Tags Posts tagged with "bellini"

bellini

0 965

 

IMG_0405“In attesa di vento”, mostra di giovani artisti organizzata dal centro Mistero Buffo, in particolare dalle due volontarie europee Lisa Schmidt e Armineh Badalyan. La mostra proseguirà Sabato 30 dalle 13 alle 24, si terranno un workshop per bambini alle 16 ed un workshop fotografico alle 17.30. Domenica fino alle 13 ultima giornata.
(peppe marano)
sdm
IMG_0399
IMG_0393 IMG_0379IMG_0382IMG_0384IMG_0386IMG_0388IMG_0389IMG_0390IMG_0391IMG_0392IMG_0398IMG_0403

0 579

bellini-di-marcello-trovato-copLe due proposte dell’Associazione Tesori d’Aci per il Bilancio Partecipato del Comune di Acireale.

Area tematica: 2. LAVORI PUBBLICI
Titolo Proposta: Restauro 1° e 2° PIANO FOYER TEATRO BELLINI
Descrizione del progetto: L’Associazione Tesori d’Aci propone il restauro del 1° e del 2° piano del foyer del Teatro Bellini e del vano scale posto sul lato est. Il piano Terra del Foyer è stato riaperto al pubblico dopo 60 anni di oblio. Il gran numero di visitatori che ha fatto seguito alla riapertura, testimonia il legame affettivo che lega la cittadinanza a questo edificio. L’associazione Tesori d’Aci propone di proseguire nell’intervento di recupero del foyer e dell’attiguo vano scale posto ad est, così da realizzare un’area espositiva che consenta la realizzazione di mostre d’arte. Gli interventi da effettuare sull’immobile, seguendo la tipologia già applicata con successo nel recupero del piano terra) devono prevedere oltre alla messa in sicurezza, la fruizione delle suddette aree, con la chiusura degli accessi alle aree del teatro “non sicure”, il ripristino dell’apertura posta a est della facciata, gli infissi delle aperture sul prospetto principale, e l’installazione di un idoneo impianto antintrusione e di allarme furto e incendio. Per la realizzazione dell’intervento si stima una somma di € 120.000.

Area Tematica: 6
Titolo proposta: Acireale: la Città dei ragazzi
Descrizione del progetto: L’istruzione come cardine della formazione culturale dei cittadini è alla base della nostra proposta. Abbiamo deciso di intitolarla “Acireale: la Città dei ragazzi” in omaggio al celebre film del 1938 “La città dei ragazzi” , che racconta la storia di un sacerdote (Padre Flanagan) che spende la sua vita per il futuro dei giovani. Ci è sembrato calzante perché la proposta/progetto che Tesori d’Aci sottopone all’amministrazione e alla cittadinanza si rivolge proprio ai più giovani fra i cittadini acesi. Si compone di due parti. La prima: ci piacerebbe che l’amministrazione realizzasse “i Percorsi dell’ABC” per stimolare l’amore per Acireale anche fra i cittadini “più piccoli”. Per Amare occorre conoscere, e questi percorsi rappresenterebbero un’occasione per fare ciò. Si tratta di Itinerari didattici ad “altezza di bambino”, che comprendono cartine, notes, tabelle e tutti quegli strumenti utili a far scoprire, conoscere e apprezzare le bellezze della città. Le risorse necessarie ammontano a poche migliaia di euro.
La seconda iniziativa è legata al mondo della scuola ed è denominata “Caro amico ti scrivo”. Ci piacerebbe istituire un concorso annuale fra gli studenti delle scuole primarie di primo e secondo grado, che abbia al centro la “lettura” e la “scrittura”. L’idea è quella di concordare con i Dirigenti scolastici degli Istituti Comprensivi acesi, la lettura critica di alcuni libri durante l’anno scolastico, ovviamente selezionati in base all’età dei lettori. I ragazzi saranno invitati a leggere uno o più libri fra quelli selezionati e stimolati a scrivere una lettera a un amico nella quale lo invitano a leggere quel libro spiegandone i motivi. Tutte le “lettere” presentate direttamente dalle scuole parteciperanno al concorso, che dovrà prevedere dei premi per gli studenti e le scuole di appartenenza (ad esempio un buono per l’acquisto di un computer per lo studente o per la scuola, buoni per l’acquisto di libri, ecc.) A partecipare al concorso verrebbero invitati i bambini delle classi quinte elementare ei ragazzi delle terze medie. Per la realizzazione servono circa 2.000 euro l’anno.

tesori daci 1tesori daci 2

0 578

 

teatro-bellini-eventoLa rivisitazione dello spazio”

Rimarrà aperta fino alla fine del Carnevale, martedì 17 febbraio, la mostra “Teatro Bellini – La rivisitazione dello spazio”, organizzata dalla SdS di Architettura di Siracusa, in collaborazione con la Fondazione e l’Ordine degli Architetti di Catania e il patrocinio del Comune di Acireale.

