Top 100 difensori della D: vince Gambuzza, è lui il migliore della categoria!

Raffaele Gambuzza, 34 (quasi) e non sentirli per niente. È lui, secondo una speciale classifica stilata dagli addetti ai lavori in cui sono stati selezionati i migliori 100 difensori della categoria, il migliore della serie D. E per carità, non che ci fossero dubbi per il popolo granata che dal momento del suo arrivo se lo gode come fosse un re. Ma se a stabilirlo sono poi gli stessi addetti ai lavori, ecco che il riconoscimento assume un valore inestimabile. Anche per chi, come Gambuzza, vanta alle spalle un curriculum davvero pesante. Sono quasi 200 infatti le presenze tra i professionisti, distribuite tra C1 e C2. A queste si aggiunge poi la soddisfazione di una storica promozione in serie A con la maglia del Messina, nella stagione 2003\04, pur non scendendo mai in campo, ma con la soddisfazione di aver diviso lo spogliatoio con calciatori come Storari, Sullo, Aronica e Di Napoli. In bella mostra, infine, anche un match di Coppa Italia contro la Juventus con la maglia del Martina Franca.
Arrivato ad Acireale agli sgoccioli del mercato estivo dalla Palmese, fin dalle prime gare la sensazione più ricorrente era che quel colosso lì dietro, con il 5 sulle spalle, fosse davvero di un’altra categoria. Un gigante nel vero senso della parola, sia per stazza che per capacità di rendere piccolo piccolo qualunque avversario gli si presenti davanti. Dal suo arrivo in quel di settembre saranno ben 29 le gare giocate, tutte con un rendimento altisonante che di fatto lo hanno consacrato idolo della tifoseria acese. La tifoseria lo ama, ne invoca il nome dopo ogni fine gara e adesso potrà godersi il miglior difensore della categoria.


Raffaele, dopo tanti anni di carriera, essere riconosciuto dagli addetti ai lavori come il migliore nel tuo ruolo che soddisfazione è?

In quasi 20 anni di carriera è la prima volta che ricevo questo riconoscimento e per me è una grossissima soddisfazione. Significa che sto lavorando bene e che vengo apprezzato per ciò che faccio in campo. E’ ovvio che i meriti vanno anche ai miei compagni perchè il rendimento dipende sempre dalla squadra. Sono davvero molto felice di quanto fatto e di essere qui ad Acireale.

A novembre con mister Breve sembrava che qualcosa non funzionasse, ti aspettavi poi che la stagione vi portasse addirittura a giocarvi un posto lì in alto in classifica?

Si, siamo partiti un po male ma sapevo come la classifica non rispecchiasse affatto il valore di questa squadra, parliamo di un’ossatura formata da gente importante. Poi è arrivato mister Romano, che ha sistemato giusto alcune cose, ed i risultati sono pian piano arrivati. Raggiunta la salvezza quasi subito adesso siamo lì in alto, esattamente dove meritiamo di essere. Dopo una lunga cavalcata vogliamo arrivare a giocarci i play-off, che per noi rappresentano un obiettivo importante.

Locri, Città di Messina…dopo un periodo di forma smagliante, come mai questo piccolo calo?

Purtroppo abbiamo affrontato squadre che devono salvarsi e spesso queste sono le gare più complicate. Il nostro impegno comunque non è mai mancato, è ovvio però che qualche piccolo passo falso può capitare a tutti. Noi crediamo fortemente nei play-off, ci troviamo nella zona alta della classifica e quindi faremo di tutto per arrivarci.

Come ci si sente ad essere letteralmente amato da una tifoseria passionale come quella acese?

Diciamo che, quando sono arrivato qui, sapevo già di trovare una delle tifoserie migliori in Italia. Per mia fortuna ovunque ho giocato la gente mi ha sempre voluto bene, e se mi vuole bene significa che valgo. E’ emozionante sapere che i tifosi apprezzino il mio lavoro, il mio impegno e tutto ciò che cerco di dare per la maglia. Sono davvero onorato nel sapere di essere amato da una tifoseria come quella granata.

Sappiamo tutti del grande rapporto che ti lega ad Orazio Sorbello, vera e propria bandiera del calcio acese. Da cosa nasce questo legame?

Il rapporto con mister Sorbello è davvero un grande rapporto. Nasce tutto dai tempi di Messina, quando giocavo nella Primavera con lui in panchina. Fin da subito ci siamo trovati a meraviglia e da lì il rapporto è sempre stato forte. Diciamo che è anche merito suo se sono oggi qui ad Acireale, è stato lui infatti a fare il mio nome alla dirigenza e per questo devo dirgli grazie.

Recentemente hai spiegato come Longo sia stato l’avversario più duro da affrontare quest’anno. In carriera invece chi è l’attaccante che ti ha colpito di più?

Si, Longo è sicuramente uno dei più forti contro cui ho giocato. Nella mia carriera invece posso nominare Maurizio Nassi, così come tanti altri. Certo, quello che poi ricordo con meno piacere è senza dubbio Vincenzo Sarno, ex Foggia. Veramente veramente forte.

A chi dedichi questo prestigioso riconoscimento?

Alla mia famiglia, senza ombra di dubbio. Dedico questo premio ai miei genitori, a mio figlio, a mia sorella e a mia nipote.


Giorgio Cavallaro