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ACIREALE – L’estate è arrivata senza alcuna decisione intorno ad una questione che ad Acireale si dibatte dal lontano 2005. Dodici lunghi anni in cui la classe politica non è stata in grado di prendere una decisione e di adottare una strategia per la viabilità che fosse condivisa e ragionata. Nulla.

Dopo il tentativo ribattezzato “sperimentazione” della scorsa estate da parte dell’amministrazione Barbagallo, è arrivato lo stop immotivato alla ztl, l’apertura al traffico veicolare in pieno centro e dopo un fiume di parole e di propositi, ci ritroviamo in piena estate 2017 senza alcun provvedimento. Nulla.

Le ipotesi e le fonti si sono succedute con frenesia, alcune attendibili perché istituzionali che si sono poi rivelate confuse e contraddittorie. Orari ballerini, si chiude h 24 il Duomo, piazza L. Vigo aperta, chiusa, dalle 19.00 dalle 20.00. Confusione e immobilismo regnano mentre il territorio e il centro storico sono preda dagli automobilisti più tenaci. Nulla.

E’ inutile parlare della bellezza, della tutela dei beni architettonici, del rispetto dovuto per la salute pubblica; è tutto inutile ma un dato appare davvero incomprensibile: si può decidere di chiudere piazza Domo lasciando aperto al traffico veicolare privato piazza L. Vigo proprio davanti la Basilica di San Sebastiano?

Lo abbiamo chiesto ai liberi navigatori e riportiamo qui di seguito i dati di un rapido sondaggio online.

Abbiamo posto questa domanda: Acireale – Piazza L. Vigo (Basilica San Sebastiano) deve essere consentito il traffico veicolare privato?

Su  137 votanti, 110 hanno risposto NO con un percentuale dell’80,29% – I favorevoli a consentire il traffico veicolare davanti alla Basilica di San Sebastiano sono stati 24 (17,51%) e solo 3 chi non ha preso posizione (2,18%). 

Come diciamo sempre il sondaggio non è scientifico, ovvero non è stata posta la domanda ad un campione scelto e selezionato in base all’età, Il livello culturale, economico, il sesso. Abbiamo lanciato il sondaggio tra i liberi navigatori e 137 espressioni sono (dal punto di vista numerico) certamente sufficienti.

Non è la prima volta che la schiacciante maggioranza dei liberi navigatori si esprime per l’incremento degli indici di vivibilità e non è la prima volta e non sarà l’ultima che gli stessi saranno delusi.

Un anno fa una delegazione di cittadini “pro ztl” venne ricevuta dal sindaco Barbagallo in un incontro che sostenne l’azione amministrativa e richiese il potenziamento della navette, l’arredo urbano e parcheggi custoditi. Nulla è stato realizzato se non il fatto che Acireale continua ad essere una delle pochissime città che non ha messo a disposizione dei cittadini nessuna area senza traffico e aperta solo ai pedoni.

(mAd)

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Caro assessore Francesco Fichera abbiamo apprezzato la sua determinazione nell’azione che vede finalmente Acireale con un servizio di raccolta differenziata porta a porta, abbiamo apprezzato le numerose riunioni che lei ha tenuto con i cittadini e con tanti amministratori di condomini ma c’è qualcosa che non va ed è semplice e sotto gli occhi di tutti: Acireale è sporca.

Sporca per le strade, sporca nelle misere aree a verde, sporca in luoghi, sempre gli stessi, che vedono una congrega di devastatori continuare a lasciare spazzatura per strada. Lei mi dirà che non è certo una sua colpa se vi sono degli incivili che continuano a non adeguarsi ai sistemi minimi di decoro e di convivenza civile ed io desidero risponderle che sarà vero ma ciò non toglie che il fenomeno sarebbe dovuto essere represso con energia e tempestività cosa che non sembra essere così se consideriamo che il fenomeno non si riduce ma, anzi, sembra proprio aumentare.

