativo floreale. l’esperienza, la fantasia e l’antagonismo dei costruttori, aumentarono la maestosità e la complessità dei “soggetti”, che via via richiesero l’apporto di una struttura indipendente da trainare. Nello stesso periodo movimenti casuali di alcune parti delle strutture infiorate dovute al vento o agli spostamenti fecero nascere l’idea del movimento manuale o meccanico pilotato, di alcune parti della struttura infiorata. Ai giorni nostri, sebbene esistano ancora “soggetti a traino” delle dimensioni di un tempo, ad essi si sono affiancati dei veri e propri carri infiorati , che non sono da meno, per la tecnica, elaborazione e bellezza, ai carri di cartapesta, vanto del “Più bel Carnevale di Sicilia”

(articolo di RealCarnevale (Logos) di Aurelio Grasso , Katia Trovato e Santo Bella – anno 1995)

(Foto macchina infiorata il “Cigno” di Giuseppe Consoli Russo dal cine giornale Luce marzo 1939)