Ticket carnevale. L’intervento del consigliere comunale Michele Di Re. “Per le previsioni d’incasso bisognava stare più attenti”

Acireale – In consiglio comunale Michele Di Re: “Proprio dopo 425 anni dovevamo iniziare a “sbigliettare? Studiare meglio i flussi d’ingresso non era più ragionevole?”

(red)

Il testo dell’intervento

“Mi trovo stasera ancora una volta costretto a parlare del  Carnevale di Acireale 2019. Argomento di particolare importanza e rilievo sia per l’immagine della Città che per
i risvolti turistici ed economici che esso rappresenta nell’asfittico panorama di iniziative sul territorio della nostra Città.
Nell’apposito consiglio comunale indetto su mia richiesta e svoltosi il 5 ottobre, ho più volte ribadito che, seppur in linea di principio ritenevo auspicabile pervenire alla
instaurazione di un biglietto a pagamento per l’ingresso alla manifestazione e l’accesso agli spettacoli, necessitava la massima prudenza per il raggiungimento di tale obiettivo, ed ho invitato la Fondazione e l’Amministrazione ad utilizzare l’edizione di quest’anno al
fine di raccogliere i dati indispensabili per poter poi pianificare quanto prima detto, trovando le giuste misure e modalità che scongiurassero i rischi connessi ad una
decisione affrettata e non basata su dati oggettivi scientificamente raccolti.
Anche diversi colleghi dell’opposizione si sono trovati d’accordo ed hanno espresso le loro perplessità.
Ma questi appelli hanno trovato sordi e fermi nella propria  convinzione sia la Fondazione del Carnevale come si  evince dalla “Relazione Dettagliata” del 24ottobre con cui richiede il finanziamento al Comune di Acireale, sia l’Amministrazione Comunale che il 21 novembre delibera all’unanimità l’approvazione di tale proposta.
Ho letto con molta attenzione la relazione della Fondazione e la delibera di Giunta che in maniera assolutamente acritica accoglie il contenuto della stessa.
Mi sono procurato ed ho letto attentamente (come spero abbia fatto la Giunta) sia la pubblicazione dello studio “Le ricadute degli eventi culturali e di spettacolo” pubblicato
dal Ciset nel settembre del 2017, sia il suo compendio nella pubblicazione Quaderni di Economia e Gestione del Turismo dello stesso anno.
Ed il risultato è stato che dopo l’attenta lettura ero ancora più preoccupato di prima.
Perché vedete mi chiedo: ma quale presupposto scientifico c’è ad utilizzare come base di previsione certa per la nostra manifestazione con le sue ben precise peculiarità, i dati di tre manifestazioni tutte di tipologia “concerti e manifestazioni musicali”?
Manifestazioni musicali dove sempre è stato prevista la bigliettazione, i cui dati sono stati usati come base per stimare il nostro Carnevale, dove mai la bigliettazione è
stata prevista.
Manifestazioni estive (due ad agosto, una ad inizio settembre) contro la nostra invernale.
Si prende una tabella con delle voci di ricaduta percentuali basate sulla percentuale di incasso dei biglietti di ingresso, che è un dato statistico per le manifestazioni studiate, ma come può questo trasformarsi in dato previsionale attendibile per una manifestazione che mai ha avuto biglietti di ingresso?
Da un dato raccolto l’anno scorso di 500.000 presenze si passa poi a dire che una stima di 100.000 presenze è un dato prudenziale. Mi chiedo il perché. 500.000 non è un dato di presenze valido in termini di bigliettazione perchè è un dato di passaggi ai varchi nel
2018. Quanti acesi sono passati? E quante volte lo stesso acese che magari vive fuori del circuito è passato nella stessa giornata e nei giorni diversi? Due tre quattro volte al giorno per uno due giorni? Quindi abbiamo contato per  volte magari la stessa persona?
E l’effetto di diminuzione di presenze causato dal biglietto oneroso in questo periodo di crisi è stato considerato?
Ed alla fine: perché (con il criterio del buon padre di famiglia) si è deciso che siano attendibili i 100.000? e perché 5€?
E se avessimo fatto un biglietto a 2 € magari avremmo triplicato il numero dei presenti ed invece di incassare 500.000€ ne avremmo incassati 600.000€.
Qual è quindi la previsione più attendibile?
La previsione più attendibile si fa con metodi scientifici applicandoli in un anno di prova che avrebbe dovuto essere questo!!! Perché vedete miei cari Signori il problema reale è proprio questo: L’ATTENDIBILITA’ DELLA PREVISIONE. Consentitemi di chiarire questo punto. Io mi auguro (e credetemi sono profondamente sincero nell’affermare ciò) che giornate di sole risplendano nei giorni di Carnevale, mi auguro che non 100.000 ma il doppio ed il triplo delle presenze con incassi non di 500.000 € lordi ma del doppio e del triplo. Però il problema è che la decisione è stata presa (e non poteva essere diversamente) su un bilancio di previsione e proprio per questo doveva essere particolarmente prudente e basata su presupposti statistici e scientifici. Perché mi pare che sia evidente a tutti che le voci di spesa sono voci certe, mentre sulle poste attive ci sono previsioni di incasso per 490.000 € su cui si sarebbe dovuti essere ben più attenti. Io mi auguro che il sole brilli e la gente accorra e che con gli incassi possiamo finanziarci queste ed altre manifestazioni, ma qui parliamo di danaro pubblico e la prudenza non è mai troppa. E che nessuno tiri più in ballo (come mi dicono sia stato fatto) il concetto che il rischio economico è limitato al patrimonio della Fondazione, perché è irreale che la città di Acireale possa tirarsi indietro dal coprire eventuali perdite, a danno dei fornitori, sia per gli aspetti morali che per il conseguente danno di immagine. Come scrive la Fondazione nella sua introduzione già dal 1594 si hanno notizie della manifestazione come di una festa consolidata. Ma proprio dopo 425 anni dovevamo cominciare a sbigliettare? Un anno di studio e di test serio iniziando con un biglietto simbolico e studiando i flussi di ingresso non era più ragionevole?”
(Michele Di Re – consigliere comunale)