Valorizzazione delle risorse umane e riorganizzazione degli uffici comunali

Qualsiasi progetto di rinascita di Acireale potrà essere attuato solo se ci sono adeguate risorse umane. Non potranno essere i sindaci, gli assessori o i consiglieri comunali a cambiare Acireale, il percorso passa necessariamente attraverso il lavoro di tecnici, impiegati, funzionari e dirigenti.

Solo attraverso una migliore organizzazione degli uffici, un serio controllo di gestione, un autentico percorso di formazione e valorizzazione del capitale umano potrà cambiare qualcosa. Solo mettendo le persone giuste al posto giusto, premiando chi lavora e riempiendo caselle oggi vuote potremo avere una città migliore.

Troppo spesso il personale della macchina burocratica è stato visto come un costo da abbattere. Confrontando il dato del 2014 con quello del 2017 si registrano infatti complessivamente 49 dipendenti in meno ed un costo complessivo calato di oltre un milione e mezzo. Riduzioni, frutto di personale che va in pensione e non viene sostituito e di licenziamenti che potrebbero tra l’altro dare il via ad un contenzioso drammatico per le casse comunali.

Interi uffici sono ormai gestiti interamente da personale a tempo determinato e nel 2017 assistiamo ad una situazione paradossale in cui il personale a tempo determinato supera quello a tempo indeterminato, credo che rappresentiamo una tipicità (negativa) italiana.

Non esistono competenze interne di tipo informatico, non solo impossibile incrociare banche dati o sviluppare soluzioni, ma all’interno dell’ente non si sono costruite le competenze neanche per installare un pc, attività delegata alle ditte fornitrici. Ma si può nel 2018?

Ruoli importantissimi come quello di responsabile ufficio tributi sono ricoperti da personale temporaneamente in comando da altro comune e solo per un numero limitato di ore.

Recentemente, a fronte della drammatica situazione legata alle vicende giudiziarie l’Ing Domina ha manifestato tutte le difficoltà a reggere tutta l’area tecnica, l’urbanistica e la protezione civile. Anche il suo incarico è a tempo determinato, rinnovato per 60 giorni, se decidesse di tornare nel comune di provenienza ci lascerebbe in guai terribili.

Guardando il conto annuale 2016 (l’ultimo disponibile, che non offre dettagli sul personale a tempo determinato) scopriamo anche che ci sono solo tre dipendenti al di sotto dei 45 anni, a fronte dei 98 al di sopra dei 60. Nel giro di 10 anni non ci sarà più nessuno.

Analizzando il titolo di studio del personale la situazione sembra parecchio complessa, solo 25 laureati a fronte di 66 dipendenti con la scuola dell’obbligo e 168 con la licenza media superiore.

(Stefano Alì)