Visto l’interesse riscosso dal secondo evento che ha come cornice il foyer del Teatro Bellini di Acireale, gli organizzatori hanno deciso di prolungare l’esposizione delle ricerche storiche, le sperimentazioni progettuali redatti in ambito universitario per la rivisitazione dello spazio dell’antico Teatro Bellini, curati dalla professoressa Zaira Dato, dall’architetto Nicoletta Nicolosi e dal professor Vittorio Fiore.

La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00,  domenica 8 e domenica 15 febbraio all’interno del foyer del Bellini saranno realizzate anche delle piccole performance artistiche curate dagli organizzatori della mostra.

0 827

 

bellini-di-marcello-trovato-cop

Inizierà lunedì 19 e si concluderà martedì 27 gennaio al Teatro Bellini di Acireale il workshop “ Immagina e costruisci il tuo teatro”, organizzato dal Comune di Acireale in collaborazione con i curatori della mostra “Colpo di scena – Uno spazio metamorfico”.  Gli studenti delle scuole primarie acesi ogni mattina, dalle 9.00 alle 12.00, visiteranno il foyer  dell’antico teatro di via Romeo e la mostra, che rimarrà aperta ai visitatori oggi e domani pomeriggio, dalle 17.00 alle 20.00, e nel prossimo fine settimana. I giovani architetti allestiranno per i bambini un laboratorio creativo e gli studenti potranno riprodurre la loro idea di teatro.

0 842

 

bellini-effimero-indispensabile

Acireale, successo per “Colpo di Scena – uno spazio metamorfico”. La mostra resta aperta alle scuole e nei week end

“Colpo di Scena – uno spazio metamorfico”, la mostra sul passato, il presente e il futuro del Teatro Bellini di Acireale, considerato il successo di visitatori, non chiuderà i battenti domani, come previsto in calendario.

Lo annuncia il sindaco, Roberto Barbagallo : ‹‹Gli organizzatori della mostra stimano un migliaio di visitatori. Considerato il successo, l’interesse che il Teatro Bellini ha suscitato nella città e la curiosità manifestata da molti dirigenti scolastici, abbiamo deciso che la mostra resterà aperta di mattina agli studenti, per cui saranno organizzati dei piccoli workshop, e ai visitatori nei pomeriggi dei prossimi due week end. Nel frattempo stiamo lavorando per organizzare la prossima esposizione. Una volta riaperto il foyer del Bellini, vogliamo valorizzarlo, con una programmazione che ci consenta di evitare lunghi periodi di chiusura››.

0 1043

 

bellini-effimero-indispensabileDentro un lungo silenzio culturale interrotto solamente dal passaggio di qualche automobile rombante musica neomelodica, avvolti, due volte l’anno, dal suono di “meu amigo Charlie Brown”, ecco che arriva la notte del Bellini. Si il teatro Bellini, ovvero quel rudere che eravamo abituati a vedere con le lamiere, alcuni posti auto per il parcheggio, le porte d’ingresso murate.

Più volte ci siamo chiesti, da materialisti consapevoli, se la cultura, il volubile, l’effimero può, in qualche modo, essere messo a comparazione con i bisogni fondamentali: mangiare, dormire, accoppiarsi. Ma poi, dal momento in cui abbiamo ottenuto la posizione eretta, ecco che lo sguardo nel cielo ci ha imposto altri interrogativi. Il pensiero astratto, quel getto pirotecnico di neuroni che sancisce la nascita dell’Uomo. Altro rispetto alle necessità primarie, dove quell’altro non è concreto, non appare commestibile e neanche una carezza che ci culla la notte. La cultura, il bello, il pensiero astratto, le filosofie, le domande, la ricerca, la musica, la scultura, la pittura: tutto ben altro che cibo e procreazione.

