Vi siete accorti che c’è stato il terremoto? Avete già digerito tutto? Rimandate il carnevale in primavera

ACIREALE – Ieri (14/01/2018) ho proposto nel gruppo Facebook FanCity Acireale un sondaggio sul carnevale a ridosso del terremoto del 26 dicembre 2018. Il sondaggio, come ripetiamo sempre, NON ha valore scientifico. Questa la domanda posta: Terremoto e carnevale. The show must go on? Tre opzioni di risposta: si, no, non lo so.

Conscio del risultato e fiero di non far parte della maggioranza vi riporto i dati prelevati alle ore 17:15 di ieri con il sondaggio ancora aperto.

Hanno risposto SI alla normale calendarizzazione del carnevale 234 liberi navigatori, hanno preferito il NO 59 membri del gruppo e 22 hanno scelto non lo so.

La macchina è partita e non la ferma più nessuno ma – a leggere bene – la domanda non conteneva “annullare il carnevale”, si chiedeva solo di comprendere lo stato d’animo collettivo di fronte al binomio carnevale/terremotati. L’immaginario collettivo ha voluto interpretare, erroneamente, che vi era – insito nella domanda posta – la proposta di annullare la manifestazione. Nessuno ha pensato ne immesso tra i commenti la possibilità di spostare di alcuni mesi la manifestazione carnevalesca.

A nessuno è passato per la mente la possibilità di posticipare il carnevale, tanti si sono concentrati sul lavoro dei maestri carristi (che in ogni caso non andrebbe perduto e che, ricordiamo, non è un lavoro ma una passione), altri sull’indotto che il carnevale mette in moto e che non va disperso (anche in questo caso non si è pensato che rimandare il carnevale di pochi mesi avrebbe avuto solo l’opportunità di aumentare l’indotto grazie ad una maggiore probabilità di bel tempo). Pochi hanno pensato ai nostri concittadini sfollati e particolarmente ai residenti di Pennisi e Piano D’Api che sono negli alberghi o da amici o si sono catapultati a cercare un affitto in attesa di sistemare la loro casa.

Per quanto mi riguarda non ho voluto pensare all’indotto che genererebbe il carnevale perchè se così fosse e se questo potesse in qualche modo giustificare ogni analisi e orientamento, allora non dobbiamo preoccuparci se a Largo Francesco Vecchio è previsto un parcheggio per auto e camper. Allora non dobbiamo guardare i sentimenti, ne sentire le percezioni collettive. Nulla. Unico pensiero possibile è la monetizzazione dell’evento e poco conta se mentre canta Malgioglio sul palco di piazza Duomo, nella piazza di Pennisi si vivrà la desolazione di un territorio martoriato dal sisma. E non dobbiamo neanche preoccuparci di nulla ne avere pensieri romantici quando vediamo le maschere nei volti dimenticando le maschere di dolore disegnate nei visi di tutti quei bambini che ancora sono dentro lo stress post traumatico. Allora non dobbiamo più considerare il rispetto, il sentimento, la condivisione, l’empatia. La macchina è andata e, come per quella mitica Champion, lo show must go on.

Io non sono tra questi e riaffermo che celebrare il carnevale con il suo corollario grottesco, con il palco frastornato da note nazional popolari mentre tanti miei concittadini in soli venti secondi hanno perso tutto, compresa la pace e la speranza nel futuro, è una scelta cinica e orrenda.

Vedremo dunque un carnevale, simbolicamente, tra le macerie e tanti vorranno dimenticare in fretta, tanti vorranno mangiare i maccheroni con il sugo, affollare piazza Duomo mentre ad altri resta il cuore gonfio di dolore che non va via neanche se si “innamorano di tuo marito”. Davvero lo show must go on? Davvero nessuno ha pensato di rimandare tutto tra 60/80 giorni? Siamo diventati così? Che vita è, che comunità è questa?

Non sto con la maggioranza, resto umano. La show must go on? No, stop e riavvio in primavera insieme alla festa dei fiori. Rispetto.

P.S. So bene che questo mio pezzo subirà forti critiche e, possibilmente, volerà anche qualche insulto alla mia persona. Non importa a me sta bene così.

(mAd)