Vigo Fuccio – La Spina, si riapra prestissimo quella Scuola di Rosario Patanè

Il  “paradosso” della stabilità del “Fuccio – La Spina”).

Ho lavorato in questo edificio scolastico per oltre dieci anni; provenivo dall’allocazione nel vecchissimo stabile del “ex-Magistrale”  (dove avevamo dovuto subire un altro forte terremoto ..senza conseguenze)  e avevamo aspettato con ansia questi nuovi locali. Finalmente inaugurati,dopo aver completato gli interni del 2° piano,abbiamo trovato una sede nuovissima  e soddisfacente.

Dispiaciutissimo per la recente circostanza della chiusura per inagibilità, e profondamente perplesso e stranito,ho voluto attendere l’esito ufficiale della ricognizione del Genio Civile  che conferma l’inagibilità (giustamente in via assolutamente precauzionale) dichiarata dal Sindaco.

Ecco, il dunque: inagibilità relativa alle inframezzature parietali dell’edificio.

Ora io, pro-veritate, posso dire alcune cose,perché direttamente conosco la storia e ne ho seguito gli sviluppi delle pratiche di questo edificio.

Come è noto,è un edificio ,anzi uno “ scatolone” un “ contenitore” “pret-a-porter”,di quelli che in quegli anni gloriosi   dell’amministrazione regionale senza… limiti ( di spesa e di pudore) venivano progettati buoni per ogni destinazione d’uso,pur di non perdere i finanziamenti relativi e soprattutto pur di non perdere..voti  per i notabili di turno che,invocando comunque lo stato di necessità, accettarono – dopo 18 anni dalla progettazione! – il completamento della stessa e la consegna immediata.

Di un edificio che non è stato né progettato né destinato a edificio scolastico.

Infatti, non è stata prevista né palestra né un locale idoneo ad aula magna o di assemblea generale;né luoghi adatti alla vivibilità per disabili; era stato però  previsto di realizzare una sorta di  piccolo anfiteatro negli spazi  prospicienti l’ingresso posteriore (provenendo dalla litoranea), ma fu  prontamente disatteso per consentire al Comune di alloggiare nei locali adiacenti sotterranei il parco automezzi del sindaco e dei vari notabili  e valvassini  comunali e successivamente quelli – molto più accettabili – della nascente protezione civile..

Ma la scuola aveva  (ed ha!) due grandi pregi.

Il primo,importante (ma non il principale) è che include locali interni vastissimi e luminosissimi (tanto che si sono potuti ricavare spazi idonei ad ulteriori classi man mano che la scuola si è accresciuta di utenza) e anche un buonissimo parterre esterno che la circonda con spazi destinabili (e destinati) a progetti di biofattoria educativa e ottimamente percorribili.

Il secondo, ma PRIMO PER ORDINE DI IMPORTANZA, è CHE QUESTO EDIFICIO FU REALIZZATO CON CRITERI ANTISMICI ALLORA MODERNISSIMI MUTUATI DALLA  tecnologia giapponese della costruzione a MODULI SEPARATI, che ne avrebbe scongiurato ogni danno (salvo catastrofi bibliche), mentre le pareti interne furono realizzate con una sorta di “malta” leggerissima, quasi simile al carto-gesso, di estrema facilità nel caso di manutenzione e/o riparazione (quasi da potersi fendere con un coltello, mi dice un tecnico amico mio) .

Nel completamento dell’edificio nella parte ancora non effettuata, furono realizzate pareti di carton-gesso, di cui è  ovvio intuire l’estrema leggerezza e praticabilità allo scopo cui servono e la quasi assoluta sicurezza, salvo il caso di imperizia nell’ancoraggio alle travi e alle strutture e che, pur assolutamente non giustificabili né tollerabili, in ogni caso non possono mai costituire un pericolo irreparabile.

Ora, se così stanno le cose,se cioè il Genio Civile ha deliberato l’inagibilità” per via di “crepe” nelle pareti interne,a nulla rilevando problemi  di strutture fondanti e portanti,un intervento ripatore (ove occoresse e non certamente in tutte in maniera radicale sostitutiva) si potrebbe realizzare nel brevissimo tempo di una diecina di giorni,come,anche in meno tempo, sta facendo il Comune di Aci S. Antonio per lo stesso problema..

Insistere dunque in questa incomprensibile chiusura,in un luogo che paradossalmente è uno dei più sicuri e adatti allo scopo di tutto il territorio comunale,causando gravissimi disagi alla popolazione  e pregiudicando il notevole sviluppo didattico  e sociale – in un luogo che vede il bacino di utenza più socialmente problematico di Acireale come il quartiere S. Cosimo –  che la scuola si è vieppiù meritando in questi anni  ,sembra a me un INSOSTENIBILE  PARADOSSO ,pur riconoscendo in  piena umiltà di non essere certo un “ esperto”,ma sicuramente uno che può  confermare in ogni sede quello che ha detto, perché l’ha vissuto e conosciuto in prima persona.

Riaprite quella scuola!

(Rosario Patan)