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Nella maggioranza o per meglio dire ex maggioranza, i consiglieri eletti nelle liste a supporto del candidato sindaco Roberto Barbagallo sapevano perfettamente in quale ambito politico si sarebbe mossa l’amministrazione e, soprattutto, il comitato di CambiAmo Acireale.

Nel comitato che indice le primarie, che scrive il programma ne facevano parte personalità politiche che erano state per anni all’interno del PD, con tessera e che avevano certamente intenzione di ritornare nel partito democratico magari fondando un secondo circolo. Tutto questo non solo dovevano saperlo i candidati consiglieri comunali delle liste a supporto di Barbagallo ma tutti i cittadini attenti se consideriamo il fatto che non se ne mai fatto mistero. Nella prima conferenza stampa (la prima) lo stesso dott. Salvo Nicotra e prima di lui in un’altra conferenza stampa lo stesso on. Nicola D’Agostino avevano esteso l’invito alla partecipazione alle primarie ed al progetto di Cambiamo Acireale al PD pubblicamente e con diversi incontri con l’on. Raciti. E’ un fatto che non potevano non sapere perché reso pubblico!

Ed ancora. Nella squadra assessoriale e tra i candidati alle primarie oltre a Barbagallo figuravano Francesco Fichera (tesserato PD), Nando Ardita (era stato nel PD fino a poco tempo prima), Adele D’Anna che era stata designata assessore già ai tempi della coalizione di centrosinistra dal candidato sindaco Salvatore La Rosa. Niente sorprese quindi era tutto chiaro. Così chiaro che una delle liste a supporto del candidato sindaco Barbagallo prese il nome de I Democratici tanto che si aprì una discussione sul simbolo e sul nome che ricordava tanto quello, appunto, del PD.

Potrei continuare ricordando i 29 tesserati tanti del comitato cambiamo Acireale che sono ad oggi tesserati al PD, potrei ricordare lo speech dell’on. D’Agostino quando fondò Sicilia Futura (siamo nel solco del PD), potrei ricordare la visita di Lotti, di Renzi e gli incontri con i principali attori di cambiamo Acireale e con lo stesso onorevole di riferimento D’Agostino.

Oggi la consigliera comunale Adriana Finocchiaro e con lei il consigliere Giuseppe Ferlito (che non accetta la delega allo sport perché “non ci sono le condizioni politiche”) anche i consiglieri Rosario e Luciano Scalia avranno buoni motivi per discostarsi dalla maggioranza e sono motivi tutti legittimi ma non possono dire di non sapere in che direzione politica andava l’amministrazione Barbagallo. Se lo affermano significa solamente due cose: o sono stati distratti oppure oggi hanno colto l’opportunità politica di un centrodestra che si ricompatta e vince alle regionali. Fatti certamente normali in politica e in particolare nella politica italiana ma certamente nessuno può dire di aver scoperto improvvisamente il disegno politico dell’amministrazione in carica e del gruppo dirigente.

In ogni caso e per qualsiasi ragione urge una verifica di maggioranza e un rimpasto della squadra assessoriale, designando l’assessore alla protezione civile e vigili urbani e dando a questa amministrazione un volto senza alcuna ambiguità. Il tempo stringe e non sarà galantuomo.

(mAd)

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ACIREALE  – La gara per aggiudicarsi la diretta tv del consiglio comunale acese è stata aggiudicata provvisoriamente (in attesa della valutazione delle autocertificazioni di rito) dall’emittente televisiva REI TV.  Con un ribasso del 3% l’emittente REI TV si aggiudica la gara per trasmettere in diretta (lo streaming nel canale istituzionale del Comune di Acireale sul canale Youtube sarà sempre attivo) le performances del consiglio comunale acese. Le altre emittenti che hanno partecipato alla gara, Sestarete con un ribasso del 23% e Etna Channel con ribasso del 6%, sono state escluse per delle imprecisioni nella presentazione delle buste. Le stesse hanno, comunque, la possibilità di legge per presentare, entro 30 giorni, ricorso.

