Una città senza guida è destinata al degrado civico

Una città senza guida è destinata al degrado civico

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Egregio onorevole Nicola D’Agostino indirizzo a lei questa riflessione perché è lei il padre politico dell’amministrazione Barbagallo ed è lei che ha avuto un ruolo centrale e determinante nella scelta dei candidati consiglieri comunali che sono andati, poi, a comporre le quattro liste che sostenevano (il verbo al passato non è casuale) il candidato sindaco Roberto Barbagallo.

Primo passo, le primarie. Avete messo su delle primarie che avete provato a trasmettere come “aperte a tutte le componenti politiche che non avevano sostenuto l’amministrazione Garozzo” ma poi avete farcito le liste di ex consiglieri che appoggiavano la passata amministrazione.

Secondo passo, il programma. Lei e il suo “cerchio magico” (ex anche questo?) avete sostenuto fino allo sfinimento che il programma è stato scritto da oltre 500 cittadini e noi ci crediamo purtroppo avete dimenticato di farlo leggere a tanti aspiranti consiglieri comunali che, oggi alcuni di loro eletti, hanno dimenticato tanto, troppo. Ricordo a pagina 25 la ztl a Stazzo, S. Tecla e Capo Mulini tanto per fare uno dei tanti esempi.  Parlavate e scrivevate di decoro e di vivibilità ma siamo ancora all’anno zero. Anche un misero “cortile” chiuso al traffico viene contestato non solo dall’opposizione che, legittimamente, svolge il suo ruolo ma anche di alcuni vostri consiglieri di maggioranza. E’ un dato politico centrale se consideriamo il fatto che stiamo parlando di un provvedimento che è atteso da oltre 12 anni!

Terzo passo, tempi incerti. Per la villa Belvedere, per la ZTL, per l’arredo urbano, per gli spazi sociali, per il Palavolcan e per il CCR lo stallo è tristemente evidente ed è dovuto essenzialmente al fatto che non avete la possibilità politica di determinare tempi certi.

Quarto passo, assessori che si dimettono e altri che non vengono nominati. Dall’insediamento di questa amministrazione ad oggi si sono dimessi due assessori della vostra squadra. E’ anche questo un dato politico di spessore che va oltre le motivazioni e che lascia la città con due buchi nella squadra amministrativa. In nessun comune italiano il sindaco ha ad interim l’assessorato al Bilancio, in nessun comune italiano non vi è l’assessore alla protezione civile e ai vigili urbani e men che meno doveva succedere ad Acireale, città a rischio sisma e con una viabilità che risale ai primi anni dell’ottocento.

Quinto passo, vincere non significa governare. Ad oggi appare evidente che un numero crescente e altalenante di consiglieri comunali di maggioranza, di tanto in tanto, vi voltano le spalle e lo fanno perché (come scrissi quasi due anni fa) siete privi di organizzazione. In confronto anche la povera e semplice organizzazione del M5S è migliore della vostra. Avete capogruppo che non parlano con i consiglieri, non avete organi direttivi, non avete mai fatto un congresso, non avete eletto organi intermedi, non avete mai pensato di organizzarvi e i risultati sono il caos ed un consiglio comunale (di maggioranza) che è un campo di battaglia simile alla Siria. Un dato indiscutibile, la disorganizzazione non regge con il passare degli anni ed aver composto liste per vincere le elezioni non significa proprio per nulla poter governare.

Sesto e ultimo passo. Se volevate dare un significato coerente alla vostra azione amministrativa dovevate far capire nei primi cento giorni cosa volevate fare e lo dovevate dare ai cittadini che vi avevano votato, che vi avevano sostenuto. Ma, lo so, tanti dei vostri elettori non sono così tanto interessati al programma ma, forse, alla gestione del rapporto “uno a uno” tra elettore ed eletto. Ecco che si parla della lampadina da sostituire, si parla di amenità che riguardano singoli aspetti della vita cittadina e che, certo, non sono mai estesi ad una platea ampia. Il sindaco, una volta eletto, deve rappresentare tutti ma notiamo sempre più spesso che agli acesi civili che vogliono una differenziata forte e organizzata, che vogliono una città che rispetta le bellezze architettoniche, che ama luoghi per poter camminare e respirare, a questi voi non date ascolto e vi continuate a preoccupare di perdere consensi proprio in quello stagno dove neanche le zanzare vanno a dissetarsi.

(mAd)