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ACIREALE – Sono ormai trentasette. Si 37 gli stipendi arretrati che dovrebbero essere riscossi dai lavoratori dell’Ipab Oasi Cristo Re di Acireale. Una situazione che abbiamo descritto, da tre lunghi interminabili anni, come difficile e ai limiti della disperazione sociale per i lavoratori e le loro famiglie.

Durante la campagna elettorale regionale abbiamo sentito gli onorevoli deputati all’ARS acesi, il presidente Nello Musumeci, l’ex assessore Anthony Barbagallo insieme con Nicola D’Agostino e la pentastellata Angela Foti. Tutti hanno concordato sulla necessità di scrivere ed approvare velocemente una legge di riordino delle Ipab siciliane, tutti hanno convenuto che quando si svolge il proprio lavoro si ha diritto al giusto salario.

Ma, ancora oggi, della difficile questione delle Ipab siciliane non abbiamo sentito una sola dichiarazione da parte del neopresidente Musumeci, ne dall’opposizione del PD e delle sue liste di coalizione.

Il 24 novembre l’on. pentastellata Angela Foti, che nella passata legislatura aveva presentato una proposta di legge sul riordino, ha tenuto un incontro informale con i lavoratori della struttura acese. Ecco cosa riporta da quell’incontro la deputata Foti. “Ho tenuto un incontro con alcuni lavoratori dell’Oasi Cristo Re di Acireale. Come già noto la situazione dei lavoratori è davvero pesante e giustamente c’era molta tensione nell’aria. Si è fatto il punto della situazione e ribadito il mio massimo impegno affinché si vari prestissimo la riforma delle IPAB per finalmente rilanciare il settore. Lo farò da opposizione, insieme al mio gruppo parlamentare, così come già fatto nella scorsa legislatura cercando sostegno da tutte le forze politiche che vorranno sostenere il rilancio delle IPAB. Il tempo delle false promesse e delle chiacchiere è finito”.

E’ davvero finito il “tempo delle chiacchiere” oppure come è successo con l’ex governatore Crocetta tutto andrà a finire nel dimenticatoio e in qualche intervento di buona volontà? La stessa Angela Foti che nella passata legislatura si è spesa per dare razionalità al settore delle Ipab avrà la possibilità, da forza di opposizione, di portare il tema delle Ipab in aula e trovare le giuste convergenze politiche per sbloccare una situazione che è certamente diventata drammatica?

(mAd)

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Acireale, Palazzetto PalaVolcan pronto da un anno ma resta chiuso.

La deputata Foti (M5S): “Manca la catastazione dell’immobile, avevano dimenticato anche di inserire la revisione e messa a norma di una caldaia a gas, necessaria al rilascio dell’agibilità”

Acireale, 15 novembre 2017 – “Il Palazzetto Palavolcan, ristrutturato e pronto ormai da un anno, resta chiuso e abbandonato, nonostante il cospicuo contributo della Regione Siciliana concesso a seguito dalla tromba d’aria che colpì significativamente il comune di Acireale. Dallo studio delle carte, emerge la mancanza della catastazione dell’immobile, avevano anche dimenticato di inserire la revisione e messa a norma di una caldaia a gas, necessaria al rilascio dell’agibilità”. Lo dice la deputata del Movimento 5 Stelle Angela Foti che insieme al gruppo di attivisti locali denuncia l’inconcepibile ritardo di consegna dei lavori. Sotto la lente di ingrandimento dei 5Stelle anche le innumerevoli e inspiegabili varianti presentate al progetto nel corso d’opera.

“Storia breve di un palazzetto ad uso e consumo del politico di turno, – afferma Foti – considerando che già un anno fa, la giunta di Barbagallo presentava alla cittadinanza quella che sarebbe dovuta essere l’inaugurazione del Palavolcan, ma che in realtà, come risulta da quanto scritto nel certificato di esecuzione lavori, era una semplice sospensione (avvenuta precisamente il 3 novembre 2016) dei lavori, giustificata con la dicitura ‘per consentire una manifestazione e/o incontro con la cittadinanza’”. “All’indomani, spenti i riflettori, – continuano dal M5S di Acireale – i cancelli si sono chiusi e addio al parco giochi della 104 Orizzontale, addio allo sport, addio all’aggregazione per i giovani e appassionati delle svariate discipline”.

“Come dicevamo, proprio le corpose perizie di variante – conclude la parlamentare Foti – sono state le vere protagoniste dei lavori al Palavolcan, tra queste quella che ha stravolto in toto il progetto originario. Dal quadro di raffronto risulta che su circa 317 mila euro di lavori, vi sono state variazioni per oltre 274 mila euro, in percentuale l’86 per cento. Insomma, del progetto esecutivo (che fra l’altro ci è costato quasi 23 mila euro) non è rimasto quasi nulla. Sono stati cambiati il tipo di parquet, il tipo di impermeabilizzazione della copertura, le tipologie delle norme di sicurezza, vengono abolite molte categorie di lavori. Un esempio tra questi, i lavori di impermeabilizzazione della copertura, che passano dal costo di una membrana di bitume di circa 39 mila euro, ad un telo TNT in polipropilene per tutta la superficie, dal costo lordo di oltre 69 mila euro”.

In allegato riportiamo tutti gli scostamenti, raggruppati per tipologie, tra il progetto e la variante

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Acireale – Ipab Oasi Cristo Re dall’incontro con i candidati acesi all’ARS organizzato dall’Associazione Costarelli, le risposte di Nicola D’Agostino (Sicilia Futura), Angela Foti (Movimento 5 Stelle), Santo Primavera (Idea Sicilia), Antonio Castro (Forza Italia)

(red)

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Elezioni Regione Siciliana con gli on. Nicola D’Agostino (Sicilia Futura) e Angela Foti (Movimento 5 Stelle. Resoconto e valutazione del governo Crocetta, la prima emergenza per la Sicilia, il ruolo del M5S durante il governo Crocetta, Sicilia Futura un partito senza base?

