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villa belvedere

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Acireale – Della questione villa Belvedere ne bbiamo parlato da quasi quattro anni e resta davvero poco da aggiungere. Due sit – in organizzati da fancity Acireale, qualche centinaio di partecipanti, il parco ridotto male, i sentieri con il pietrisco sparso ovunque, botole semiaperte, manichette anticendio divelte, pochissima manutenzione e alcune transenne sparse qui e la.

Assessori, amministrazioni (due), ditta che ha eseguito i lavori, giudici ed altri affari corrono lungo questa strana vicenda che ha indignato e indigna un numero davvero notevoli di cittadini acesi che si sentono derubati della villa Belvedere e dei ricordi che in essa sono racchiusi.

Tante parole, tante dichiarazioni, tante contraddizioni, tante date di prossima riapertura totale ed anche una cifra stabilita (272 mila euro) per togliere il pietrisco e sostituirlo con altra pavimentazione. Al momento ci restano solo le parole e il giardino di Acireale langue nel perenne silenzio che lo avvolge.

Noi continuiamo a tentare di tenere alta l’attenzione intorno a questa particolarissima vicenda che ha visto la villa Belvedere venire ristrutturata con fondi europei e poco dopo chiusa per il crollo di un grosso ramo d’albero. Poi riapertura, rimozione di alcuni alberi malati e ancora chiusura di tutta la parte sinistra del giardino comunale.

Oggi non aggiungiamo molto a quanto detto in questi lunghi anni, possiamo solo essere sicuri di un dato ch tutti quelli che hanno in qualche modo contribuito ad arricchire questa particolare sceneggiatura, questa narrazione resteranno per sempre nella storia acese. Una pagina di storia indelebile che sarà ricordata per sempre.

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ACIREALE – Siamo stati per la seconda volta in tre anni ancora presenti per una manifestazione di protesta ma anche un incontro con interventi partecipati e zeppi di passione. Ci siamo organizzati con semplicità e senza costi per nessuno per far crescere quel tanto di sensibilità ad un popolo di beoni, rizzettari convinti e clienti delusi e non ci siamo riusciti.

In piazza Indirizzo eravamo quelli che ancora hanno un briciolo di capacità critica, quel tanto di onestà intellettuale, quelli che comprendono il significato degli spazi verdi, di luoghi pubblici puliti, decorosi e in armonia con la natura. Eravamo lì mentre altri, alcuni noti, guardavano l’anticipo della serie A con la partita della Juventus ad alto volume, mentre i ragazzini e le ragazzine andavano a nascondersi dentro la villa Belvedere anche nei tratti che sono stati transennati. Stessa cosa per tanti bambini che vanno regolarmente a giocare in quello schifo di parco giochi anch’esso interdetto e per nulla controllato. L’assessore crede che bastano due transenne per limitare le sue responsabilità qualora un bambino si facesse male, ma non è così.

Eravamo quelli dell’altra volta più di cento meno di duecento ed eravamo fieri ed orgogliosi di metterci la faccia, di mettere il cuore oltre la rizzetta, di tentare ancora una volta di costruire sensibilità e senso di appartenenza. Insieme a noi alcuni conisglieri comunale: Riccardo Castro, Valentina Pulvirenti, Salvo Seminara, Bruno Piro ed un membro della commissione di verifica dei lavori Michele Barbagallo e  quegli acesi che hanno qualcosa da dire e che comprendono il significato di città.

Altri non c’erano ed è meglio così. Non vogliamo nessuno di quei soldatini comandati dai generali rinchiusi e pallidi nelle loro segreterie con luce al neon, non vogliamo quelli che fanno la fila per mendicare qualcosa al potente di turno, non vogliamo i delusi della “rizzetta” e non vogliamo gli amministratori di ieri e di oggi. Quelli di ieri perchè consci del “regalo” che hanno lasciato in eredità alla città e quelli di oggi perchè perfettamente inutili e assolutamente incapaci a dare risposte.

