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Il giornalista Nello Pietropaolo a proposito del ciottolato in forma di grande semicerchio che accoglie  da un secolo e mezzo i visitatori della Villa Belvedere, lo chiama ‘il ventaglio’ e   dice che si tratta di ‘ciacatu‘, cioè di pavimento ottenuto con ciottoli. Nello non scrive (ma sa benissimo) che è solo dal 1986 che viene così inteso, quando lo misi in copertina nel catalogo di una fortunata mostra di architettura co-patrocinata dal Comune e dalla  BPSV come fosse, appunto, un ventaglio in mano a una bella ragazza; né sa che le informazioni sul ciottolato che ha tratto da Wikipedia sono mie. Vabbé.

Quello che è invece importante  e  tento inutilmente di  proporre alle Amministrazioni che si sono succedute, è la conoscenza scientifica  e storica del ‘ventaglio’ e il suo  conseguente restauro metodologico. Ma figuriamoci se Roberto Barbagallo mi darà mai questa gioia!

Il grande semicerchio-trentuno metri di diametro- quasi un ‘tappeto’  per chi entra nella Villa Belvedere, realizzato nel 1878, è  uno degli ultimi manufatti della  millenaria tradizione musiva. L’autore, l’architetto acese Paolo Pantellaro (1824-1916) che nelle costruzioni predilige il revival gotico, è anche influenzato, per la decorazione, da quella nuova ‘grammatica dell’ornamento’ (è il titolo dell’opera di metà Ottocento del pittore Owen Jones) che trae spunto dal vastissimo campionario orientale oltre che dalla tradizione medievale europea. L’assimilazione di quella nuova ‘grammatica’  avviene in pochi decenni anche per merito delle Esposizioni universali: verranno macinate tutte le esperienze artistiche dell’umanità per riassemblarle in un nuovo, frettoloso e precario ordine. Ciò balza evidente nel disegno del Pantellaro: notate lo stridore percettivo tra il perimetro di esagoni allineati quasi a mo’ di catena logica per contenere l’ambiguo, sfrenato intersecarsi e infinito moltiplicarsi delle ellissi ogivali disposte a ventaglio  attorno a una conchiglia. Si tratta , appunto, di una lezione magistrale circa l’innestarsi  prepotente della nuova grammatica ornamentale sulla base di un’antichissima tradizione.

La riforma delle arti, che da noi arriva assieme a  tante altre novità da choc traumatico ( l’unificazione italiana soprattutto) provoca un vero delirio riformatore. Il primo vescovo di Acireale, mons.Genuardi, propone al Pantellaro di progettargli una cattedrale “nuova e grande a stile gotico” o almeno di ” riformare a stile gotico” il nostro Duomo! Le cose, fortunatamente, anche per merito di Ernesto Basile non sono andate, se non in parte, in quella direzione. Ma Pantellaro può punteggiare Acireale di altre realizzazioni nel suo prediletto stile, come nel caso della facciata della chiesetta dei Raccomandati, un pò più giù del Presepio di S.M.della Neve.

Nella catastrofe che ha investito in questi anni  la Villa Belvedere, per mera fortuna, il ‘ventaglio’ non è stato toccato, nonostante le trovate a dir poco esilaranti di qualche assessore, tipo Nuccio Calabretta, di una passata giunta, che aveva promesso che sarebbe stato coperto da “uno speciale film” per salvaguardarlo…..

In un anno che in questo momento non so precisare, comunque tra gli anni ’80 e ’90, ottenni un permesso per fare delle prospezioni in una zona del ciottolato che era saltato via  (per assoluta ignoranza dell’Ufficio LL.PP circa i sistemi di allettamento dei ciottoli): praticata, a opera di un artigiano, una buca profonda circa 70 cm., scoprii che sotto era pieno di radici degli alberi distanti una quindicina di metri. Ciò significa che il restauro scientifico, anzichè  gli insulsi allettamenti di ciottoli alla bell’e meglio con cemento, presuppone tecniche di sostruzione  simili a quelle tipiche dei mosaici pavimentali e per quanto concerne il disegno (che è stato in varie parti deformato da raffazzonate rappezzature) va preventivamente eseguito un meticoloso rilievo almeno in scala 1:20  riscoprendo i primitivi rapporti geometrici della composizione al fine di evitare grossolanità e possedere, finalmente, una tavola perpetua valida in ogni manutenzione.

architetto Ivan Castrogiovanni

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Acireale, 11 aprile 2014 si inaugura la villa Belvedere dopo i lavori di recupero e di ristrutturazione e di demolizione e ricostruzione dello spazio prima chiamato “Angolo di Paradiso” e poi divenuto un angolo deserto e inaccessibile ai disabili motori e bambini in carrozzina. Il viale centrale cambia la pavimentazione e viene trasformato, grazie anche alle improbabili luci laterali, in una mini pista di atterraggio per ultraleggeri. Il Pinocchio all’ingresso viene traslocato e i ciottoli, sempre posti all’ingresso, saltano già il giorno stesso dell’inaugurazione. Non si festeggia quel giorno di aprile perché era giunta la notizia della morte del consigliere comunale Baldi e, altri, non avrebbero festeggiato perché le criticità e i disappunti in merito al recupero della villa Belvedere erano emersi e avevano creato già parecchi malumori.

