Questione migranti. Prima gli italiani? Argomento che divide fino alla “rissa”

ACIREALE – Tutti, a turno, ci siamo presi gli insulti, le etichette, il marchio di qualcosa. Tutti, a turno, siamo stati accostati a qualcosa di misero, di ipocrita, di falso e di orribile. Da ogni parte per qualsiasi posizione, pro o contro la politica del governo italiano e in particolare, di quella del “capitano” Salvini, sono volati ed echeggiano insulti e scontri a muso duro.

Davanti a questo scenario, già da qualche tempo, mi gira in testa una domanda. Ma se lo slogan è “prima gli italiani” perchè gli italiani sono così divisi, litigiosi e conflittuali? Ovvero una politica che davvero mette al primo post gli italiani è una buona politica? Essere nati nel Belpaese significa avere una corsia preferenziale per quel che riguarda il welfare e il benessere? Per alcuni si, per altri, invece, l’aiuto va dato a chi si trova in una condizione di maggiore vulnerabilità a prescindere dal certificato di nascita. Ed allora ecco che su posizioni così dstanti ma in fin dei conti assimilabili al normale dibattito politico mai si era vista in Italia una tale divisione, una tale rabbia, un modo così violento e rabbioso di misurarsi e di confrontarsi.

Io non credo nelle coincidenze e sono convinto che anche questo argomento rientra nella categoria della tecnica nota di “dividi et impera”, un modo come un altro per creare divisioni, per stare da una parte in netta contrapposizione ad un’altra perchè in fin dei conti avere dalla propria parte almeno la metà degli elettori è già un gran successo.

Di tutta questa minestra che il potere ci costringe a mangiare ogni giorno io mi sono stancato e mi sono reso conto che davanti ai sentimenti (si tratta di sentimenti e non di politica), davanti alle sensazioni di umanità o meno è difficile, quasi impossibile, riuscire a cambiare qualcuno. Ognuno resta nelle proprie posizioni nella trincea degli argomenti, dentro i concetti che crediamo veri, mentre si continua a rimanere silenziosi e passivi e complici per i lager in Libia, per la gente che li dentro subisce la torture, la reclusione forzata, gli stupri e la morte.

Per questo argomento ci sono termini che ormai sono inflazionati seppur mantenendo la loro quota di violenza e di volgarità. Volano insulti in ogni discussione pubblica dal buonista, all’ipocrita, dall’ignorante al violento, dal fascista, razzista, pdiota, incapace, senza cuore, coglione e tanti altri modi per apostrofare l’altro.

Italiani divisi per un argomento che non è certo il tema che ha distrutto e distrugge le speranze italiane. I temi che hanno ridotto il nostro Paese in miseria sono chiari e sono conosciuti: le mafie, la corruzione politica, la grande evasione fiscale e, voglio dirlo, anche l’incapacità dell’italiano a comprendere i valori dell’ambiente. E’ chiaro che in termini di politica di alto profilo è l’ambiente e gli indici di vivivibilità l’argomento che andrebbe approfondito. Rispetto delle coste, messa in sicurezza del territorio, potenziamento della mobilità sostenibile, controllo contro ogni forma di abusivismo, recupero delle periferie e analisi e progetti per la rete di comunicazione e dei trasporti.

“Prima gli italiani” si è tradotto, invece, in una grande rissa collettiva dove ci sono quelli che si agitano perchè vessati da mezzo secolo di cattiva politica e quelli che con lo studio e i sacrifici vengono liquidati come radical chic, buonisti e atre amenità.

Tempi brutti per i deboli, tempi orribili per chi conosce gli argomenti e crede nello studio e nell’umanità.

(mAd)