C’è chi ha riso di noi! Si comprendiamo la loro ironia ma siamo certi che ognuno di noi, dopo la manifestazione, è potuto tornare a casa con il cuore contento e sempre a testa alta, altri si sono limitati a transitare in auto, mettere il culo nella sedia di un bar e sputare veleno inconsapevoli che il tempo della batosta sta per arrivare. 

Ho rispetto per chi con sobrietà a deciso di non venire ma ha compreso il significato profondo del nostro incontro e del dibattito pubblico che si è sviluppato, poco rispetto, anzi niente, per quelli che nel primo sit-in erano presenti e che, oggi colpevoli e incapaci, hanno preferito sorridere ed ironizzare sui presenti. Non ho rispetto di questi ultimi perchè alla fine della corsa c’è chi può guardarsi allo specchio e sorridere e chi, invece, si guarda indietro e può solo raccontare i suoi fallimenti.

Ieri eravamo circondati da tanta gente perbene e tanta gente con cuore e con passione ancora viva e pulsante, mentre altri combattono ogni giorno a placare gli animi dei “clienti riottosi”.

Nella vita conta la qualità perchè di squallore e di potere si muore.

(mAd)

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ACIREALE – Dal 2011 l’anno in cui venne aggiudicata la gara per il recupero della villa Belvedere al  12 aprile 2014 il giorno in cui la villa Belvedere venne inaugurata i cittadini acesi sono stati costretti ad ingoiare il rospo, inghiottire veleno, assistere passivamente alla lenta dissolvenza della memoria collettiva. Le nebbie hanno avvolto la leggenda Aci e Galatea nascosti dentro una palude, miseri e circondati dal degrado.

Tante parole, tanti atti e istituzioni coinvolte in una vicenda che possiamo definire kafkiana. Eppure come per altre questioni di massimo rilievo il silenzio è stato potente, complice, volgare, sprezzante della volontà popolare. Ingeneroso e crudele nei confronti di una città di oltre 50 mila abitanti che vede i propri figli riunirsi per giocare in una spianata di cemento senza un filo d’erba e circondata dai rifiuti. Questo è lo spazio che i figli acesi si sono meritati: cemento al posto degli alberi, spazzatura al posto delle panchine, pericoli invece che luoghi verdi e spazi sociali degni di questo nome.

Sbagliato continuare a tacere, sbagliato rimanere a casa, sbagliato non condividere una protesta civile e orgogliosamente popolare e dal basso. Quei poveri soldatini costretti a rispettare gli ordini dei loro scalcinati generali dovranno rimanere a casa, vedere la partita, partire per il week end ma i cittadini liberi, quelli che hanno ancora un filo di dignità, quei cittadini che riconoscono il valore degli spazi sociali, dei parchi, del verde e dell’armonia con l’ambiente saranno in piazza Indirizzo per far sentire la loro voce.

Oggi 9 settembre 2017 dalle ore 18.00 in piazza Indirizzo abbiamo preparato uno striscione “Ridateci la villa Belvedere, regaliamo un sorriso ai nostri figli”, un grande lenzuolo bianco dove ognuno potrà lasciare una sua frase, una sua riflessione, dei piccoli volantini dove in sintesi spieghiamo tutti i passaggi di questa assurda e volgare vicenda. Ed abbiamo predisposto una cassa con microfoni per ascoltare tutti quelli che hanno qualcosa da dire, tutti quelli che per troppo tempo hanno trattenuto la rabbia e controllato gli impeti. Adesso vogliamo sentire l’urlo disperato ma tenace della società civile acese. La società civile, ovvero quel nucleo attento e attivo di concittadini che sono stanchi di una classe dirigente politica e burocratica che ha sempre considerato Acireale come la terra degli addormentati, beoni, incapaci di qualsiasi protesta.