Da queste pagine ci siamo infuriati e continueremo a farlo con i tanti luridi che scaricano la spazzatura in giro, sappiamo che sono state elevate quasi duecento multe e sappiamo che sono stati stanati intorno a cinquecento evasori ma, evidentemente, non basta. Crediamo, infatti, che lei dovrebbe attivare un controllo del terriorio con energia e con la stessa determinazione con cui ha voluto proporre alla comunità il servizio di raccolta differenziata. E’ un opzione che non può più restare inascoltata, i cittadini ligi al dovere e rispettosi dell’ambiente pretendono che si faccia qualcosa di concreto, incisivo, forte e determinato e che lo faccia subito, anzi ieri.
Noi abbiamo sempre posto attenzione agli indici di vivibilità perchè sono i dati veri e concreti per valutare il lavoro di un’amministrazione locale. Ad oggi cosa dobbiamo dire rispetto alle questioni legate alla vivibilità? Che in città è il caos per traffico, per qualità dell’aria, per l’assenza di ogni forma di arredo urbano, per la modalità con cui si vive il territorio? La città non è un luogo di nessuno è di tutti ed è questo (che altro non è che il senso di comunità) che dobbiamo riprenderci e imporlo a chi detesta e osteggia la convivenza civile.
Adesso, però, è giunto il momento di dare il giusto riconoscimento a chi vorrebbe una città pulita, a tutti quelli che incessantemente si battono e utilizzano il loro tempo nel tentativo di consegnare ai propri figli una città almeno civile se non proprio virtuosa.
Lei assessore rispetto al fenomeno dei rifiuti abbandonati per strada, rispetto alle condizioni in cui versano le frazioni, rispetto all’igiene pubblica deve dare risposte e proporre azioni che diano risultati.
Adesso basta vivere nell’indecenza.
(mAd)

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ACIREALE – La questione Palavolcan ancora sospesa tra una caldaia e un cancello chiuso. Questioni che si trascinano da mesi e al cittadino comune non resta che chiedersi come mai non si riesce a produrre in tempi accettabili tutte le certificazioni necessarie per la riapertura definitiva dell’unica struttura sportiva degna di questo nome.

Abbiamo raccolto alcune dichiarazioni intorno a questa vicenda.

12 gennaio 2017 – Roberto Barbagallo: “Oggi è avvenuto un ulteriore sopralluogo di una ditta specializzata nel settore diversa da chi si è occupata del montaggio. Relazione assolutamente positiva sulla tipologia di parquet e sul montaggio. A breve relazione conclusiva degli uffici ed affidamento al Gis. Il Palavolcan è agibile. Agibile significa che c’è stato collaudo statico ed amministrativo al tempo. E poichè gli interventi fatti sul tetto non sono di tipo strutturale l’immobile resta agile. Inoltre è stata interpellata la commissione comunale per le manifestazioni che ha dato parere positivo. Rimane da revisionare solo la caldaia, cosa che si sta facendo in questi giorni. Dopo le associazioni sportive “di qualsiasi colore” possono giocare”.

18 febbraio 2017 – Giuseppe Franchina (Officina Acireale): “Una struttura che non e’ agibile perché il collaudo statico e il parere della commissione di vigilanza non sono da soli sufficienti a consegnare una struttura alla città”.

27 marzo 2017 – Giuseppe Sardo (Assessore allo Sport):  “A questo punto mi sembra doveroso un chiarimento riguardo la situazione del PalaVolcan e la non possibilità dell’utilizzo dello stesso da parte delle società sportive. L’impianto, da verifiche effettuate presso l’INAIL di Catania, ente preposto per la certificazione e collaudo di impianti termici, NON HA MAI AVUTO un collaudo generale dell’impianto di acqua calda sanitaria e riscaldamento. La vecchia pratica di collaudo non era più perseguibile e si è dovuto procedere con un nuovo progetto di impianto…”

27 aprile 2017 – Giuseppe Sardo (Assessore allo Sport): “Dopo aver ricevuto il nulla osta e l’ok da parte dell’INAIL sulla progettazione di impianto relativo alla centrale termica del PalaVolcan sono iniziati i lavori di messa a norma e ripristino della caldaia nell’impianto sportivo cittadino . Non appena ultimato verrà chiesto il collaudo sempre all’INAIL , ente preposto alla certificazione di impianti di riscaldamento ; I lavori sono costati 12 mila euro più IVA e porteranno finalmente al collaudo finale dell’impianto , cosa mai avvenuta prima , che ci consentirà di poter utilizzare finalmente anche i locali spogliatoi con relative docce con acqua calda”

18 giugno 2017 – Ugo Petrina (Acireale calcio a 5): “Ad oltre 30 mesi di distanza dal famigerato 5 novembre del 2014, data che ad Acireale si ricorda con dolore a causa di un evento atmosferico che produsse danni in molti edifici cittadini tra cui il nostro Palavolcan, l’unica cosa che non sono mancate sono state le chiacchiere, non quelle che rappresentano un dolce tipico dell’acese nel periodo carnascialesco, ma quelle che si e’ portate il vento della tromba d’aria”.