Così dopo tre anni presto dovrebbe tornare la diretta televisiva del consiglio comunale, un modo come un altro per ascoltare e vedere i lavori del civico consesso e per raggiungere una platea di telespettatori di cui, al momento, non siamo davvero in grado di conteggiare gli indici potenziali d’ascolto. Di fatto abbiamo qualche riserva nel pensare masse di acesi, in prima serata e lungo la notte, rimanere sintonizzati ad ascoltare i consiglieri comunali, assessori e sindaco. In ogni caso la gara è stata espletata e se non vi saranno ricorsi dalle frequenze di REI TV chi vorrà e chi ancora sconosce (quanti?) il mondo del web potrà spingere il pulsante del vecchio e sempre valido telecomando e concedersi due ore di meritato show.

Mentre il mondo è dentro alle connessioni multimediali, mentre da Trump a Papa Francesco le comunicazioni avvengono tramite “social” e canali telematici istituzionali ad Acireale, dopo le pressanti richieste di alcuni consiglieri comunali, si ritorna al passato. All’interno della sala consiliare vi saranno le telecamere per lo streaming e quelle per la tivù, i consiglieri che si sono spesi per raggiungere questo risultato adesso possono dormire sonni tranquilli, i nonni e gli analfabeti digitali possono finalmente essere raggiunti e illuminati dai tanti argomenti consiliari espressi con la classica e fulgida dialettica politica. Un modo certamente indispensabile e di cui se ne sentiva un gran bisogno per alzare il livello culturale e raggiungere le masse di acesi che per troppi anni sono rimasti a digiuno di politica “televisiva”.

Dal telecomando, in media per due volte la settimana, in prima serata insieme al palinsesto  Sky, Mediaset e Rai ci sarà anche la diretta televisiva del consiglio comunale, un modo come un altro per addormentarsi sul divano.

Una sola richiesta ai consiglieri comunali, per favore non usate più il termine “viciniori” per indicare i Comuni vicini o confinanti o limitrofi. Viciniori non è un termine di pregio è solo obsoleto.

(mAd)

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Il sindaco Barbagallo risponde in consiglio comunale – Scerbatura – Frazione Capomulini – Mastelli per strada – Abbandono dei rifiuti – Trasferenza dei rifiuti.

Ecco le dichiarazioni in consiglio comunale del sindaco Barbagallo alle interrogazioni poste dei  consiglieri comunale nella seduta del consiglio del 30 agosto 2017.

Roberto Barbagallo (sindaco di Acireale) –  SCERBATURA – “E’ vero che in alcune parti della città in alcune zone c’è una carenza come per la zona del Tupparello ma è anche vero che l’amministrazione cerca di lavorare al meglio con una programmazione…. Siamo stati diretti ad attenzionare tutte le frazioni a mare ma con una sola squadra sono state tralasciate alcune zone del centro…”. –  FRAZIONE  CAPOMULINI – “E’ vero che c’è una problematica ma che a mio modo di vedere non riguarda solitamente la questione del ritiro dei rifiuti ma nel periodo estivo in quella frazione c’è una concentrazione di rifiuti particolare rispetto a qualsiasi altra area perché c’è una concentrazione di ristoranti… L’amministrazione a partire da subito ma comunque entro la prossima stagione vuole realizzare, oltre a sistemare il parcheggio, una piccola area o isola che deve essere utilizzata solo dai commercianti della zona di Capo Mulini…” – CASSONETTI (MastellI) “E’ vero ancora che in tanti lasciano fuori i mastelli per la raccolta differenziata pur avendo spazi interni.  Il regolamento vieta il posizionamento all’esterno. Dopo la prima fase che ha visto coprire tutto il territorio adesso ci occuperemo per migliorare ed eliminare tutte le criticità compresa quella presente in via Jacopone da Todi ma ci sono anche altre condomini con problematiche che vanno risolte con soluzioni utili ai cittadini e alla Tekra…” – ABBANDONO DEI RIFIUTI – “La dotazione dei nostri vigili urbani è quella che sappiamo, stiamo attenzionando quello che è stato fatto in altri Comuni, di controllare il centro storico con i nostri dipendenti e stiamo pensando di fare una convenzione con i vigilantes che andrebbero pagati con gli introiti delle multe in modo ad controllare in maniera massiccia tutto il territorio….” – TRASFERENZA – “Nelle giornate in cui si trasferisce l’umido si ha il problema del cattivo odore, in ogni caso al Tupparello non verrà fatta più alcuna trasferenza…. Il sistema determina che dai mezzi piccoli si deve trasferire ai mezzi più grandi. Non è la prima volta che questo viene effettuato nel campo di Guardia, quei cassonetti sono in parte della Senesi che ha già ritirato i suoi cassonetti. Gli altri, quelli della Dusty, tra poco saranno ritirati e portati in discarica. Nei prossimi giorni il campo di Guardia verrà liberato e sarà utilizzato dalle squadre giovanili dell’Acireale calcio…” –

