Traffico aperto sempre. Da Natale a San Sebastiano regna il caos veicolare

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ACIREALE – In città non si fanno eccezioni, mai. Siamo la capitale degli automobilisti compulsivi, ogni strada è aperta al transito veicolare, lo spostamento con il mezzo privato è un modo di vivere che, ormai, riguarda solo quei luoghi di arretratezza culturale. Si, perchè la mobilità sostenibile è un fatto culturale.

Non vi è tregua. A Natale con casette e trenino turistico tra i fumi delle marmitte, nelle principali vie del centro storico (corso Umberto e corso Savoia), con l’aria irrespirabile e c’è ancora chi pensa che questo è il modo per fare business, per alimentare quello che è stato definito in maniera tutta acese “l’acquisto mordi e fuggi”. Ma anche questa ridicola modalità di fare shopping non funziona più, fermarsi anche un solo attimo nelle vie del centro è un fatto proibitivo. Le automobili parcheggiate nella zona “blu” occupano costantemente ogni posto ed anche riuscire in una sosta breve è come vincere un terno al lotto.

Per la festa di San Sebastiano neanche qualche ora di chiusura di una parte di corso Umberto è stata predisposta. Tra le ore 10 e fino alle 11.45 una folla di persone costretta a trovare spazio tra le auto ed il marciapiede affollato. Adesso, dopo Natale e San Sebastiano, non resta che vedere le automobili durante il carnevale. Chissà magari automobili e carri allegorici potranno inaugurare un nuovo modo per incentivare il commercio e mettere di buon umore i visitatori.

A proposito della stranezza di questo modo di intendere la vivibilità, l’ex assessore alla cultura Antonio Coniglio scrive: “Neanche la festa del santo, ha significato un minimo di pedonalizzazione ad Acireale. Non è bastato che sia Domenica e si registri un evento di popolo… neanche uno straccio di ordinanza occasionale della durata di 24 ore! Macchine e pedoni devono coesistere sempre: é “l’ecosistema” di questa amministrazione”.

Sempre a proposito di mobilità e vivibilità l’avvocato Enzo Di Mauro afferma: “C’è una spiegazione logica che possa giustificare l’apertura alle auto del Corso Umberto in un giorno di festa come oggi e per giunta di domenica con centinaia di persone che passeggiano? Ma in quale mondo vivete?”

Ogni angolo ormai è diventato proprietà degli automobilisti, le piazze sono parcheggi, il provvedimento della zona “30” non sarà applicabile al centro storico zeppo di auto incolonnate. L’aria è irrespirabile, le mamme e i papà con bimbi piccoli immersi nei fumi, la via Galatea scoppia come sempre e ogni cosa sembra essere più vicina ad un villaggio del quarto mondo che ad una città che vuole avvicinarsi agli standard di dignità urbana.

(mAd)