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Acireale – Per i ficus di corso Italia malgrado le cattive condizioni metereologiche il comitato acese per la difesa del verde urbano ha incontrato alcuni cittadini a largo Francesco Vecchio. Abbiamo raccolto le interviste con Daniele La Rosa (comitato acese per la difesa del verde pubblico), Giovanni Continella (agronomo) e Silvio Cavallaro (agronomo)

(mAd)

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malalingua

I grandi strateghi lo preparano prima, i decisionisti strada facendo, i pasticcioni a frittata quasi fatta.
Il Piano B è la soluzione alternativa, la cosiddetta exit strategy.
Corso Umberto sarà illuminato lo stesso, ci costerà la correttezza amministrativa, ci costerà parecchio, però presto avremo una Città tutta led con l’Efficentamento Energetico.
Ci auguriamo che così con i soldi che dei soldi della tromba d’aria ne possano beneficiare coloro che avendo subito i danni agli immobili di proprietà e avranno risarcimenti esigui.
Risarcimenti per i danni subiti, non per i miglioramenti.

I ficus, in fondo fanno parte del nostro paesaggio, se potremmo curare bene la potatura e la pulizia del fondo stradale, potremmo pure evitare di trasformare corso Italia in uno stradone del Bivio di Jannaredda in piena Piana di Catania. Quindi perchè non ripensarci e cercare l’alternativa a svellere le ormai storiche piante in Corso Italia?

Tutto sta nel sapere ponderare le scelte ed avere sempre un ottimo piano B pronto da sfoderare.
E i nostri Amministratori, se non ce l’hanno, lo creano.

(santodimauro)

 

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Acireale – Ficus corso Italia alto, la soluzione è sotto gli occhi di tutti ed è possibile verificarla nello stesso viale in oggetto. Il marciapiede e l’illuminazione dovranno essere recuperate con i fondi stanziati dalla Regione per i fatti calamitosi della tromba d’aria del 5 nov. 2014. L’occasione è perfetta per eseguire i lavori con criterio e con la dovuta attenzione alla flora esistente. Una carreggiata solo leggermente più piccola darebbe, infatti, la possibilità di offrire ai ficus una striscia di terra dove affondare le loro radici, accanto il marciapiede comodo e privo di barriere architettoniche. Una potatura e una cura regolare garantirebbe lunga vita ai ficus, eliminazione dei pericoli derivanti dalla deformazione del marciapiede, i frutti oleosi cadrebbero sul terreno e non nel marciapiede ne nella strada. E’ semplice e bella ed è già presente in un tratto di corso Italia.

(mAd)

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Sotto la lente d’ingrandimento degli attivisti del Movimento 5 Stelle di Acireale, il progetto di riqualificazione del marciapiedi del Corso Italia gravemente danneggiato dalla tromba d’aria del 4 novembre 2014. Un progetto che arriva dopo più di due anni dagli eventi atmosferici che hanno reso gli stessi marciapiedi impraticabili. “Dalla lettura della relazione, – affermano i Cinquestelle – si evince che gli interventi interesseranno un’area del Corso Italia più ampia rispetto a quella dove si sono verificati i danni, consentendo così a questa amministrazione, con la scusa di riparare i marciapiedi danneggiati, di estirpare ben 133 lussureggianti ficus nel tratto che va da via Verga a via Lazzaretto”. Così gli attivisti Cinquestelle si chiedono come mai il Dipartimento regionale di Protezione civile abbia autorizzato un progetto che prevede anche la riqualificazione di tratti che non sono stati danneggiati; soprattutto in considerazione del fatto che i finanziamenti regionali, 3 milioni di euro, erano stati stanziati solo per il ripristino dei danni della tromba d’aria.