(red)

 

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ACIREALE – Al consiglio comunale di ieri (08/07/2017) dopo la relazione del presidente dei revisori dei conti, arriva la dichiarazione del consigliere Scalia: “Troppa confusione nella maggioranza, non si rispettano i ruoli, mi dimetto da capogruppo e da consigliere delegato alle feste di S. Venera e S. Sebastiano”.

Scalia intendeva dichiarare ad inizio di seduta il suo malessere e la sua rabbia ma ha dovuto attendere la conclusione del consiglio per esplodere in un “lascio tutte le cariche”. Ma non è stata una sorpresa. Dalla fine dell’edizione del carnevale del 2016 i rapporti tra il consigliere Luciano Scalia e l’amministrazione Barbagallo si erano incrinati e, proprio in questi giorni, lo stesso Scalia aveva deciso, insieme ad altre due associazioni del carnevale di Acireale, di non presentare i bozzetti per la partecipazione al concorso dei carri allegorici per “alcune cose che vanno chiarite nel nuovo regolamento della fondazione del carnevale”.  Questo uno dei motivi portanti che hanno portato il consigliere dei Popolari per Acireale a lasciare le liste della maggioranza, ma non è il solo.

Luciano Scalia è uno di quei rappresentanti eletti che hanno fatto un lungo percorso a fianco dell’on. Nicola D’Agostino, anni di opposizione alla giunta Garozzo e anni di lavoro per la realizzazione delle sue opere in cartapesta. Un consigliere che certo non si può indicare come una “quaglia” che saltella da un gruppo ad un altro, quindi se lascia sbattendo i pugni un motivo dovrà essere ricercato e compreso. “Troppa confusione tra le fila della maggioranza” ma, specialmente, ed è quello che sosteniamo da anni, un’accozzaglia di liste all’interno della maggioranza che non ha alcuna omogeneità e quella che hanno indicato come variegata rappresentanza democratica non è altro che un insieme di uomini e donne con ideali e valori assai diversi che al momento delle scelte si dividono ma che restano uniti per le delibere importanti (come il bilancio) forse perché non hanno ne il tempo ne la voglia per documentarsi e “leggere le carte”.

Oggi l’amministrazione Barbagallo paga lo scotto di essere andata troppo a rilento in alcuni punti programmatici e paga anche l’impopolarità di una gestione e raccolta dei rifiuti che sta continuando a creare disagi e forti polemiche tra i cittadini. Ma Luciano Scalia non è certo il solo ad aver sentito i crampi alla pancia, ci chiediamo come mai ancora non è stata attuata la rotazione all’assessorato allo sport tra Sardo e Ferlito? Ecco che comprendiamo che altre questioni all’interno della maggioranza non sono mai state risolte. Giuseppe Ferlito, Adriana Finocchiaro, Rosario Scalia sono tutti consiglieri di maggioranza ma che spesso si sentono lontani dalle azioni amministrative ed ancora di più nella condivisioni dei valori portanti. Altri consiglieri di maggioranza hanno firmato atti di indirizzo dell’opposizione (ztl piazza Duomo) ed altri ancora si sentono poco valorizzati e poco ascoltati.

