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lunedì, Luglio 15, 2024
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HomeCronacaAcigreenway - la Gestione e la Coibentazione

Acigreenway – la Gestione e la Coibentazione

Dopo vari mesi dall’ultimazione dei lavori di realizzazione della pista ciclabile Acigreenway, torniamo a percorrere il vecchio tracciato ferroviario, ancora in attesa di libera fruzione.

Si, perche’ dopo svariati mesi necessari per la realizzazione del nuovo tracciato, alcune centinaia di migliaia di euro spesi, una proroga e l’inevitabile ritardo dovuto alla pandemia, il tracciato e’ ancora chiuso al pubblico, ed esattamente come avveniva negli ultimi 40 anni , occorre entrare “abusivamente” .

L’amministrazione Ali’ infatti, ha scelto la strada della gestione privata, pubblicando un avviso ampiamente criticato dal mondo dell’associazionismo e con un capitolato oneri, abbastanza impegativo per il futuro gestore che dovrebbe occuparsi per cinque anni della pulizia, della manutenzione ordinaria, della sicurezza e della vigilanza, il tutto per un apertura minima di 3 giorni settimanali .

Nella “vision” dell’amministrazione quella che a tutti sembra una pista ciclabile suburbana, sarebbe una specie di parco lineare da aprire per il weekend per far fare due passi ai bambini o smaltire il pasto domenicale, difficile spiegarlo al cicloturista danese che di martedi’ si presentera’ al cancello sud, quello nord sara’ sempre chiuso, che pensando di trovarsi su un percorso ciclabile si accorgera’ di essere alla “villa“.

Non e’ chiaro come farebbe il futuro gestore a rientrare dei costi di gestione con almeno un paio di persone che aprono e chiudono e che si dovrebbero occupare di vigilare tre chilometri di Timpa, pulire, disboscare, ecc. Il percorso infatti non prevede un biglietto ed il noleggio delle bici o un improbabile chiosco dalle improbabili autorizzazioni, non riuscirebbero,secondo alcuni, a generare profitto.

Lo abbiamo chiesto all’unico partecipante al bando di gestione, il tour operator Wishing Siciliy srl di proprieta’ della famiglia Inferrera che si occupa di turismo in Sicilia.

Contattato da Fancity Acireale ci comunica che :” Al momento l’aggiudicazione non e’ definitiva, aspettiamo che il Comune ci sottoponga il contratto” — continua Enzo Inferrera :” siamo guide turistiche e ci occupiamo di turismo… stiamo analizzando i costi in attesa di avere maggiori informazioni, per sostenere economicamente il progetto, sempre sia possibile, vorremmo realizzare i bagni, il chiosco ed il noleggio bici.”

Auguriamo al probabile futuro gestore i migliori auguri, anche se normalmente, l’analisi dei costi di un progetto si fa prima di partecipare alla gara e non prima di firmare il contratto, in attesa di leggere il contenuto della loro offerta tecnica continuiamo la nostra passeggiata ” abusiva “.

A circa meta’ del percorso e dopo aver salutato ed incontrato tanti escursionisti in bici ed a piedi, che magari avrebbero preferito fare due passi nel loro percorso ciclabile senza rischiare di scivolare per entrarvi scavalcando una recinzione, troviamo una gran quantita’ di polistirene per coibentazione.

Pare che infatti l’edificio in costruzione proprio sopra il tracciato, abbia “smarrito” numerose lastre di coibentazione del tetto che si trovano sparse in piena riserva sul tracciato.

Questo edificio, sulla cui realizzazione i social hanno scritto a lungo, sorge sul tracciato ed e’ oggetto di lavori di ristrutturazione e forse di ampliamento, sulla cui compatibilita’ urbanistica non esprimiamo alcun parere, ci limitiamo a raccogliere le lastre insieme ad altri ciclisti “abusivi” ed posizionarle ai lati del tracciato in attesa che il nuovo gestore si metta all’opera.

Certo che essendo in piena zona A della riserva vedere pilastri in cemento e grandi volumi su pendii fortemente inclinati ci induce ad avere qualche dubbio, che l’ente gestore diretto dal Dott. Piccinini dell’Azienda Forestale Regionale, sempre attento al controllo della riserva, riuscira’ sicuramente a fugarci, in fondo non si tratta di 150 pecore che scorazzano abusivamente in zona A in contrada Gazzena da quarant’anni, ma solo di qualche lastra di polistirene.

Fabio D’Agata

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