Storia d’Italia – la strage di Gioia Tauro, 22 luglio 1970

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Nel luglio del 1970 a Reggio Calabria si scatenava una protesta popolare causata della paventata scelta di Catanzaro come sede del governo regionale. A Reggio si faceva conto sulla possibilità di ospitare la burocrazia regionale per le ricadute economiche positive sul comprensorio. La rivolta fu capegiata dalla destra missina e dal suo esponente locale, Francesco Franco. Lo Stato reagiva con l’invio di 5000 agenti. Il 22 luglio veniva fatto deragliare con un esplosione il treno “Freccia del Sud” nei pressi di  Gioia Tauro, l’attentato causera la morte di 10 persone e una settantina di feriti.

L’attentato organizzato da terroristi di destra con l’appoggio dell’ n’drangheta porterà in Corte d’Assise di Palmi nel febbraio 2001 all’emissione di una sentenza di condanna per gli esecutori della strage, compiuta con esplosivo. Vito Silverini, Vincenzo Caracciolo e Giuseppe Scarcella, imputati riconosciuti colpevoli, però nel frattempo tutti e tre già deceduti. Vennero aperte nuove inchieste sui presunti mandanti.

La rivolta si placherà con la promessa della costruzione di un polo industiale nella piana di Gioia Tauro.