Strade di Jaci – Via Carpinati

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Strada del centro storico che collega la via Vittorio Emanuele con la via Galatea.

Si tratta di una delle strade più antiche della città, il lato nord era uno dei confini della “chiusa dell’abate” (cit. G.Gravagno) mentre il lato sud alla fine del XVI secolo era il confine con la chiusa della famiglia Grasso (cit. A.Grasso)

La via prende il nome della famiglia Carpinato, per via del palazzo che avevano ad angolo con via Galatea lato sud nel cosiddetto quartiere della SS.Trinità. Il palazzo , secondo le ricerche dello studioso Aurelio Grasso sorge su un terreno appartenuto alla nobile famiglia Grasso e si presume portato in dote , nella meta del XVII secolo, in occasione di un matrimonio con un membro della famiglia Carpinato.

Chiesa della SS.Trinità (foto Aurelio Grasso)

Le vicende di questo palazzo si legano anche al pittore Pietro Paolo Vasta, dalle notizie pubblicate nel volume “Un artista del settecento Pietro Paolo Vasta” di Katia Trovato e Aurelio Grasso, apprendiamo che il 28 febbraio 1732 don Pietro Carpinato figlio di don Giuseppe affittava, tre stanze con cortile , cisterna e portico con un canone annuo di onze 4 e tarì 15. Il Vasta sara inquilino dei Carpinato fino al 1738.

Dirimpetto al palazzo Carpinato si trova il palazzo settecentesco dei D’Amico. Sempre in questa via esistono due atareddi molto belli, il primo dedicato alla Madonna del Carmine con San Sebastiano e Santa Venera ai lati che la tradizione attribuisce ad Alessandro Vasta a il secondo all’inizio della via, lato via Vitt. Emanuele dedicato all‘Addolorata. La zona era denominata quartiere della SS.Trinita per via dell’omonima chiesetta edificata nel 1730 difronte la via e era sotto patronato della stessa famiglia Carpinato

Altarino della Madonna del Carmine

Nella via aveva il laboratorio di stagnino pure Salvatore Ardizzone alias Quadaredda , personaggio del Carnevale degli anni 50

Altarino Madonna Addolorata (foto Seby Pittera)

I Carpinato.

Nobile famiglia di Acireale, della quale notiamo un Francesco, acatapano nobile di detta città nel 1743-44; un Pietro Paolo, che tenne la stessa carica nell’anno 1759-60; un Casimiro, capitano di giustizia di detta città nel 1774-75; un Giuseppe Carpinato e Barbagallo, che tenne la stessa carica nel 1798-99 e quella di patrizio nell’anno 1802-3 ed un Martino Carpinato e Pavone, che fu acatapano nobile nell’anno 1804-5.