La ringhiera della vasca dei cigni dedicata al mito di Aci e Galatea è stata rimossa e sostituita con una ringhiera da ballatoio “modello iacp” e al posto dei cigni uno stagno che da li a poco sarebbe diventato ricettacolo di zanzare.

Ma quello che saltò subito agli occhi stupiti e sorpresi di tanti cittadini acesi fu la grande distesa di pietrisco che, per un’area vasta, fu vista, a ragione, come una grande insormontabile barriera architettonica. Il primo “pietrisco” posto alla villa Belvedere era una quantità eccessiva e ne venne rimosso una parte ma, lo stesso, non si risolse il problema.

Elezioni amministrative giugno 2014, il candidato sindaco Roberto Barbagallo annuncia con un apposito lancio propagandistico: “Rimuoveremo il pietrisco dalla villa Belvedere”, poi nomina una commissione per la verifica dei lavori alla villa Belvedere. Poco dopo cade un grosso ramo da un albero e si sfiorò la tragedia, l’assessore Nando Ardita decide la chiusura della villa e un approfondito controllo della flora presente.

Trascorre ancora qualche tempo e si richiese da più parti (in consiglio comunale da Rito Greco) di prendere visione della relazione della commissione per la verifica dei lavori e  leggemmo di diverse criticità e anomalie. Si andò a misurare la dimensione del pietrisco e le pendenze e si comprese che le dimensioni erano troppo grandi e alcune pendenze dove è presente il pietrisco superano il 2%. La ditta richiese un ulteriore controllo che non avvenne e, dopo qualche tempo ed un ulteriore controllo e rimozione di alcuni alberi malati, si riaprì la parte sinistra della villa (largo risagghia) mentre la parte destra (quella di Aci e Galatea e dei giochi per i bambini) rimase ed è ancora oggi transennata e chiusa.

Passa ancora del tempo e abbiamo deciso di non chiedere più quando e come poteva essere realmente e integralmente aperta la villa Belvedere e quando e come si sarebbe rimosso il pietrisco per mettere in opera una pavimentazione degna. Niente, nessuna data, nessun programma, niente di preciso. Un niente talmente vasto e impenetrabile che, ormai, la villa Belvedere sembra essere dimenticata e langue con la sua semiapertura, con il pietrisco e con delle luci che sono orribili e tetre.

Immaginazione. Una lunga fila di acesi con un sacchetto di pietrisco in mano fanno la spola tra la villa Belvedere e Palazzo di Città, andando a depositare “la risagghia” sotto il Palazzo del potere. Un’azione civica e dimostrativa per affermare che i soldi pubblici (anche quelli europei) vanno spesi bene e vanno investiti per migliorare la città non certo per renderla peggiore.

Ma è solo immaginazione, i fatti concreti restano nel deserto della proposta politica.

(mAd)

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Acireale – Con la determina del 9 gennaio 2017 a firma del direttore dell’area tecnica del Comune di Acireale apprendiamo che dopo  la caduta del “ficus benjamin” del 29 dic 2016, si è effettuato un sopralluogo che ha evidenziato la necessità di rimuovere – sempre all’interno della villa Belvedere –  due Pini Aleppo. Inoltre è prevista  la risagomatura di un ulteriore Pino e la potatura di due lecci. Insomma appare evidente che alla villa Belvedere, oltre ai noti problemi che si trascinano da anni, anche la flora non gode di ottima salute. Il ficus benjamin che è caduto durante la giornata di forte vento del 29 dicembre 2016 poteva produrre ulteriori danni alla fontana di Aci e Galatea e altre essenze necessitano di ulteriori controlli.

Sembra non vi sia pace per il giardino della villa Belvedere e la chiusura dell’unico parco urbano sembra essere un destino violento che si è abbattuto inesorabilmente privando i cittadini acesi dell’unico spazio verde urbano.  Commissioni di verifica, diversi collaudatori, misurazioni del pietrisco, misurazione delle pendenze, richieste alla soprintendenza, carte, fascicoli, raccolte firme, sit-in, chiarimenti, timidi passi avanti e rovinose cadute all’indietro. Insomma non vi è pace per la villa Belvedere ed ancora la soluzione definitiva per una riapertura sembra essere lontana.

L’assessore Nando Ardita, in una nostra intervista, ha affermato che per la pavimentazione si è giunti ad una decisione definitiva ma mentre si prendono le decisioni tutto il resto rimane nel degrado, nell’abbandono e, di tanto in tanto, vengono giù gli alberi anche loro intristiti dalle miserie degli uomini.