“Il progetto, inoltre, – continuano gli attivisti di Acireale – manca di alcuni elaborati progettuali  come l’analisi prezzi, il piano di sicurezza e coordinamento dei lavoratori, il piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti e gli elaborati grafici”. E si esprimono anche in riferimento ai prezzi che verranno applicati nel bando di gara; per quanto riguarda le categorie dei lavori, ad esempio, pare evidente che si sia proceduto con il più classico dei copia-incolla anche nella formazione dei nuovi prezzi, cioè di quei prezzi non previsti nel prezzario regionale, come i tagli di alberi ed asportazione di ceppaie e pavimentazione autobloccante che vengono sostituite con nuove categorie.

“Incredibilmente, – vanno avanti i Cinquestelle – il progetto di riqualificazione non prevede il ripristino dell’impianto di illuminazione pubblica che pare sarà oggetto di un ulteriore bando di gara, cosa che farà verosimilmente aumentare i costi”. E poi ancora, vengono evidenziate discrepanze e anomalie, tra queste la mancanza della quantità di demolizione del calcestruzzo, la mancanza dello scavo a sezione obbligata dei pozzetti luce; manca anche il trasporto a rifiuto in discarica così come i chiusini in ghisa per la copertura dei pozzetti luce; e, incredibile ma vero, in progetto manca lo scavo a sezione obbligata per la nuova piantumazione degli alberi.

“Ma soprattutto, i costi stimati per la messa in sicurezza dei lavoratori sono insufficienti”, così i Cinquestelle chiedono che il progetto relativo al PSC (Piano Sicurezza e Coordinamento) venga eseguito. Il costo totale del progetto dovrebbe aggirarsi sui 345mila euro circa, complessivo dei lavori a base d’asta, oltre gli oneri di sicurezza previsti, che ammontano a oltre 25mila euro.

“Chiediamo, quindi,  all’amministrazione – concludono dal meet up acese – di rivedere il progetto nel suo insieme integrandolo di tutte quelle categorie lavorative da noi evidenziate necessarie per un corretto svolgimento dei lavori, includendo in questo progetto anche i lavori per il ripristino dell’impianto d’illuminazione pubblica”.

UFFICIO STAMPA M5S ARS

(Maria Grazia Chiarenza)

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alberi-corso-italiaAcireale – Continua il dibattito intorno al paventato rischio di abbattimento dei ficus presenti in corso Italia alto. Con i finanziamenti regionali dovuti per i danni procurati dalla tromba d’aria saranno sistemati i marciapiedi divelti dalla furia devastante dell’evento del 5 nov. 2014 ed era previsto anche “il taglio a raso” dei 133 alberi che a detta dell’assessore ai Lavori Pubblici Nando Ardita “danneggiano il marciapiede e producono dei frutti che cadendo al suolo lasciano una resina viscida pericolosa per i motociclisti”. Questo si doveva fare, questo doveva avvenire: il taglio a raso. Ma non andrà così.

Dopo le polemiche e i numerosi disappunti per la scelta di tagliare gli alberi da parte di tanti cittadini acesi, il sindaco Barbagallo scrisse nel gruppo FB FanCity Acireale che “gli alberi saranno espiantati e portati in altri luoghi”. Ma anche questa seconda ipotesi non vedrà la luce. Infatti i costi per un’operazione del genere sarebbero assai significativi e il risultato di un buon reimpianto non garantito.

Quindi? La posizione cambia ancora per arrivare a quella che ad oggi ci è stata confermata da fonti istituzionali. Fonti (plurale).

Un vivaio dovrebbe accollarsi le spese dell’espianto in cambio terrebbe per se gli alberi e fornirebbe all’Ente altri alberi maggiormente adatti per la collocazione in corso Italia. Uno scambio.

Rimangono ancora degli interrogativi sulla questione, ovvero quali alberi saranno piantati al posto dei ficus? Di che dimensioni? A queste domande non abbiamo ancora ricevuto risposte anche perchè non vi è al momento una decisione definitva.

Quindi, riassumento, i ficus di corso Italia alto saranno espiantati (senza costi per l’Ente), il vivaio che se ne occuperà ne otterrà la proprietà e al loro posto saranno consegnati altre essenze da impiantare in corso Italia.

(mAd)