2025 Fuga dalla terra: che forma avrà la casa del futuro?

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2025 FUGA DALLA TERRA : CHE FORMA AVRÀ LA CASA DEL FUTURO?

Il tema dell’ architettura extraterrestre sembra oggi trovarsi al centro di innumerevoli dibattiti.
Beh si perché, visti i fenomeni climatici di proverbiale memoria Nostradamica e dal momento che ingegneri della NASA iniziano a parlare di viaggi su Marte finalizzati all’ insediamento delle prime colonie abitative, viene da chiedersi se tutto questo sarà fattibile oppure si tratta di pura fantascienza.
IMG_0749Diciamo che ,ad oggi, la conquista del Pianeta Rosso è ancora lontana e faticosa, se pensiamo di arrivare lì e trovare resort, strade, luoghi coperti dove poter abitare.
Ma, le sofisticate tecnologie attuali ci permettono di diventare degli ” autostoppisti con la propria guida galattica” sotto il braccio.
Diverse sono le idee e le soluzioni tecnico-scientifiche che ogni giorno vengono messe appunto per costruire forme abitative su Marte: dalle stampanti spaziali in grado di stampare interi edifici in 3D per estrusione allo studio della ricetta per un particolare cemento in grado di sposarsi con una sabbia ricca di zolfo come quella Marziana.
Entrambe le soluzioni rappresentano le più grandi ed ambiziose sfide per gli addetti ai lavori. Ma, questi argomenti non devono sembrar nuovi, perché già negli anni ’60, dopo lo sbarco sulla Luna, si sono accesi molti dibattiti su una possibile vita futura su un non meglio identificato pianeta.
Architetti ed artisti si cimentarono a proporre le proprie visioni futuristiche: basti pensare ai paesaggi fantasy e un po’ new age del disegnatore britannico Roger Dean, oppure alla famosa residenza “Chemosphere” dell’ architetto organico John Lautner, adagiata su un pendio roccioso quasi improponibile per la sua inclinazione vertiginosa.
Ed è sempre in quegli anni che si diffusero le idee di un gruppo molto visionario che influenzò il pensiero di un’ intera generazione di architetti, nonostante i loro progetti non videro mai IMG_0742luce: gli “Archigram”.
Gli Archigram, architetti di provenienza britannica, con le loro idee divennero portavoci delle visioni utopistiche-fantastiche dell’ era degli astronauti e dei progetti della pop art. Nei loro progetti di centri divertimento e caseggiati predominavano le forme gonfiabili che rimandavano all’ idea della tuta da astronauta.
Le loro città sembravano muoversi come giganteschi antropoidi ed avevano le sembianze di pianeti sconosciuti, mettendo così in discussione l’ idea di architettura durevole.
Per concludere, questi citati, sono stati esempi che, in un’ epoca in fase di sviluppo, sembravano essere fortemente utopici, ma hanno gettato, col senno di poi, le basi per gli attuali studi che fra 20 anni o poco più, forse vedranno luce.

Cristina Patanè