Terremoto, la notte dopo

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Una scossa di terremoto di magnetudo 4.8 nella notte ha colpito la provincia di Catania. Crolli nei centri di Zafferana, Fleri (nella foto) e Santa Venerina. ANSA/ORIETTA SCARDINO

Ed è il “giorno dopo” che porta con se quel che resta della paura ed il pensiero per la ricostruzione.  La “faglia di Fiandaca” ha colpito come nel 1984, come allora sopra ci sono le case, terreni da coltivare, famiglie e animali.  L’Ansa riporta il numero di seicento sfollati e sono tanti, tantissimi compresi quelli che conosciamo, con cui siamo amici, quelli che si sono trovati in mezzo ai tremori e alla pioggia di calcinacci e degli oggetti domestici. La notte dopo è un momento che apre alla speranza ma anche un momento in cui ci si chiede per quanto tempo centinaia di nostri concittadini dovranno trovare ospitalità fuori dalle loro abitazioni? Quanto tempo per ricostruire e per farlo secondo i criteri antisismici? Quante risorse saranno impiegate per mettere in sicurezza le abitazioni, per chiedere e ottenere che si edifichi con i giusti criteri e con le corrette metodologie antisismiche?

Intanto oggi, dopo la “nutella” di ieri, il vicepremier Salvini con l’amico Di Maio saranno in visita nei luoghi colpiti dal sisma. Da Zafferana a Pennisi, passando per Fiandaca, Piano D’Api e via via lungo la scia di distruzione che “a muntagna” ha provocato. La montagna bella che ammiriamo ogni giorno, quella del parco e dei boschi, quella della neve e delle grotte, quella montagna che custodisce i misteri della natura, la sua eleganza e la sua terribile maestosità.

Oggi è il giorno dopo, la notte è trascorsa senza altri terribili tremori, la notte è trascorsa alla meno peggio per gli sfollati, notte di paura e di attesa per tutti noi. Poi l’alba e con la luce del sole tutto sembra più possibile, meno terribile, con l’alba guardiamo l’Etna e ci rendiamo conto che siamo così piccoli e indifesi davanti alla magnificenza della natura, così piccoli e presuntuosi quando pensiamo e agiamo come se potessimo controllare ogni cosa, quando crediamo di essere i padroni del mondo, quando pensiamo che siamo in grado di controllare, piegare i fenomeni a nostro uso e consumo. Poi la potenza, la terribile energia degli eventi ci riporta nella nostra vulnerabilità e ci rendiamo conto che la nostra piccola ottusa e presunta onnipotenza diventa tremore e terrore davanti alla grandiosità della natura, davanti alla potenza terribile degli eventi.

Oggi è il giorno dopo e sin da subito dobbiamo pretendere che ogni cittadino colpito dal sisma possa riavere la sua casa nel più breve tempo possibile, che i governi regionale e nazionale diano risposte immediate, che ogni cosa possa essere ricostruita seguendo i migliori criteri possibili.

La notte è passata, tutti vicini nello stesso letto, tutti idealmente nella stessa casa, tutti in un abbraccio tremante pieno di solidarietà. La notte è passata e adesso vogliamo un nuovo giorno, il giorno in cui la conoscenza e la tecnologia dell’uomo sia sposa amorevole della natura, dove il rispetto per la potenza naturale sia da monito e da guida per costruire un mondo migliore, per rispettare i luoghi, per comprendere, una volta per tutte, la nostra assoluta vulnerabilità.

(mAd) – ph. Ansa –