Oggi 9 settembre 2017 dalle ore 18.00 a piazza Indirizzo la tua presenza è indispensabile e non per mettere un nome in più ai partecipanti ma per farti sentire meglio e in pace con te stesso. La presenza alla manifestazione ci fa capire che siamo vivi e come per il paventato taglio dei ficus in corso Italia qualcosa e qualcuno smuoveremo. Richiameremo l’attenzione di tutti perché tutti, adesso, devono imparare ad ascoltare l’opinione pubblica, la società civile che con fatica cresce anche nella città della “rizzetta”.

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Perché la Villa Belvedere continua ad essere parzialmente chiusa dal 6/8/2014, immediatamente dopo la caduta di un grosso ramo? La determina 242/2014 che viene richiamata per il noleggio delle transenne non è presente sull’albo pretorio.

A noi miseri “Tani” non è dato sapere, possiamo solo supporre che a qualcuno faccia paura la conclusione della commissione di verifica dei lavori che suggerisce l’interdizione alla fruizione fino all’abbattimento degli alberi segnalati e la verifica degli altri.

Forse ci prendono per “Tani” e si nascondono dietro alibi come contenzioso, pietrisco intangibilità dei luoghi?

Scuse assolutamente poco credibili, se fosse legato alla necessità di sostituire il pietrisco sarebbe chiusa tutta. E se nulla si può fare perchè dopo la chiusura del 6/8/2014 sono stati abbattuti gli alberi indicati nella relazione dicembre 2015, o l’acquisto di lecci sempre a Dicembre 2015 (commissionati ad altra ditta con gara pubblica ed in parte pagati con fondi comunali) o la messa in sicurezza di alcuni alberi in precarie condizioni di stabilità eseguiti a gennaio 2017?

Perché invece non si è dato seguito conclusioni della commissione che suggeriva di effettuare ulteriori indagini visive e strumentali con eventuali successivi interventi? Giustissimo tenere in considerazioni i rischi ed evitare pericoli alla gente, ma la commissione raccomandava di fare analisi sia visive che strumentali e attivare un piano di manutenzione. Mi sembra che non sia stato fatto nulla.

Quello che è estremamente grave è che nessun intervento sul patrimonio arboreo è previsto nel nuovo progetto da 272.000 € e quindi tutto resterà così com’è.

Questi sono gli atti più significativi, sabato potrete consultare anche gli altri.

Villa Belvedere Lavori finanziati per 3.200.000 € Complessivamente 8.429.413 €
(Angolo Paradiso, Arena Eden, Cafè Eden)
25/07/2011 Aggiudicata per 210.806 € la progettazione e la direzione dei lavori
04/08/2011 Consegnata dopo pochi giorni la progettazione esecutiva con cui nasce il
pietrisco. Lo stesso giorno approvazione del RUP.
06/12/2011 Aggiudicazione provvisoria lavori villa belvedere COMITEL s.r.l. per un importo
di 1.657.669 €
05/03/2014 Perizia di variante, incremento di 110.000 € nei lavori
11/04/2014 Ultimazione dei lavori
12/04/2014 Apertura della villa
31/07/2014 Ulteriori lavori fino al 31/08/2014 ed ancora fino al 24/11/2015
01/08/2014 Distacco di un grosso ramo
06/08/2014 Chiusura DEFINITIVA di una parte della villa
08/08/2014 Nomina commissione per la verifica dei lavori alla villa
20/02/2015 Relazione della commissione sui lavori eseguiti alla villa belvedere
17/12/2015 Collaudo dei lavori con un debito a carico della Ditta per non avere adempiuto
alle prescrizioni di 86.246 € + iva. Nell’ambito delle prescrizioni del
collaudatore abbattimento di 13 alberi di leccio e 2 di altra specie.
15/02/2016 Nomina RUP e progettisti per ripristino della pavimentazione
19/03/2016 Costituzione in giudizio e nomina legale per resistere e contrastare
l’accertamento tecnico preventivo promosso dalla Ditta.
06/10/2016 Citazione da parte della ditta del Comune di Acireale per l’ottenimento delle
somme trattenute
31/01/2017 Liquidazione lavori di messa in sicurezza di alcuni alberi in precarie
condizioni di stabilità
04/05/2017 Nomina progettista e RUP realizzazione area giochi
16/06/2017 Approvazione progetto esecutivo “Recupero di giardino Belvedere – Ripristino
della pavimentazione in alcune aree” per un importo di 272.000 €

(stefano alì)

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ACIREALE – Sabato 9 settembre dalle ore 18.00 a piazza Indirizzo tutti insieme per dare voce ai bambini, ai nostri figli.

