Storia d’Italia – La Risiera di San Sabba – Trieste

Il più terribile campo di concentramento esistente, su quello che prima dell’ 8 settembre era stato terrtorio italiano, si trovava a Trieste. Dopo che i tedeschi ebbero occupato Trieste , Pola, Fiume, Gorizia e Udine e le ebbero ennesse al Reich Tedesco, decisero che la nuova “zona operazioni del litorale Adriatico” – Operationszone Adriatisches Küstenland (OZAK) unita al Gau di Carinzia – doveva avere un campo di concentramento completo di forno crematorio. Scelsero la Risiera, un vecchio stabilimento per la raffinazione del riso che si trovava nel quartiere di san Sabba. La direzione del campo fu affidata all’Eisatzkommando “Reinhardt” unità speciale delle SS al comando di Odilo Globocnik. Attraverso la Risiera passarono decine di migliaia di prigionieri, ebrei e non ebrei, italiani e iugoslavi. I superstiti ricordano il rumore delle porte delle celle che si aprivano e chiudevano nella notte, i prigionieri che urlavano mentre venivano trascinati per i corridoi, le esecuzioni nel cortile accompagnate da musica fortissima per coprire i suoni. Ricordano i cani feroci e le terribili guardie ucraine. Il crematorio, che poteva bruciare da 50 a 70 cadaveri ogni giorno, era continuamente in funzione. I sacchi di ceneri umane venivano scaricati nel porto. Si calcola che i morti a La Risiera fossero fra i 3000 e i 4500. Di solito si trattava di partigiani: probabilmente gli ebrei furono una cinquantina. Per i prigionieri ebrei la morte era una certezza quasi assoluta, ma avveniva altrove. A La Risiera venivano raccolti, in attesa dei treni che dovevano deportarli, ebrei di Trieste, Udine e Gorizia e persino di Venezia e Padova, oltre a centinai provenienti dalla Jugoslavia. Almeno 22 treni lasciarono Trieste diretti ad Auschwitz in un periodo di 13 mesi tra l’inizio ottobre 1943 e il primo novembre 1944. Il numero dei deportati è sconosciuto.

Bibliografia:

L’Olocausto in Italia – Susan Zuccotti

Nella foto il luogo dove era impiantato il forno crematorio