Eppure, oggi, quando le necessità primarie ritornano prepotentemente per la crisi di sistema che attanaglia i ragionamenti, l’effimero, il “sensibile” sembra essere volato via portando con se le conquiste dell’Uomo dal pensiero astratto. Un ministro della Repubblica il signor Tremonti qualche anno fa ebbe a dichiarare: “Con la cultura non si mangia”. Ovviamente una sonora idiozia, qualcosa che lasciò gli analisti sconcertati perché la povertà dell’affermazione non era solamente contraria alla stessa natura dell’Uomo ma anche non esatta da un punto di vista meramente economico. Di cultura si mangia e si generano indotti virtuosi. La cultura in Italia, infatti, vale intorno al 5,8% di PIL, una cifra che si aggira intorno agli 80 miliardi di euro l’anno, e si potrebbe fare molto di più.

Acireale, da oltre un ventennio alla ricerca di un’identità, allora potrebbe (finalmente) riconvertirsi come città della cultura. Creare intorno alle nostre bellezze ambientali, al barocco, alle terme, alla musica, ai teatri, un indotto ed un risveglio economico importante e degno in una città smemorata e penalizzata da mezzo secolo di corsa “all’oro verde”.

L’operazione abbattimento dell’ecomostro sulla timpa, il tentativo (primo step) di far vibrare dopo tanti anni il teatro Bellini sono segnali che indicano un percorso. Un percorso ancora non strutturato, un sentiero in cui l’amministrazione comunale acese deve completamente convincersi di percorrere.

Il passaggio da una città “trunza” ad un luogo che valorizza, vende e promuove cultura crea indotto, crea economia, crea coesione sociale e crea lavoro. Oltre le tifoserie sarebbe bello capire (da tanti luoghi e parti politiche) che uno spazio donato alla cultura è uno spazio possibile per la nascita di una città che per troppo tempo è stata amministrata nel silenzio culturale e nel vuoto assoluto di pensiero astratto.

Di cultura si mangia e l’effimero non solo è indispensabile ma corrisponde esattamente con il concetto più nobile di Uomo.

(mAd)

0 1316

IMG_0019

 

Grazie Roberto Barbagallo per l’entusiasmo che ti spinge senza mai stancarti, grazie di metterci l’anima in tutto quello che fai per amore della nostra Città, grazie perché il tuo entusiasmo è contagioso ed il primo a sporcarsi le mani sei tu. Mi ha fatto sorridere quando mi hanno raccontato che appena prima dell’apertura del foyer del Bellini eri a montare le bombole delle stufe e che per tutto il tempo sei rimasto con la chiave inglese in tasca.
Grazie anche di avermi incastrato con l’impegno di Babbo Natale, è stata una delle esperienze più belle ed emozionanti della mia vita.
Auguro a te e alla nostra Città un prosperoso e felice 2015.
Io rimango sempre a disposizione, a parametro zero ovviamente.
Santo Di Mauro

0 1567

 

salvo-nicotra-bellini-cop

Cari concittadini, ieri sera la Città ha vissuto dei momenti magici. Avverto la necessità di intervenire perché, laddove mi sarà consentito, vorrei che attraverso questi momenti tutti noi , e sottolineo il “tutti”, trovassimo le ragioni per contribuire, ognuno per i ruoli che riveste, a migliorare sé stessi e di riflesso la Città in cui viviamo.

La cattiveria (non sono polemico) non aiuta a migliorare la nostra Citta, vi è la necessità di connettersi alle frequenze positive della vita. E chi misura l’arte con i metriquadri dimostra di essere condizionato da elementi di povertà interiore che non gli consentono di alimentare le corde della sensibilità che, al contrario, possiede chi desidera condividere attraverso un moto energetico reciproco le ragioni di un impegno per la comunità in cui vive. E’, quindi, un esercizio che non può essere svolto in solitudine, vi è la necessità di mutuare le differenze per giungere a soluzioni in grado di fornire esiti capaci di irradiare le attese di tutti. E’ un cammino di sussidiarietà, dove ognuno conduce il meglio di sé, che determina un tragitto virtuoso che a sua volta restituisce ai suo attori le ragioni per andare avanti. E’ un atto di generosità e come tale non può essere ostentato né presentato alla sconto: chi lo fa dimostra che tanto generoso non lo è e soprattutto dimostra di essere dipendente dell’atto che compie, una dipendenza che condiziona il risultato complessivo atteso per configurare segmenti di egoismo destinati a produrre solamente il senso dell’effimero.

