A Pennisi si torna in “piazza” con il Festival dei bambini

Si rianima la piazza di Pennisi grazie alle risate dei bambini. Grande sensibilità e intelligenza degli organizzatori del “Festival dei bambini”, che hanno deciso di organizzare la IV edizione nella frazione di fronte alla chiesa simbolo del terremoto di Santo Stefano. L’intento è stato quindi duplice: restituire a Pennisi la dimensione di comunità e riportare al centro del dibattito cittadino i problemi e i disagi che le famiglie delle frazioni colpite dal sisma stanno continuando a vivere.

La giornata è organizzata dalle associazioni culturali “Coriadolata” e “Giocanimazione”, dal CSVE di Acireale e ” Forza Intervento Rapido” e con il patrocinio del comune di Acireale .

Il presidente dell’associazione ” Coriandolata” Dario Liotta ha spiegato come in accordo con tutti, si sia deciso di di regalare una giornata di puro divertimento ai bambini di Pennisi e inoltre, di sostegno alle famiglie e alle attività commerciali del luogo che stanno soffrendo questa situazione. Per questo il CSVE ha messo a disposizione anche dei bus navetta gratuiti.
Sono tante le associazioni coinvolte attivamente nel progetto: C.A.I. Alpinismo giovanile, C.S.I. Acireale, Comitato per Pennisi, ARCA Riposto, Avesci, Consulta della Cultura e Nivarata. Unite dall’unico scopo di condividere una giornata all’insegna della leggerezza e del divertimento attraverso laboratori ludici e culinari.

Nello stand del Comitato per Pennisi è esposto il progetto della scuola che da settembre dovrebbe accogliere i bambini della frazione, spiega il presidente Giuseppe Zappalà: «Abbiamo accolto con piacere l’evento, perché vogliamo far rivivere la comunità, che si è dispersa e vogliamo dare un segnale di vivacità grazie ai bambini e all’energia degli organizzatori. La vita si è un po’ allontanata da Pennisi. Stiamo provando con difficoltà a riportare la comunità, tante persone si sono dovute allontanare, ma pian piano dobbiamo tornare alla normalità. Faremo altre attività proprio per restituite il territorio alla comunità. Il primo obiettivo è far ritornare la scuola, a settembre vorremmo dotare la frazione di una struttura prefabbricata e oggi stiamo dando visibilità al progetto. Il nuovo anno scolastico deve ripartire a Pennisi. Supportati dall’amministrazione comunale, dal dott. Scalia, dalla dirigente scolastica siamo riusciti a far approvare il progetto dalla Protezione civile. L’obiettivo successivo sarà installare una struttura che possa sostituire la nostra chiesa».

Stamattina era presente anche il sindaco Stefano Alì, che ha dichiarato:«E’ importante che Acireale si renda conto che c’è gente che ha perso la casa, non c’è una particolare attenzione da parte della città, nell’immaginario collettivo il tema terremoto non so quanto pesi. Le frazioni sono state maggiormente colpite, in centro non abbiamo ogni giorno sotto gli occhi il problema, ma dobbiamo avere il senso della comunità. Attrarre la città oggi qui è importantissimo. Qui c’è il problema della scuola ad esempio, il Comitato per Pennisi oggi sta esponendo il progetto che stiamo portando avanti e anche la città va coinvolta dato che stiamo decidendo del futuro del territorio. L’emergenza adesso è la demolizione e la messa in sicurezza. Abbiamo un ufficio di protezione civile che da lunedì sarà implementato con tre nuovi ingegneri a contratto. Dobbiamo dare risposte, dobbiamo essere veloci».

A supporto dell’iniziativa, realizzata anche grazie ai fondi raccolti il 6 gennaio durante una proiezione al cinema Margherita, era presente anche il consigliere comunale Fabio Fontanesca.

Il portavoce del Comitato dei terremotati, Salvatore Scalia, ha sottolineato il forte valore del Festival dei bambini: «Questa iniziativa serve a far sì che non si dimentichi e che anche Acireale si ricordi dell’esistenza delle frazioni che hanno avuto danni ancora visibili. E’ un momento di aggregazione che va al di là del disastro che si è verificato a Santo Stefano e serve anche alla gente di Pennisi per rimanere attaccati alla propria terra. Il rischio è che man mano, dati i tempi lunghi per la ricostruzione, ci si allontani e non ci si torni più».

L.C.