Il 12 aprile 2014 con tanto di nastro e fascia tricolore viene inaugurata la villa Belvedere restaurata e recuperata dal degrado in cui versava. Quel giorno realizzammo una serie di interviste ai cittadini acesi, tantissimi già da subito si ponevano interrogativi sul tipo di pavimentazione usata: nasce da subito la questione “pietrisco”, di fatto, barriera architettonica. Nessuna voce prima durante e dopo dal consiglio comunale acese si alzò per cercare di capire come mai si era giunti a quella soluzione. Niente.

Ad agosto dello stesso anno (siamo già nei primi mesi dell’amministrazione Barbagallo) cade un grosso ramo, poteva succedere una tragedia. L’assessore Nando Ardita comprende i pericoli esistenti, specialmente nel complesso arboreo, e decide per la chiusura della villa. Intanto la commissione di verifica dei lavori, costituita dal sindaco, produce la sua relazione e vengono richiamati notevoli e numerose criticità.

Il 2016 è l’anno in cui per la questione villa Belvedere si va a contenzioso tra la ditta e il Comune di Acireale.  Il Comune trattiene oltre 86 mila euro con la motivazione che la ditta non ha adempiuto alle prescrizioni. Si abbattono alcuni Lecci malati. La ditta ricorre per riottenere le somme trattenute. Dalle dichiarazioni del sindaco e dell’assessore ai LL.PP. abbiamo saputo che la sovrintendenza ha dato parere positivo per la sostituzione del pietrisco con altra pavimentazione adatta al parco acese ma, di concreto, non accade nulla.

L’ultimo atto noto si consuma a giugno 2017 con l’approvazione di un progetto esecutivo di recupero del giardino e della pavimentazione per un importo di 272 mila euro. Il sindaco Barbagallo: “Agiremo in danno”.

Insieme a tutti questi passaggi, di una storia che rappresenta simbolicamente tutti i problemi di quel meridionalismo che vorremmo lasciarci alle spalle, si sono sommati altre situazioni che non sappiamo, condizioni per cui ogni cosa, ogni azione è stata dichiarata ma poi sono sempre seguiti lunghi periodi di stallo.

Questo un veloce resoconto di una brutta storia nata male e proseguita peggio. Una storia in cui gli unici a pagare sono stati e sono i cittadini. Quei cittadini che insieme ai bambini hanno visto lentamente scomparire, tra le nebbie delle questioni burocratiche e politiche, l’unico giardino urbano. Una storia che riguarda e ricade solo sulle amministrazioni locali che si sono succedute, una storia che certamente non sarà presto dimenticata.

La questione villa Belvedere rimarrà per sempre come un esempio evidente di incapacità e confusione amministrativo. Per sempre.

Sabato 9 settembre, però, per la seconda volta è tempo che i cittadini siano presenti  davanti ai cancelli della villa Belvedere per dare voce ai bambini, agli anziani a tutti quelli che sanno riconoscere ed apprezzare il significato ed il valore degli spazi verdi.  E’ un giorno in cui, in questo caos, anche i cittadini acesi potranno scrivere una pagina di questa storia: la pagina dell’indignazione collettiva.

