Piccola storia di Jaci – San Sebastiano “esaltato” dal regime fascista anno 1938.

Anche la figura di San Sebastiano veniva utilizzata dal regime fascista. In un articolo del  periodico cattolico “La Buona Novella” in data 15 gennaio 1938 la figura del Santo veniva esaltata  come modello di virtù militari  e civiche esemplari.

La figura di San Sebastiano pur tanto bella ed attraente resta sempre la robusta figura del soldato. Soldato e figlio di soldato manifestò subito quelle virtù militari che lo resero talmente gradito all’imperatore Diocleziano da essere eletto comandante della guardia pretoriana di Roma. Insieme alle virtù militari, rifulsero ben presto nel giovane Sebastiano le virtù cristiane: Soldato di Diocleziano fu contemporaneamente soldato di Cristo. Anzi per questo appunto fu soldato di Diocleziano e tra i più bravi, perchè era già tra i più bravi soldati di Cristo. E’ stato sempre così: i migliori cristiani sono stati anche i migliori cittadini. Così è anche oggi e così sarà  per l’avvenire. La Conciliazione tra la S. Sede e L’Italia del 29, i recenti discorsi del Duce e del Papa ai Vescovi ed al Clero dell’Italia rurale sono una conferma insieme ed una prova del medesimo principio.

Ma i devoti di San Sebastiano e le autorità fascista non sempre andarono d’accordo. Un aneddoto ricordato ancora oggi da qualche devoto anziano racconta che durante gli anno 30 (la persona consultata non ricorda l’anno) i devoti avevano il desiderio di condurre il fercolo fino al Pastificio Leonardi in via delle Terme (non si conosce il motivo di tale decisione) e sul ponte della ferrovia (all’altezza del rotatoria dell’ ex Cinema Galatea) la Milizia impediva tale deviazione. I devoti lasciarono il fercolo e si spostarono in Piazza Carmine in segno di protesta “ora vu luvati vuatri” , infatti i militi tentarono di spostare la vara ma non ci riuscirono. Le autorità vista la “malaparata” consentirono tale deviazione dal giro ufficiale.

(Racconto orale di un vecchio devoto)

Questo episodio non viene citato in nessun testo pubblicato che riguarda le cronache del periodo.

Foto. Pagina del giornale “La Buona Novella” originale custodito presso la Biblioteca Zelantea”