Storia d’Italia – 02 settembre 1847, i moti reggini e messinesi

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« Pochi sanno che la grande fiammata rivoluzionaria del 1848 che investì l’Italia e l’Europa, e dalla quale ha inizio il nostro Risorgimento nazionale, fu accesa proprio a Reggio il 2 settembre 1847 » (Lucio Villari)

Primo settembre 1847: a Messina si verifica un’insurrezione con il tentativo di sviare il controllo dell’esercito Borbonico da Palermo, il progetto ardito è di far fuori tutto lo stato maggiore borbonico presente a Messina per una festa. I promotori del moto insurrezionale avevano fissato la data per il 2 settembre in accordo con i compagni di Reggio ma l’evento fortunoso della festa aveva fatto anticipare la data di un giorno ai Messinesi che tentano il colpo da soli. Il moto fu soffocato dai soldati dopo poche ore.

La rivolta, importante più nei contenuti che nella modalità di svolgimento, è ricordata in città dalla via I Settembre, al cui incrocio con piazza del Duomo una lapide ricorda l’evento.

02 settembre 1847 : a Reggio Calabria scoppia la rivolta anti-borbonica ordita dal patriota Domenico Romeo. Tuttavia, era mancata l’unità di intenti, e il segreto era stato tradito. A muoversi furono solo i Romeo, mentre a Catanzaro non scoppiò neppure. Le forze regie poterono quindi agevolmente concentrarsi su Reggio.

Il 15 settembre, la rivolta è soffocata. A seguito di un conflitto a fuoco, in contrada Cicciarello di Marrappà, nei pressi di Podàgorni Domenico Romeo fu assassinato e barbaramente decapitato dalle guardie urbane di Pedavoli (comune filo-borbonico), e la sua testa fu esposta nel cortile delle carceri di San Francesco a Reggio Calabria, per due giorni, quale monito per i tanti rivoltosi ivi detenuti.

Questi primi episodi di rivolta anti-borbonica porteranno alla rivoluzione di Palermo nel gennaio 1848.

(fonte wikipedia)