(mAd)

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Dalla campagna elettorale regionale del  2012 con la nostra intervista a Crocetta che affermò alla domanda di Salvo Raciti (a cui passai il microfono e ressi la telecamera) “interverremo per una legge di riordino delle Ipab siciliane” ad oggi nulla è cambiato, se non in peggio, per i lavoratori delle Ipab siciliane e per quelli dell’Oasi Cristo Re. Lavoro senza salario per tre anni!

Per la villa Belvedere che dalla campagna elettorale del giugno 2014 con il sindaco Barbagallo che roboava “toglieremo subito il pietrisco dalla villa” ad oggi nulla è cambiato se non in peggio. La villa Belvedere è in abbandono e, dopo tre anni, commissioni di controllo, parole e contraddizioni siamo ancora al punto di partenza, anzi peggio. Quattro transenne e il pietrisco che gongola sarcastico alla faccia degli acesi.

Le Terme. Con le dichiarazioni trionfalistiche dell’on. D’Agostino “Adesso c’è la legge per ripianare i debiti e affidare il patrimonio immobiliare al Comune che potrà produrre e formalizzare il bando” ad oggi nulla è cambiato, anzi si sono triplicati i liquidatori. Prima uno, oggi tre. Il parco che per qualche settimana era stato ripulito e reso fruibile e di nuovo in abbandono e i cancelli drammaticamente chiusi. Soldi per ripianare i debiti ad oggi nulla. Zero.

Arredo urbano. Promesse precise riferite e sostenute dal sindaco Barbagallo l’estate 2016 ad un foltissimo gruppo di acesi pro ztl e qualche settimana prima stesse promesse agli esercenti che si erano incontrati con il sindaco. Oggi veniamo a sapere che nulla potrà essere speso perché non si incassano oneri di urbanizzazione.

Insomma quanto ancora dobbiamo aspettare prima che la società civile (quella che sa stare fuori dalla meccanica cinica della rizzetta) dovrà ancora aspettare prima che qualcosa si muova, prima che le parole della classe dirigente regionale e acese traduca le parole in fatti?

Quanto ancora bisogna aspettare prima di poter dare una risposta civile e di massa ad questo esercito di parolai, questo nugolo composito di “marinai” impenitenti?

Tanto ancora ci sarebbe da dire e da fare mentre in consiglio comunale si battono le mani a vicenda e mentre le commissioni permanenti consiliari continuano ad autoproporsi ogni settimana sempre gli stessi ordini del giorno senza mai fare un passo avanti.

Quanto ancora bisogna aspettare prima di dire a voce alta e coerente: non ci fidiamo più, non vogliamo più aspettare, manifesteremo la nostra indignazione, non daremo il nostro consenso nella scheda elettorale?

Oggi è il tempo dell’indignazione e i “rizzettari” e i soldatini che ascoltano solo gli ordini dei loro piccoli e miopi generali diciamo restate a casa, la società civile non ha bisogno di voi anzi vi detesta e vi considera la vera palla al piede dello sviluppo e del riscatto civico.

(mAd)

 

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ACIREALE – Villa Belvedere, 10 buoni motivi per manifestare l’indignazione.

1) I soldi pubblici (anche di provenienza UE) sono soldi di tutti i contribuenti e vanno trattati con il massimo rispetto e consegnando ogni lavoro a “regola d’arte”.

2) La cifra predisposta di 272 mila euro per il recupero della villa Belvedere non basterà e non riteniamo corretto continuare a spendere i soldi dei contribuenti per un’opera che doveva essere bella e compiuta.

3) L’amministrazione Barbagallo ha fatto un momento importante della sua campagna elettorale amministrativa promettendo l’immediata rimozione del “pietrisco” vera barriera architettonica. Ad oggi niente di tutto questo è stato minimamente realizzato.

4) Dozzine di dichiarazioni. Dal sindaco Barbagallo all’assessore Ardita abbiamo assistito in questi tre anni ad una giungla di dichiarazioni tutte in contraddizioni tra loro. Apriremo, vedremo, sovrintendenza, pavimentazione, bilancio, in danno, Procura, etc. etc. Troppe nebbie e troppo caos ma tante, troppe dichiarazioni e solo contraddizioni.