Lo abbiamo chiesto agli onorevoli Nicola D’Agostino e Angela Foti. Di Daniela Gieri e mAd

(red)

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Ancora stallo per la questione Ipab Oasi Cristo Re anche se le elezioni regionali sono alle porte. Il 5 novembre non è così lontano ed ancora i giochi, nel centrodestra e nel centrosinistra, non sono ancora completati. Molti analisti ipotizzano una vittoria del M5S che ha designato Cancelleri come candidato presidente, mentre i leaders dei partiti tradizionali sono sotto una tempesta di veti incrociati, ed ancora tanti cercano posizionamento negli schieramenti. In questo caos i lavoratori delle Ipab siciliane (quelle che lavorano ed erogano servizi reali) hanno smesso di attendere una legge per la riforma delle Ipab siciliane.

Per le ipab ed in particolare per l’Oasi Cristo Re l’on. pentastellata Angela Foti si è più volte impegnata all’ARS producendo disegni di riordino, emendamenti e la richiesta di storno di risorse per “dare ristoro ai lavoratori che da troppo tempo aspettano gli stipendi”.

Si è passati, inoltre, dal piano politico a quello più strettamente contabile e finanziario con l’OCC. In una recente nota del sindaco di Acireale Roberto Barbagallo si “ritiene l’iniziativa del commissario un atto concreto e foriero di una reale prospettiva di risanamento dell’Ente”. Atteggiamento identico quello dell’on. Nicola D’Agostino (Sicilia Futura): “Questo è il percorso concreto che ho promosso e che spero possa essere la soluzione migliore per andare incontro ai problemi strutturali dell’Oasi Cristo Re.

OCC significa rivedere tutta la contabilità, debiti, crediti, mutui ed altro ancora e configurare un piano di recupero che deve poi essere approvato dal giudice.  Insomma provare a gestire la situazione debitoria con un occhio attento alle spettanze dei lavoratori.

Tornando alle elezioni regionali del 5 novembre vogliamo ricordare alcune affermazioni dell’on. Angela Foti (M5S): “Un dramma che rischia di sconfinare nella tragedia, se la politica continuerà a guardare da tutt’altra parte, qui siamo di fronte ad un dramma che rischia di sfociare da un momento all’altro nella tragedia. È inammissibile, vergognoso e folle lasciare intere famiglie senza stipendio anche per 31 e 32 mesi. Significa condannarle alla disperazione più nera, col pericolo che qualcuno faccia qualche pazzia. Abbiamo presentato – continua la deputata Foti – un emendamento alla Finanziaria attualmente in discussione per consentire di erogare fondi fino ad otto milioni di euro a questi enti, grazie ad un taglio lineare di tutti i capitoli dell’1,5 per cento, per non causare pesanti ricadute su altri settori”.

Sembra che non resta che attendere la “rivoluzione a cinque stelle” affinchè le ipab siciliane possano vedere una seria legge di riforma? Vedremo.

(mAd)

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 La deputata Angela Foti: “Un dramma che rischia di sconfinare nella tragedia, se la politica continuerà a guardare da tutt’altra parte. E dire che i politici dovrebbero essere particolarmente sensibili al ritardo delle paghe, visto che l’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio nel 2012 protestò ufficialmente per uno slittamento di soli pochissimi giorni degli stipendi dei deputati. La politica non può continuare a guardare dall’altra parte, qui siamo di fronte ad un dramma che rischia di sfociare da un momento all’altro nella tragedia. È inammissibile, vergognoso e folle lasciare intere famiglie senza stipendio anche per 31 e 32 mesi. Significa condannarle alla disperazione più nera, col pericolo che qualcuno faccia qualche pazzia. Abbiamo presentato – continua la deputata – un emendamento alla Finanziaria attualmente in discussione per consentire di erogare fondi fino ad otto milioni di euro a questi enti, grazie ad un taglio lineare di tutti i capitoli dell’1,5 per cento, per non causare pesanti ricadute su altri settori. Speriamo che in aula ci si immedesimi nel dramma di queste persone e si capisca che ritardi di quasi tre anni negli stipendi possono essere tragici. E dire – aggiunge – che la politica dovrebbe essere sensibile ai ritardi negli stipendi, visto che nel 2012, per mezzo del presidente dell’Ars Francesco Cascio, protestò vibratamente, quanto inopportunamente, per un ritardo di pochissimi giorni delle paghe da favola dei deputati. I dipendenti – racconta la Foti – continuano a recarsi al lavoro con grandissimo senso di responsabilità, per non abbandonare al loro destino anziani e disabili, anche gravissimi. Se i lavoratori si fermassero, alcuni degli ospiti delle Ipab, che devono essere pure imboccati, resterebbero perfino senza mangiare”.

Le soluzione definitiva ai problemi di questi enti e dei suoi dipendenti potrebbe avvenire grazie ad un riforma del settore, per la quale il M5S ha prodotto da tre anni un disegno di legge che attualmente fa le ragnatele in commissione Bilancio, dopo aver avuto l’ok in commissione di merito.

“Alcune volte è stato messo all’ordine del giorno – racconta la Foti – ma non è mai stato discusso. Nonostante le continue sollecitazioni che ho fatto al presidente della seconda commissione”.

(red)