(mAd) -immagine di repertorio FC –

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palmina-fraschilla-copAcireale, la dott.ssa Fraschilla (garante per la disabilità Comune di Acireale) continua la sua azione con perseveranza nella speranza che tutte le sue indicazioni – tutte protocollate ed inviate ai responsabili amministrativi – restano ancora sulla carta.

Una commissine consiliare presediuta dal consigliere comunale Riccardo Castro già da tempo ha concluso la mappatura della città in riferimento alle barriere architettoniche che sono presenti nel territorio e che certamente non costituiscono un modo civile di vivere la città.

La questione via Galatea sembra sarà risolta con la realizzazione di un marciapiede, pali e paletti che sorgono vunque sono stati individuati e si attende la loro rimozione, la villa Belvedere, tra le tante criticità, dovrà munirsi di un parco giochi anche per bambini con disabilità motorie e dovrà essere collocata in un’area più grande rispetto all’attuale. Per la questione parco belvedere la dott.ssa Fraschilla fa sapere  “di aver inviato formale richiesta, a questa Spett. Amministrazione, attraverso lettere protocollate, per rendere il Parco Giochi, all’ interno del Giardino Belvedere, ACCESSIBILE”.

Inoltre è necessario fare prestissimo per la riparazione del Palavolcan. All’interno della struttura sportiva da tempo e prima della tromba d’aria, erano presenti delle associazioni attiva nel mondo della disabilità, un parco giochi (gestito dalla 104 orizzontale onlus) dotato di altalena per disabili motori acquistata con il sostegno di tanti cittadini che hanno devoluto delle somme. Al palavolcan, infatti, oltre allo sport si era organizzato un vero centro per l’accoglienza e l’attenzione per la disabilità, dopo i danneggiamenti dagli eventi atomosferici e dopo aver provato a trovare altre sedi, la 104 orizzontale onlus e vivere insieme attendono con impazienza di riprendere il loro lavoro all’interno della struttura di corso Italia. Anche per il Palavolcan così come per la villa belvedere i tempi di riapertura al pubblico sono molto incerti, così difficili da definire che lo stesso assessore Nando Ardita si tiene ben distante da indicare date di riaperture.

Acireale attende. Attende la villa Belvedere, il palavolcan, il Teatro Maugeri e intanto si aspetta anche per una semplice rimozione degli ostacoli alla disabilità. La dott.ssa Fraschilla mette tutto il suo pressante impegno nell’attesa non ci resta che sperare in un atteggiamento maggiormente concreto e fattivo dell’amministrazione Barbagallo.

(mAd)

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villa risagghiaLa gestione dei fondi europei nel Sud Italia resta un tasto dolente. I fondi stoppati dall’Europa sono il frutto della mala gestione di enormi finanziamenti piovuti da Bruxelles in Sicilia ed a rimetterci, come sempre, sono i cittadini che con il cattivo uso dei fondi europei non vedono sviluppo ed i necessari miglioramenti. D’altra parte in Europa ci sono intere nazioni che sono state perfettamente rimesse in sesto grazie alle risorse europee: la Polonia è un chiaro esempio di come possono essere usati i fondi europei per migliorare diversi aspetti della vita sociale e delle infrastrutture.

Ogni anno l’Europa (che dobbiamo ammetterlo è parecchio generosa nella destinazione delle risorse) multa l’Italia e tante altre volte rivuole indietro i fondi messi a disposizione. L’Olaf (‘Ufficio europeo per la Lotta Antifrode.) più volte ha richiesto che venissero ritornati i fondi destinati per opere e/o attività siciliane.

Oggi, dopo anni di stop e di problematiche irrisolte, possiamo affermare che se l’Europa, attraverso l’OLAF, richiedesse il ritorno dei fondi investiti per la riqualifacazione della villa Belvedere non sarebbe certo uno scandalo, anzi – ne siamo certi – sarebbe un atto che molti cittadini acesi comprenderebbero con chiarezza.

La villa Belvedere, oltre il concetto del buon uso o meno dei fondi, aspetta quelle migliorie che l’amministrazione Barbagallo si era impegnata a mettere in atto e che tanto aveva sbandierato in campagna elettorale. Si è parlato tanto di pavimentazione ma sappiamo che ancora altre sistemazioni sono urgenti nella storica e triste villa acese. Insomma è davvero impensabile che dopo due anni e mezzo di amministrazione Barbagallo, dopo commissioni di verifica, dopo collaudi con un certo numero di prescrizioni e dopo l’analisi di agronomi, architetti e avvocati siamo ancora a parlare di una villa che non riesce ad abbattere le barriere architettoniche, che non riesce a darsi spazi e luoghi adatti ai bambini e alle famiglie.

In fin dei conti se l’Europa richiedesse di ritornare i fondi utilizzati per la villa belvedere non grideremmo allo scandalo ma ne capiremmo completamente le ragioni.

(mAd)