Vietato l’ingresso ai cani e ai meridionali. Antifascista e antirazzista sempre.

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I siciliani sono sempre stati un popolo composto da un abbondante mix di sangue. Dai Normanni agli arabi, dagli occhi azzurri e capelli chiari a quelli piccoli di statura, ricci e scuri; una miscela di sangue e di dominazioni che hanno composto la ricchezza linguistica e culturale della nostra isola.

I siciliani sono anche stati un popolo che si è spostato  significativamente in ogni parte del mondo e dell’Italia settentrionale, fenomeno ancora oggi presente e diffuso.  Nell’anno appena trascorso sono state registrate molte più emigrazioni (interne ed estere) che immigrazioni (da Africa, medioriente e altri Paesi con difficoltà). Di fatto noi siciliani abbiamo riempito buona parte del pianeta dal Sudamerica agli Usa dal Belgio alla Germania ed ancora a Milano, Torino ed altri città industriali del Paese.  Tutto questo ci ha reso un popolo accogliente, aperto alle differenze mai razzista ma, adesso, tutto questo mix di sangue e culture sembra stia per essere spazzato via da orde di idioti che scatenano la loro ira verso i più deboli, che usano violenza (verbale e fisica) nei confronti dei deboli e degli ultimi nella gerarchia sociale.

Una piaga quella del razzismo che è sempre stata la parte maggiormente infetta del nazionalismo e dei fascismi di ieri e di oggi. La razza, i confini, la patria tutte parole d’ordine che sembrava fossero state seppellite dalla cultura, dall’alfabetizzazione di interi ceti sociali, dalla caduta del fascismo e soprattutto dal terrore che ha seminato in tutto il mondo il nazismo con i campi di sterminio e la pianificazione (la soluzione finale) del genocidio degli ebrei. Stessa medicina per gli omosessuali, i neri, gli italiani in Usa, i siciliani al nord Italia. Insomma l’idiozia, la crisi dei valori, la povertà che avanza, i bisogni elementari insoluti, fanno si che scatenare la guerra tra poveri risulta essere un perfetto collante e un ottimo alibi per farci dimenticare che siamo in crisi. Una crisi profondissima di sistema; una crisi di valori, di cultura, di riferimenti etici, di padri nobili e di grandi statisti. Oggi il mondo è governato da quattro cialtroni, un nugolo di potenti incapaci a percepire ogni concetto di entropia, di condivisione, di difesa dei popoli inermi e di tutela del pianeta.

Oggi il mondo è ad un punto di svolta. Continuare a pensare “gaia” come un luogo dove l’uomo uccide l’uomo oppure iniziare un percorso virtuoso per lottare la siccità, sconfiggere i dittatori di ogni latitudine e colore, per nutrire i bimbi affamati, per condividere le risorse, per una maggiore equità sociale planetaria. Siamo ad una svolta ed i segnali non sono incoraggianti. Si semina odio, si producono intere campagne elettorali sull’odio e la discriminazione, nascono  e crescono partiti fondati sul terrore, sul nazionalismo, crescono movimenti populisti e giacobini, ritornano sacche vomitevoli di fascismo, si insulta la gente di buona volontà e si trasforma un termine da buono a cattivo (buonismo).

Macerata è solo un segnale, un campanello d’allarme, uno scenario inquietante che ci deve fare capire che i fascisti di ogni epoca vanno perseguiti e controllati, ci fa capire che per raccogliere il consenso non si va troppo per il sottile e, poi, arriva sempre il pazzo che perde la testa e fa una strage.

Oggi come ieri è necessario battersi contro l’intolleranza razziale, contro i fascismi, contro i regimi comunisti totalitari, contro ogni forma di violenza dell’uomo sull’uomo. Confini, patria, razza, religione e i cattivi maestri sono retaggi di un passato violento, costruito sul sangue e distrutto con il sangue dei resistenti.

Il  pensiero vola a Sacco e Vanzetti italiani innocenti condannati e uccisi in USA il 23 agosto 1927 nel penitenziario di Charlestown.

Oggi come ieri è necessario affermare con decisione  e senza timori: sono antifascista, sono antirazzista.

(mAd)