Acireale Calcio: il pagellone di fine anno

BIONDI 6: Arrivato in estate dalla Sicula Leonzio e dopo aver disputato la scorsa annata tra le fila del Gela, nella prima parte di stagione è protagonista di grandi interventi che spesso salvano la baracca granata. Col passare delle giornate, però, il suo rendimento è altalenante, alternando di fatto grandi prestazioni ad errori banali. Di certo è uno dei protagonisti dell’impresa di Bari, quando nel match del “San Nicola” si rese protagonista di una miriade di interventi miracolosi, arrendendosi poi solo allo strepitoso stacco aereo di Iadaresta. Per lui anche la gioia di un rigore parato, precisamente contro la Cittanovese sul parziale di 1-0 per i granata, intervento che proiettò l’Acireale verso la vittoria di quella gara.

AMELLA 6: Accasatosi all’Acireale nel mercato invernale, dopo una prima parte di stagione nel Città di Messina, viene relegato al ruolo di vice Biondi trovando comunque il proprio spazio. Per lui ben 8 presenze facendo intravedere buone qualità.

CAMPANARO 7,5: Dopo diverse stagioni passate tra le fila del Gela, in estate passa all’Acireale dove con umiltà e con personalità da leader, fin dalle prime battute fa capire di che pasta è fatto. Inizia da terzino destra sotto la gestione Breve, prima che quest’ultimo lo sposti definitivamente nel ruolo di difensore centrale. Alla fine sarà protagonista di una stagione sontuosa che gli vedrà racimolare addirittura 8 reti stagionali, molte delle quali da attaccante navigato. Il tutto oltre ad un rendimento di sicura affidabilità che lo consacrano come uno dei migliori difensori della categoria.

GAMBUZZA 7,5: Una brevissima parentesi con la maglia della Palmese prima del passaggio al fotofinish del mercato estivo all’Acireale. Nonostante la prima parte di stagione dei granata non lasciasse presagire nulla di buono, fin da subito si distingue nel rendimento che lo porta a giganteggiare contro qualunque attaccante avversario, facendo capire il perchè di tanti anni nel professionismo. Impressionante nel gioco aereo e nella capacità di lettura negli uno contro uno, si consacra come uno dei difensori più forti che abbiano vestito la maglia granata dal 2006 ad oggi. Per lui anche la gioia del gol nel pirotecnico 3-4 di San Cataldo. Alla fine sarà uno degli idoli della tifoseria acese, forgiandosi anche del prestigioso riconoscimento di miglior difensore della categoria.

IANNO 6,5: Il suo rendimento è una media tra il 6 della prima parte di stagione ed il 7 di un grandissimo girone di ritorno. Classe 2000, l’inizio dell’ex Reggina è un po timido limitandosi spesso al semplice compitino sulla fascia. Nella seconda parte di stagione, però, acquisisce la sicurezza necessaria ed inizia a macinare chilometri su chilometri sulla corsia di destra, diventando nel giro di poco tempo uno dei migliori under del girone. Ottime qualità tecniche, capacità di corsa e senso della posizione: tutto ciò che serve al terzino moderno del calcio attuale.

TALOTTA 6,5: Inizia da mezzala sinistra nel 4-3-3 disegnato da Breve, poi, data la sua intelligenza tattica, la corsa e l’ottimo mancino, viene spostato nell’inedito ruolo di terzino sinistro. Nonostante sia adattato, la sua è una crescita costante che lo porta ad essere titolare inamovibile nello scacchiere granata. Come per tutti gli altri, anche se per lui non arriverà la gioia del gol, resta il ricordo di una monumentale prestazione al “San Nicola” di Bari.

RAUCCI 6: La semplice sufficienza non è dettata dal valore del giocatore, ma dall’utilizzo limitato “imposto” da determinati regolamenti. Arrivato nel mercato dicembrino dal Bisceglie, mostra di essere un giocatore di caratura superiore già dal suo esordio, mostrando un mancino dolcissimo oltre ad una sicurezza da veterano. Classe ’97, purtroppo per lui la regola degli under non gli permette di imporsi con continuità, ma nonostante ciò si ritaglia il ruolo di 12esimo titolare.

DI PASQUALE 5: Nonostante le ottime qualità fische ed atletiche, il classe 2000 non riesce mai ad imporsi nel corso della stagione.

PANTO S.V.

DADONE S.V.

SIDIBE 6: A gennaio arriva in prestito dalla Sicula Leonzio e fin da subito fa capire di essere un elemento di assoluto valore tattico ogni qual volta venga chiamato in causa. Dopo un ottimo inizio, purtroppo uno sfortunato infortunio lo costringe ad uno stop forzato di varie settimane, prima di tornare in campo nel finale di stagione.

APRILE 6,5: Complice un continuo ballottaggio tra lui e Tramonte ad inizio stagione, nella prima parte non trova la continuità di rendimento giusta per emergere. Con l’arrivo in panchina di Romano, invece, il giovane Aprile diventa a tutti gli effetti uno degli elementi fondamentali dell’undici granata, crescendo a vista d’occhio partita dopo partitia. Mediano principalmente di quantità, alla capacità di recuperare palloni dai piedi avversari unisce anche una discreta qualità. A condire una stagione di per sè importante sul piano delle prestazioni anche due reti, entrambe decisive contro Roccella e Portici.