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ACIREALE – Continua anche questa estate, per il terzo anno consecutivo, l’organizzazione delle serate di Tango da parte della consigliera Sabrina Renna e del Maestro Angelo Strano.

Domenica 18 giugno e Domenica 16 luglio nella Piazza Duomo di Acireale si terranno le prime due tappe alle presenza dei tangheri della provincia che si affronteranno all’interno della cornice barocca. Afferma la consigliera comunale Sabrina Renna: “Nel corso delle ultime due estati ho avuto modo di osservare come questa disciplina sia molto diffusa ed apprezzata; difatti centinaia di persone tra appassionati, professionisti, amanti affollano il nostro centro storico e la piazza Duomo alimentando sia l’offerta turistica che l’intrattenimento serale. A queste due prime serate ne seguiranno altre due nel mese di agosto e di settembre per dare continuità e compiutezza alle varie declinazioni che il tango offre”.

(red) – foto A. Musme –

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ACIREALE – Arriva la notizia con squilli di tromba e rullo di tamburi. I commercianti del centro che “organizzeranno spettacoli, mostre, esibizioni musicali attrazioni per bambini non pagheranno l’imposta di concessione di suolo pubblico. E’ stato inoltre sottoscritto con l’agenzia SIAE di Acireale un accordo che prevede un compenso forfettario univoco per tutte le manifestazioni ammesse ai benefici”.

Le misure sopra descritte potranno in qualche modo essere un sostegno a quei piccoli imprenditori del centro di Acireale che vedranno l’azzeramento della TOSAP e un forfait per i costi della SIAE ma non sono e non possono essere una leva per lo sviluppo della vivibilità nel centro storico. Di fatto quando è ancora aperto il traffico veicolare privato non bastano gli incentivi per dare respiro ad una zona della città che soffoca ogni giorno e che per i fine settimana diventa una bolgia infernale. Ci vuole di più.

Certamente serve un piano per la circolazione delle autovetture, un piano che sappia coniugare le esigenze inevitabili di spostamento a quelle della protezione dei beni architettonici e della salute dei cittadini. Serve l’arredo urbano promesso 14 mesi fa e di cui non vi è ancora alcuna traccia, serve una nuova illuminazione a sostituzione di quella orribile e fatiscente, servono cestini portarifiuti e porta cicche, serve un parcheggio custodito e con pagamento di un ticket che possa rinvigorire le povere casse comunali invece di destinare l’obolo agli abusivi e serve una ztl e un’isola pedonale permanente.

L’amministrazione, quindi, si muove a piccolissimi passi e offre incentivi volti a cambiare il volto del centro storico. Si premiano, di fatto, quelle attività che si occupano di organizzare spettacoli, mostre e altre attrazioni mentre si costringono i cittadini ad imbottigliarsi tra i fumi degli ultras dell’autovettura. Insomma si tratta di un antipasto leggero che apre e chiude il menù. Mancano le portate principali, manca un piano, un pensiero di sviluppo, mancano azioni volte a fare sistema e si prova a coprire qualche buco mentre la barca affonda.

Dall’estate 2016 un anno è andato via nel silenzio e nel degrado del centro storico e non saranno certamente questi incentivi a cambiare il volto del centro cittadino ne a ridare dignità e vivibilità ad una città in preda al caos e sottoposta ad inquinamento acustico e dell’aria. Servono, ancora, le centraline di monitoraggio dell’aria che dovranno essere istallate certamente in via Galatea e serve, in ultimo ma non ulitmo, una guida politica ovvero un assessore alla protezione civile e ai vigili urbani. Una casella di giunta da riempire per il suo significato strategico e di sviluppo che dovrebbe andare a ricoprire.

(mAd)

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 Al Dir. Gen. Asp3 di CT, Dott. Giammanco

Al Dir. San. Asp3 di CT, Dott. Luca

Alla Dir. Amm. Dell’Asp3 di CT, Dott.ssa Faraone

Al DS del PO di Acireale, Dott. Scala

Sede di Acireale

Acireale 15 Giugno 2017

Ci giungono, ormai da tempo, segnalazioni di gravi disfunzioni che continuano a verificarsi nell’Ospedale di Acireale senza che allo stato attuale si veda forma d’intervento risolutivo dei problemi che elenchiamo:

La Risonanza Magnetica da più di un mese guasta, risulta chiusa agli esterni e costringe i ricoverati a defatiganti spostamenti in altre sedi. A quando la sistemazione definitiva di un bene che noi riteniamo assolutamente prezioso nel piano dell’offerta sanitaria del PO di Acireale?

