Storia d’Italia – La lunga notte del “pesce spada”, Taranto – 11 novembre 1940

Nel novembre del 1940, la Marina italiana possedeva ancora la supremazia (almeno sulla carta) nel Mar Mediterraneo. Con l’attacco alla Grecia, la flotta, sembra, per volere del Duce, fu concentrata nella base di Taranto, per difendere contemporaneamente le linee di rifornimento nello scacchiere libico e greco – albanese. Tuttavia gli altri gradi di Super Marina temevano che un contramento della flotta poteva essere un facile bersaglio per le forze aero – navali della Mediterranean Fleet.

Il concentramento delle unità a Taranto non era un mistero per gli Inglesi , la presenza di ricognitori fu segnalata diverse volte.  L’amm. Andrew Cunningham, comandante della Mediterranean Fleet, elaborava un piano di attacco (operazione Giudizio) a sorpresa utilizzando la Portaerei Illustrious con 20 aerosiluranti biplano Fairey Swordfish. La squadra si schiereva a soli 170 miglia dall’obietivo e dopo le 23.00 iniziava l’incursione. L’attacco fu condotto in due ondate mettendo fuori combattimento le navi da battaglia: Conte di Cavour, che si appoggia sul fondo e non entrerà mai più in servizio; La Duilio resterà immobilizzata fino a maggio; La Littorio, uscirà dal bacino di carenaggio solo a marzo e l’ncrociatore pesante Trento sara danneggiato seriamente. Le batterie contraeree abbatterano soltanto due velivoli. I caduti italiani saranno 59 e 600 saranno i feriti.

questo il laconico bollettino di guerra.

«Nelle prime ore della notte sul 12, aerei nemici hanno attaccato la base navale di Taranto. La difesa contraerea della piazza e delle navi alla fonda ha reagito vigorosamente. Solo un’unità è stata in modo grave colpita. Nessuna Vittima»
(Bollettino di guerra del Comando Supremo nº 158 del 12 novembre 1940)

 

Sulla vicenda gli italiani discuteranno, domandandosi, sul perchè il nemico non fu avvistato per tempo? Perchè i palloni frenanti non furono in grado di ostacolare gli aerei nemici? Perchè le reti parasiluri non erano state sistemate a proteggere le grandi unità?

Tra i 59 caduti ci sara pure il sergente furiere Longo Giuseppe di Domenico nato il 02/02/1916 in Acireale imbarcato sulla nave Littorio.

Nella foto la nave da battaglia Littorio dopo l’attacco.