Volevamo Spendere Molto Di Più!

Non è passata nemmeno una settimana dalla pubblicazione dell’avviso di vendita all’asta di parte del patrimonio immobiliare delle Terme di Acireale, ed è tutto un tripudio di appalusi per la triade dei liquidatori, che come novelli “Caronte” si apprestano a traghettare le Terme verso nuovi lidi.

Si, Caronte,  lo stesso nome che la Regione Sicilia ha dato al suo sistema informativo sugli appalti pubblici, un traghettatore di morti perché spesso i procedimenti amministrativi che la nostra regione partorisce sono proprio dei morti destinati a sprofondare nel nulla.

Nell’atto pubblico di vendita all’asta relativo al complesso alberghiero del Palace Terme e del Centro Polifunzionale si ripercorre attraverso le “carte bollate” la storia recente delle Terme di Acireale,  dalla scelta scellerata di far nascere la società per azioni a socio unico, con il preciso scopo di avere le mani libere per operazioni finanziarie ed assunzioni che la Regione imprenditrice poteva permettersi in misura maggiore della regione amministratrice. La costruzione del centro polifunzionale,  un centro di riabilitazione completo di piscine, palestre e tutto l’occorrente per accogliere un turismo sportivo e del benessere in trasferta, turismo mai arrivato in quanto il centro pur inaugurato non ha mai avuto un solo cliente, poi la costruzione del grande albergo delle Terme sorto sulle ceneri del pastificio Leonardi e che tra alti e bassi ha chiuso i battenti otto anni fa, per essere definitivamente consegnato ai vandali.

Dalla pubblicazione del bando di vendita, i complimenti sono stati trasversali a tutte le forze politiche ed ognuno rivendica una parte di successo, l’Onorevole Foti che si contende con l’Onorevole D’Agostino la redazione della legge salva-terme del 2016, quel provvedimento legislativo nato sotto la gestione Baccei in qualità di Assessore all’economia e ripreso da Armao nell’attuale Governo Musumeci, che autorizza la Regione a contrarre un mutuo milionario per riacquistare i beni finiti all’asta nel corso degli anni e che dà la possibilità ai comuni di predisporre un bando di gestione.

Tutti felici che finalmente la Regione possa spendere 13.000.000 € di fondi pubblici da “buttare” nel pozzo senza fondo delle Terme che grazie a quest’alchimia finanziaria, potrà riunire la proprietà e trasferirla al comune di Acireale, quel comune di Acireale noto per essere un ente pubblico  sempre attivo nella redazione di bandi  internazionali e particolarmente attento al rilancio del patrimonio pubblico della città.

Tra un complimento e l’altro nessuno trova spazio per chiedersi per quale motivo siamo arrivati al punto in cui siamo, nessuno si chiede se le gestioni commissariali precedenti abbiano delle responsabilità nell’aver dilapidato il patrimonio invece di curarlo nell’interesse della proprietà e dei creditori.

 Nessuno si chiede perché non si sia impedito ai vandali di asportare tutto quello che si poteva dagli immobili, distruggendo l’intero impianto elettrico dello stabilimento di S. Caterina privo di vigilanza e di un minimo di controllo, nessuno si chiede come siano stati spesi i 3.000.000€ di fondi europei che nel 2015 sono stati spesi per l’efficientamento energetico delle Terme, con impianti fotovoltaici, sostituzione di lampade ed adeguamenti sismici di strutture chiuse da anni, lavori fatti in pochi mesi e sui cui risultati operativi ci sarebbe sicuramente da discutere.

Niente, nemmeno una parola da parte dei nostri politici di città, tutti indistintamente felici di poter spendere ulteriori 13.000.000€ senza uno straccio di progetto industriale, senza interlocutori privati, senza aver prima recepito le norme nazionali sul termalismo e “vendendo” il successo dell’operazione finanziaria come il primo step del rilancio delle Terme, quelle stesse terme il cui parco  sarebbe dovuto essere restituito alla città, dopo la riapertura da parte delle associazioni , ed invece giace nell’incuria più totale pieno di erbe secche pronte a bruciare con la stagione estiva e con un parco giochi abbandonato da tre anni nonostante fosse stato ristrutturato gratis per la Città.

Applaudite, che il meglio deve ancora arrivare!