5) Riteniamo sarebbe stato corretto non rendicontare le spese e ritornare il finanziamento alla UE. Nella vita ci vuole coraggio, schiena dritta e capacità di prendere decisioni difficili. Invece la paura “del bilancio” ha complicato la situazione rendendola di fatto ingestibile.

6) I cittadini acesi e specialmente i bambini non hanno a disposizione nessuno spazio verde e sgombro da autovetture. Tanti genitori il fine settimana sono costretti a portare i loro figli nei paesi vicini per dare loro un minimo di possibilità per giocare, correre usare i giocattoli e non solo tablet e computer. Una città di 53 mila abitanti che non possiede un solo spazio verde per i bambini mostra il volto più cinico del degrado e della cattiva gestione delle comunità.

7) L’amministrazione Barbagallo nella persona dell’assessore ai LL.PP. avrebbero dovuto informare i cittadini per ogni passo si stava compiendo per risolvere la triste situazione in cui versa la villa Belvedere. Invece solo silenzi e, come detto prima, dichiarazioni contraddittorie. Colpevoli per aver ignorato le esigenze dei cittadini in compenso si sono spesi a pieni polmoni per tentare di dare un senso alla ztl ma, anche in questo caso, senza riuscirci.

8) Non siamo convinti, pur non essendo dei tecnici ne dei giuristi, che in attesa delle decisioni del giudice la villa Belvedere è intoccabile. Lo stato dei luoghi si può documentare con foto e video e con dichiarazioni giurate e procedere ai lavori di recupero senza ulteriori tentennamenti. Del resto lo stesso sindaco Barbagallo, qualche mese fa, insieme all’assessore Ardita hanno dichiarato (17 giugno 2017) che era arrivato il momento di ridare agli acesi la villa Belvedere recuperata. Niente.

9) Quattro anni di pene per la villa Belvedere. Tre anni di amministrazione Barbagallo più uno di amministrazione Garozzo. E’ troppo per attendere ancora risposta e fatti concreti. Manifestare il dissenso è giusto.

10) Tutti i cittadini liberi da ordini di scuderia, liberi da ogni condizionamento, liberi da “rizzette” e altre complicanze non possono che aderire alla manifestazione del 9 settembre 2017 che dalle ore 18.00 a piazza Indirizzo, in maniera civile e composta, manifesterà il proprio dissenso. Spazi per verdi per le famiglie, i bambini e per tutti i cittadini. Ci sono tanti motivi tutti validi per manifestare la più profonda indignazione.

(mAd)

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Acireale – Producer con on. Nicola D’Agostino (Sicilia Futura) – Intervista di Daniela Gieri –
Abbiamo posto le seguenti domande.

1) On. Nicola D’Agostino, vogliamo iniziare subito con una domanda di estrema attualità politica. La villa Belvedere è ancora in condizioni di degrado e abbandono non crede che l’amministrazione si è mossa con troppa lentezza ed anche con una certa “timidezza”? Giorno 9 settembre ci sarà una manifestazione pubblica per contestare le condizioni in cui versa la villa Belvedere lei cosa ne pensa di questa prossima ed imminente manifestazione pubblica?

2) On. D’Agostino usciamo fuori dalla metafora. Lei esattamente cosa ha voluto dire con quella presunta lettera a firma Tano di Aci?

3) Sono passati tre anni dalla tromba d’aria che fine ha fatto il famoso “ristoro” da dare ai privati che hanno subito danni provocati dall’evento calamitoso che ha colpito Acireale?

4) On. D’Agostino la regione si era impegnata a pagare i debiti delle terme, poi sono stati nominati tre liquidatori poi ancora una volta il silenzio. Come è finita sono stati pagati i debiti?

5) Elezioni regionali. Contento della scelta di imbarcare AP il partito di Alfano nella coalizione a guida PD?

(Daniela Gieri)