Sasà Manfrellotti: il Re Leone, finalmente tornato a ruggire

Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare ed ecco quindi che, nella ripresa di Acireale-Igea Virtus, tocca proprio a lui togliere le castagne dal fuoco. Salvatore Manfrellotti, per tutti Sasà, capello riccio e biondo, 25 anni, bravissimo ragazzo, dalla grande umiltà e innamoratissimo della sua Marica. In campo, poi, la trasformazione in leone col 9 sulle spalle, grazie all’immenso cuore, la costante generosità e soprattutto a quel pizzico di cazzimma, tipica di chi è napoletano, che non guasta mai. In campo come fosse una guerra, con l’unico obiettivo di aiutare compagni e squadra a vincere, senza paura di niente e nessuno. Magari segnando pure. Un leone vero insomma. Alla fine la gara di ieri terminerà 4-1 per i granata e per lui in totale saranno due le reti siglate. Un digiuno durato più di un mese, prima di tornare a ruggire e regalare tre punti fondamentali in vista play-off.

Con le due reti siglate ieri, sono 13 le reti fin qui realizzate dal centravanti napoletano, zittendo chi ad inizio stagione insinuava che segnasse poco. Arrivato in punta di piedi nel mercato estivo dalla Sarnese, già dalle prime gare è stato possibile notare i movimenti da grande attaccante, ma soprattutto la straordinaria capacità di non risparmiarsi mai. La prima rete arriva alla terza giornata, in quel di Rotonda, con una doppietta che consente ai granata di vincere per 1-4 in trasferta. Poi ancora doppietta, stavolta nel derby contro il Messina al ‘Franco Scoglio’. Seguono quindi Igea Virtus e Città di Messina, prima della rete siglata in un altro importante derby, quello contro il Gela. Gol che peraltro consente al centravanti napoletano di battere il suo personale record di marcature stagionali ed arrivare a quota 7. Ma non è ancora finita: di nuovo Rotonda, rete al Roccella, gol vittoria nel ritorno contro il Messina ed infine Sancataldese. Poi un digiuno lungo un mese e mezzo, concluso con il doppio ruggito di ieri di bomber Sasà, arrivato forse nel momento più opportuno. Un’escalation di gol fin qui quasi sempre decisivi ai fini del risultato, ma soprattutto giunti in tutti i modi e con l’immancabile dedica alla propria fidanzata.

Gol, ma non solo. Già, perchè se è vero che per un attaccante vige la dura legge del gol, il ragazzo di Napoli riesce a farsi amare anche quando il timbro non arriva, grazie all’immancabile lavoro sporco in funzione dei compagni. Lui che con la sua cattiveria agonistica e la “cazzimma” che lo contraddistingue, attacca ogni pallone come se fosse l’ultimo della sua vita, riuscendo a diventare sempre più imprescindibile nello scacchiere granata. Da questo, mai soprannome più azzeccato se non “il Re Leone”. A testimonianza di ciò, ieri le lodi in sala stampa arrivate direttamente dal d.s. Agatino Chiavaro: «Spesso un attaccante viene giudicato solo per i gol, in realtà Sasà oltre a segnare con costanza è un punto di riferimento importante per lavoro sporco che ogni partita fa. Il suo è un lavoro assurdo, suda la maglia proprio come piace ai tifosi e poi segna anche…».

L’Acireale si gode quindi il suo bomber che, dopo 42 reti in 187 gare in serie D, mai come quest’anno sente odor di serie C…

Giorgio Cavallaro