E tuttavia chi possiede le sensibilità per cogliere le armonie e le distonie che compongono un sistema ha il dovere di analizzare le seconde servendosi delle prime con il preciso intento di annegare le prime nelle seconde e le seconde nelle prime (scusate la ripetizione) e ciò per giungere ad una sintesi ideale in grado di determinare un risultato che testimonia i percorsi di tutti.

E cosa ha fatto ieri il sindaco Roberto Barbagallo se non questo. Ha colto nel segno, ha individuato nel Bellini le ragioni per stare tutti insieme, consapevoli delle difficoltà che abbiamo innanzi e di quanta necessità vi sia di comprendere le ragioni di ognuno di noi: a tutti i livelli. E lo fa scegliendo un luogo fisico che accomuna identità diverse affinché queste potessero determinarne una univoca. Il Teatro cos’è se non l’espressione di una comune convivenza, dove ognuno individua, dopo aver visto l’intero spettacolo, la quota che più gradisce.

E quindi Roberto coglie l’energia che esprime il Bellini, identifica in questo luogo una sorte di rassegnazione a cui non intende contribuire, gli si scatena dentro una forza incontrollabile che gli consente di osare, lo fa con lo stile che lo contraddistingue: entusiasmo prima di ogni cosa. Libera, con generosità, tutte le energie che possiede fino al punto di disarmare le resistenze di coloro che lo incontrano lungo questo tragitto di matrice belliniana. E’ qui che si riscontrato le disponibilità delle imprese, dei tecnici, degli operai, e di tanti altri. Sono testimone di quanto sia grande l’Acese: in un primo momento l’acese (con la “a” minuscola) cede, con difficoltà, alla richiesta del Sindaco, come per dire: ”me lo sta chiedendo u Sinnicu, no non ci pozzu dire di no”, in secondo momento la “costrizione“ della prima ora si converte in puro piacere ben visibile nei volti di quanti si sono spesi in questa scommessa, non più associata alla figura “du Sinnicu” ma al senso che questi riesce a trasmettergli: Il senso dell’amore per la propria Città. Una metamorfosi ideale che ha consentito tutto quello che si è visto ieri.

E cosa si è visto ieri: una città stretta attorno al loro teatro che ha acceso le luci della speranza, delle ragioni per proseguire un cammino che non può e non deve interrompersi. Barbagallo ha interpretato le ragioni di tutti e di questo non va ringraziato semmai sostenuto. Barbagallo ha preteso che gli spettacoli di danza e di musica si svolgessero dentro le mura del Teatro con il preciso significato di far vibrare dall’interno le note di vita che si propagavano verso l’esterno : una interiorità espressa con vigore.

Sono sensazioni che non hanno bisogno di metri quadri- per riprendere il concetto di prima- Barbagallo porterà avanti il progetto che in più occasioni ha precisato essere costituito da tre fasi. La prima è stata superata, presto si avvierà la seconda per giungere, tra qualche anno, all’avvio della fase finale che prevede la riapertura totale del Teatro. E’ certo che nessuno ha la bacchetta magica, si commetteranno degli errori, per carità, si perderà più tempo del previsto ma una cosa è certa: le idee ci sono, la voglia di fare è forte, l’impegno è massimo.

Il Bellini non risolve tutti i problemi della Città: E’ verità assoluta e tuttavia nessuno lo ha affermato. E tuttavia il Bellini, attraverso il significato che gli si vuole attribuire, serve a mantenere i motori a regime per affrontare un 2015 intenso, orientato allo sviluppo e alla ricerca della soluzioni possibili per la ripresa della nostra Città, a tutti i livelli. E per giungere a questo risultato necessità il contributo di tutte le forze della città ivi compreso di coloro che anziché avviare un processo di analisi interno usano le armi della denigrazione per celare un malessere tutto proprio. E Barbagallo dovrà occuparsi anche di questo e cioè di consegnare a costoro le motivazioni per ricostruire l’armonia che serve alla Città, si cari concittadini, avete capito bene, serve anche la loro armonia: una armonia che non deve essere né di parte né complice ma al servizio dell’equilibrio sociale. In questo bisogna essere assolutamente severi.

(Salvo Nicotra)