Piccola storia di Jaci – Ricordo di Paul Pennisi , Pittore degli Dei

1944

Ieri sera si è spento un altro pezzo di storia di Acireale,  l’artista Paul Pennisi. Lo ricordiamo attraverso una recensione di Pietro Juvara del 2010.

Nato nel  1930 ad Acireale da una antica famiglia di nobili origini e dalle forti tradizioni umanistiche .

Io non conoscevo e non conosco ancora tutta la sua magnifica produzione pittorica, composta da  centinaia  di  opere,  quasi tutte   rigorosamente su vecchie tavole di legno, (le “icone profane”) magicamente “trattate”  dall’artista  con una  tecnica  antica che deriva dalla sua esperienza in terra greca (e  nei  monasteri  bizantini  sul Monte Athos),  ma  le  80 opere esposte alla mostra (altre 30 opere  erano  esposte in contemporanea  ad  Acireale  nella  biblioteca Zelantea), con quella pittura preziosa  e  raffinata,  in  uno  spettacolare  afflato  di  colori  e  di incredibili sfumature,  mi hanno emozionato a  tal punto  che  senza  tema  di  essere  smentito  oso  definire il maestro Paul Pennisi “il Pittore degli dei!”…La sua ispirazione, anzi: tutta la sua Arte, ha un che  di  divino, di  trascendentale  che letteralmente  e  amabilmente  ti  rapisce. Lo contraddistingue quella  compostezza, quella sacralità eccelsa (sublimata  però, e dunque resa più “laica”,  dalla  esperienza  cubista)  che ben giustificano il mio termine: “il Pittore degli dei”!.

Paul  Pennisi  non  ama le tele, e  perciò  non  dipinge mai su tela. E’ un elemento facilmente deperibile mi dice, e anche il telaio in legno non è sufficiente a garantire per sempre la stessa stabilità della  tela  e  dunque  del  quadro nel suo insieme. Ecco allora  le  sue  mirabili e preziosissime opere su legno: le“icone profane”, come le definì a suo tempo il critico d’arte Giuseppe Marchiori, per la totale assenza,  in  queste  icone,  anche  di  grandi dimensioni,  di  figure  sacre, dunque per la  totale  assenza  dell’Uomo…Ecco  una  pecularietà  (o una contraddizione?)  nella  splendida  e raffinata  pittura  di  questo  grande  Maestro che fa onore alla sua terra…Già: Paul Pennisi dipinge case, castelli, rocche, abbarbicate fortemente tra l’azzurro infinito del cielo e quello più compatto e mobile  del  mare, (come scrive Giuseppe Contarino sulla brochure della mostra) e  dipinge  templi immensi  e  colonne  divelte  tra  le  grandi  e  bianche pietre di tufo o di candido travertino, ma non dipinge mai l’Uomo, né in forma laica, né in forma “sacra”… Una casualità o una precisa scelta?

Piero Juvara