Della questione Luciano Scalia prendiamo per buono un dato: la richiesta di una verifica di maggioranza. Nelle prime reazioni di ieri (abbiamo pubblicato la notizia praticamente in tempo reale) abbiamo notato sostegno alla scelta del consigliere Scalia e pochi ultra tifosi che hanno tentato, con modi davvero improvvisati e privi di ogni creatività politica, di minimizzare. Ma la questione è seria e diventerà possente tra qualche mese e certamente il semestre prima della scadenza della consiliatura.

(mAd)

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La composizione delle liste è un momento fortemente strategico che spesso determina la vittoria o la sconfitta dei candidati sindaco. Liste tante, non meno di quattro e dentro nomi  che hanno la capacità di raccogliere consenso e portare voti utili per vincere le elezioni. Vincere, però, non è sinonimo di buon governo anzi, al contrario, è spesso un concetto volatile che si scontra, prima o poi, con la complessità dell’amministrare e, quando serve, fare scelte importanti.

La composizione delle liste è, quindi, un passaggio fondamentale per decretare la vittoria o la sconfitta di un candidato alla carica di primo cittadino. Tutto ciò se è vero che è utile diventa ambiguo quando si deve amministrare una città. Per governare bene, infatti, una veduta comune delle cose da realizzare è sempre auspicabile, ma tutto ciò, fa a pugni con la trasversalità e l’eterogeneità che le liste propongono. Il minestrone variopinto non produce mai unità d’intenti e speditezza nelle decisioni.

La trasversalità e l’eterogeneità con cui sono state allestite le quattro liste in appoggio al sindaco Barbagallo ha portato alla vittoria e ad una confusione che non si era mai vista prima. Nello schieramento che sostiene l’amministrazione troviamo infatti di tutto e di più. Da chi si sente tanto a destra a chi, invece, si muove in direzione opposta e ad altri che vanno secondo la marea e l’onda del momento. Tutti dicono tutto e tanti il contrario di tutto. Il risultato è l’immobilismo che vediamo e a cui assistiamo impotenti. Immobilismo inevitabile dal momento in cui il malcapitato sindaco deve muoversi con attenzione per non deludere nessuno della sua maggioranza e quindi la migliore cosa che può fare è non muoversi affatto. E’ il pericolo delle sabbie mobili: più ti muovi più affondi. Ed allora, come capita spesso, meglio stare fermi, accelerare e frenare contemporaneamente finchè nel cortile il rumore della zuffa non si è placato.

Questo è il motivo principe  per cui l’amministrazione non è nelle condizioni di dettare i tempi della iniziative; ecco perché prima di fare un’azione concreta devono tentare di mettere insieme tutte le teste che hanno al loro interno. Il risultato è un caos incredibile dove anche per il più semplice atto si trovano dietro l’angolo sostenitori e franchi tiratori.

Oggi dopo tre anni di amministrazione comprendiamo bene perchè non è possibile amministrare una città complessa e ferita come Acireale. Non è possibile perché per camminare spediti è necessaria una condivisione d’intenti e una progettualità comune. Del resto come si può continuare a pensare di gestire la città senza organizzazione interna, senza organi direttivi, senza congressi e senza condivisione delle linee guida?

Comprendiamo che si tratta di un quesito politico difficile da risolvere e non vorrei essere nei panni del sindaco,  vogliamo solo ricordare che la loro confusione e il loro “melting pot”  produce poco ed è la città, infine, a pagarne le conseguenze.

A due anni dalla scadenza del mandato non possiamo che sperare che si possa finalmente definire un progetto, un futuro e una prospettiva per la città e per i cittadini  ma la maionese quando impazzisce va buttata e non si può recuperare nulla.

(mAd)