I campanelli delle chiamate d’emergenza nel Reparto di Ortopedia anch’essi guasti da circa un mese. Dato lo specifico Reparto di gente normalmente immobilizzata la situazione attuale diventa ancora più grave. Cosa si aspetta che succeda per procedere alla sostituzione degli stessi?

Con i primi caldi ritornano i problemi di sempre, nelle sale esterne di attesa si soffoca, in particolare ciò si verifica nella hall del 3° piano dove un unico climatizzatore (ove funzionasse) è assolutamente insufficiente a mitigare lo stato di calura soffocante che vi si respira sin dalle prime ore del mattino.

Si è riguastato lo schermo della sala d’attesa del PS e il monitor del Triage. Segnaliamo la cosa perché si proceda al più presto alla sistemazione di entrambi. L’ultima volta (qualche anno addietro) lo schermo è rimasto oscurato per diversi mesi, con gravissimo pregiudizio per chi in attesa non controlla la situazione dei codici e degli arrivi, ingenerando molto spesso sospetti di favoritismi e scarsa professionalità.

 

Certi del Vostro sollecito interessamento, porgiamo Distinti Saluti.

Per TDM di Acireale Per CittadinanzAttiva di Acireale

Carmelo Musmeci Luigi Puccione

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Ad Acireale la politica locale ha anticipato quello che poi sarebbe stato il fenomeno delle “liste civiche” e la sempre più inconsistenza dei partiti. E’ stato indicato come un fenomeno che avrebbe il suo significato nel radicamento nel territorio dei candidati consiglieri comunali che formano liste che corrono alle elezioni con simboli last minute e che non definiscono mai il loro posizionamento culturale, ideologico e politico. Potremmo dire un ammucchiata di nomi che, di volta in volta, si colloca da un “civismo” ad un altro e che hanno la capacità di raccogliere il consenso specialmente per elezioni amministrative che, di fatto, rappresentano una risorsa per i candidati sindaco che sostengono ma, contemporaneamente, una palese difficoltà a trovare, dopo le elezioni, la sintesi per produrre azioni di buon governo.

Il sostegno alle elezioni amministrative di quattro differenti liste civiche al sindaco di Acireale Roberto Barbagallo, ha prodotto la vittoria al ballottaggio, una forte maggioranza in consiglio comunale (figlia anche del premio di maggioranza) ed una difficoltà palese a trovare la sintesi davanti alle questioni cittadine legate alla vivibilità, al piano di sviluppo e alla ricerca di una vocazione che potesse dare slancio al territorio. Un territorio che ha perso negli anni il termalismo, l’agrumicoltura e con un terziario in chiara difficoltà doveva essere luogo di pensiero di ricerca e doveva muoversi nella direzione precisa e determinata per il raggiungimento di quegli indici di vivibilità che, negli anni, producono sviluppo, posti di lavoro, fermento culturale.

Oggi dopo tre anni di consiliatura Barbagallo possiamo dire che gli indici di vivibilità non si sono mossi di un solo centimetro nella direzione giusta ad eccezione dell’opera dell’assessore Fichera che ha voluto sin dall’inizio del suo mandato, cambiare la rotta in maniera determinata e decisa per quel che riguarda la questione della raccolta dei rifiuti urbani. Un’operazione quella dell’assessore all’ambiente che non ha trovato certo la collaborazione di tanti cittadini e che ha dovuto fare i conti con una barbarie civica senza precedenti. “Andiamo avanti” è stato il grido nel deserto dell’assessore all’Ambiente, una determinazione che merita certamente il sostegno e il plauso. Per il resto il silenzio e il pantano amministrativo è stato tutto dimostrato nella questione villa Belvedere e chiaramente nella gestione di un’area pedonale e di un’altra a traffico limitato. Per le questioni di vivibilità, quindi, non è rimasto nulla sul territorio, non si è programmato, non si è riusciti a trovare, appunto, la vocazione e la determinazione necessaria per il “buon governo”.

A tre anni possiamo dire che vincere le elezioni con un miscuglio di liste civiche, con l’eterogeneità che li distingue, con poca passione ideologica, con la trasversalità esasperata non serve e non produce un governo deciso, agile e determinato. Troppi equilibri da mantenere, troppe visioni da contenere, troppi ingredienti per una minestra che più passa il tempo più diventa indigeribile.

(mAd)