lunedì, Settembre 26, 2022
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Accorpamento del Gulli e Pennisi? Una riflessione del prof. Alfonso Sciacca

E dunque il Gulli e Pennisi, secondo quanto si dice e si sussurra, corre il serio rischio di essere accorpato ad altra scuola, perdendo di conseguenza la sua autonomia. Non è questo il momento di fare processi e di trovare i colpevoli. Per ora bisogna evitare questa iattura con tutti i mezzi e con lo sforzo congiunto di tutta la politica acese. Si tratta di una autentica iattura.

La società acese non può permettersi, in questi tempi di decadenza culturale, di perdere la scuola che per più di 130 anni ha formato le sue giovani generazioni. Le ha formato al bello, al giusto, al buono, alla socialità. Ė come perdere una parte, e la più consistente, della sua storia. La società acese non può restare indifferente. Ed in particolar modo chi la rappresenta politicamente.

Il Gulli e Pennisi è stato accanto alla sua città almeno in quattro importanti periodi. Ai tempi della sua istituzione, perché chiamato a rappresentare la laicità della cultura, e la sua dignità. In secondo luogo nel corso della grande guerra, quando esso, il Liceo, seppe educare all’amore verso la patria tanti giovani che partiti per il fronte non ne tornarono più. Ed è proprio per la sacra memoria di questi giovani, tuttora esempio di quelli della nostra età, che il Liceo Gulli e Pennisi deve continuare a vivere. Poi vennero i tempi della ricostruzione morale e politica dopo quelli tristissimi del fascismo.

Ed anche allora il nostro Liceo con grandi docenti seppe guidare i suoi giovani allievi alla palingenesi del tessuto culturale di Acireale. In quarto luogo, nel Sessantotto, guidato da un grande preside (del quale sembra che si sia perduta troppo presto la memoria) il Liceo seppe interpretare alla grande il suo ruolo di guida sicura per quei giovani, governandone con saggezza i giusti fermenti rivoluzionari. Ci sarebbero altri momenti, sui quali taccio perché riguardano i tempi della mia presidenza.

Ma già c’è tanto perché la città si svegli e reclami con fermezza il suo sacrosanto diritto di non perdere la più prestigiosa fucina culturale. Almeno una tregua di un anno. Durante il quale il Gulli e Pennisi con lo sforzo di tutti, dico di tutti, sappia ritornare ad essere il faro più illuminato della città.

(Prof. Alfonso Sciacca)

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