Villa Belvedere, nel lontano 1972 l’arte aveva capito il destino che ci attendeva

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Acireale – Correva l’anno 1972 e il “circolo artistico Acireale”  per mano di Reginaldo Grasso aveva già anticipato il destino del parco della villa Belvedere.

1972, con una performance artistica Reginaldo Grasso affiggeva un manifesto all’ingresso della villa Belvedere e intuiva, come solo l’arte sa fare, che la strada della natura e della vivibilità sarebbe stata interrotta dal malgoverno e dalle insane abitudini. Ecco cosa scriveva nel cartello affisso Reginaldo Grasso: Chiudere il cancello della villa comunela e sopra affiggere un cartello con la scritta “Ho paura che un giorno o l’altro uccideranno gli alberi, distruggeranno questa villa per costruirci sopra. Prima che sia troppo tardi ho chiuso il cancello”. Non è andata esattamente come immaginato dall’artista acese ma ci siamo andati vicino.

Reginaldo Grasso continuava “bisogna chiudere il cancello e che quest’atto sia il segno connotativo della fine di ogni speranza”. Incredibile come quarantasei anni fa l’arte e la fucina di idee che spirava nel circolo artistico acese anticipava scenari allora inimmaginabili. La politica acese era già animata da un flusso di capabiertà distruttrice in cui ogni cosa sarebbe stata perduta, compresi “gli alberi della villa comunale”.

Una grande intuizione, un pensiero artistico e concreto che oggi ci appare attualissimo e ci fa capire come l’uso del suolo, delle risorse, della bellezza nella nostra terra è stato un sorpruso, una corsa all’apocalisse. La politica ha segnato un percorso di distruzione, ha costruito case e palazzi lasciando morire ogni bellezza, stuprando ogni angolo di pace, distruggendo ogni cosa. Incoscienti e violenti.

Ed oggi, dopo tanti anni, la “profezia” di Reginaldo Grasso si è in buona parte avverata. Il parco delle Terme chiuso e abbandonato, la villa Belvedere che langue nel degrado e nei fascicoli della Giustizia, l’idea del parco urbano della Gazzena sempre più irrealizzabile e l’unico verde rimasto è solo l’erbaccia che cresce spontanea sui marciapiedi. In compenso e come premio di consolazione abbiamo una media di 5 vani e mezzo a testa (neonati compresi) e tante case chiuse e doppie case abusive. Mentre abbandoniamo ogni speranza, il crepitio degli alberi che muoiono viene seppellito dal rombare dei tubi di scappamento.

Nota. L’operazione del “Circolo artistico Acireale” a cui ci riferiamo aveva come titolo: Modificazione intenzionale dello spazio urbano. Partecipanti: Pippo Bella, Salvo Brischetto, Luciano Grasso, Alfio Cristaudo, Melo di Bartolo, Saro Grasso, Reginaldo Grasso, Orazio Leone, Marina Longo, Rosario Monaco, Mario Musmeci, Salvatore Petrarchi, Giuseppe Rapida’, Nini Rizzo, Giovanni Stella, Salvatore Zappalà. Coordinazione critica di Alberto Abate.

(mAd)