MAZZONE 6,5: Anche lui arriva nel mercato invernale, conquistando a suon di prestazioni la maglia da titolare nel cuore del centrocampo. Centrocampista moderno, capace di abbinare ad un ottima intelligenza tattica anche qualità da palleggiatore. E’ lui, infatti, il primo regista della manovra granata. Elemento di assoluto valore per la serie D.

RUSSO 5: Da un giocatore dal curriculum così pesante ci si aspetterebbe molto, invece sul piano della prestazione non convince mai. Nonostante venga sorpassato nelle gerarchie dal suo Aprile-Mazzone, resta in granata anche nella seconda parte di stagione per garantire ad una squadra così giovane la propria esperienza all’interno dello spogliatoio.

SAVANAROLA 7: Acese tutto cuore e capitano vero, sotto ogni punto di vista. Tornato ad Acireale dopo un lungo girovagare durato anni ed anni, la sua è una stagione straordinaria. Nel corso dell’anno gioca un po ovunque, facendo valere le proprie qualità tecniche da categorie ben superiori, oltre che l’immensa personalità. Inizia da mezzala destra, ruolo che gli impone di giocare lontano dalla porta ma di fungere da vero e proprio catalizzatore di gioco. Sotto la gestione Romano torna nel ruolo a lui più congeniale, quello di trequartista, trovando finalmente anche la via del gol che tanto si abbina alle sue caratteristiche. Alla fine conclude la stagione con 5 reti e 2 assist: giocatore totale.

LENTINI S.V.

MADONIA 7,5: Se ami il calcio, ami Peppe Madonia. Dopo aver sognato per ben 8 anni il suo ritorno in maglia granata, in estate il matrimonio tra MARADONIA e l’Acireale diventa realtà. Se per i tifosi rivederlo equivale ad un sogno, per le difese avversarie si dimostra un vero e proprio incubo. Nonostante i 36 anni, le sue qualità tecniche ed il suo dribbling ubriacante restano da giocatore che nulla ha a che vedere con la serie D. Per lui saranno 6 le reti stagionali e addirittura 12 gli assist decisivi per i compagni. Una stagione straordinaria per il fantasista con la maglia numero 10, talento allo stato puro che lo consacrano senza se e senza ma come uno dei più forti ad aver vestito la maglia dell’Acireale negli ultimi 15 anni.

MANFRE’ 7: Classe ’99, ma una sfrontatezza da far paura. Basterebbe il pregevole affresco di Bari per spiegare la stagione del giovanissimo talento ragusano che, dopo un girone d’andata in cui non riesce ad emergere, nel girone di ritorno è semplicemente devastante. Dribbling da ala vecchio stampo, qualità tecniche fuori dal comune, poi gol, prestazioni e personalità da giocatore che farà parlare di sè. Sua la rete del definitivo 2-1 contro la Nocerina, dopo uno strepitoso stop a seguire. Suo il gol del 3-4 a San Cataldo e sempre suo il colpo di testa che fissa sul 2-0 il match contro la Cittanovese. Ne sentiremo parlare, di certo non in serie D, ma altrove e ben più in alto. Uno dei più forti, se non il più forte, under del girone.

MANFRELLOTTI 7,5: Semplicemente il Re Leone. La sua stagione inizia con tutti i dubbi del caso su un attaccante che, per un motivo o per un altro, in carriera non era mai riuscito ad andare in doppia cifra. Ma lo scetticismo presto, a suon di ruggiti, si trasforma in un lontano ricordo. Centravanti moderno, potente fisicamente e capace di fare reparto da solo, oltre che l’atteggiamento di chi per la propria squadra andrebbe anche in guerra. E’ lui la valvola di sfogo ogni qual volta la squadra abbia bisogno di respirare ed è lui a conti fatti il miglior marcatore granata a fine stagione. Ben 15 reti, tutte pesanti come macigni: le tre reti al Messina tra andata e ritorno, il gol al Gela, Sancataldese, Portici e tanti altri. Alla faccia di chi “si bravo Manfrellotti, ma segna poco….”.

LEOTTA 6,5: come per Raucci deve purtroppo fronteggiare la regola degli under che gli permettono di disputare solo 14 gare da titolare. Quando però gli viene data l’occasione di dimostrare il proprio valore, in campo è letteralmente una furia. In estate arriva dal Giarre, non risentendo minimamente il salto di categoria e a fine anno saranno addirittura 7 i sigilli stagionali, tra cui la bellissima rete contro il Bari. Classico giocatore che allenatori e tifosi vorrebbero sempre avere in squadra.

SANNA 5: Dopo aver impressionato tutti nel corso del ritiro estivo, la sua stagione sarà purtroppo condizionata dagli intoppi burocratici che ne ritardano il tesseramento. Resta fermo per 4 mesi, poi a gennaio finalmente l’esordio. Sia chiaro, le qualità tecniche dell’argentino sono fuori discussione, ma le poche occasioni concessegli dal tecnico Romano lo portano a non incidere praticamente mai.

SORBELLO S.V.

RUOCCO S.V.

BREVE 4: La bravura e la preparazione del tecnico sono indiscutibili, ma proprio per questo risulta inspiegabile una prima parte di stagione horror dei granata. Alla fine, dopo una serie di sconfitte consecutive, a novembre arriva l’esonero.

ROMANO 7: Subentrare in corsa non è mai facile, a maggior ragione recuperare una squadra mentalmente spenta. Lui lo fa, anzi lo fa benissimo, seppur a fine anno non arriveranno i tanto sognati play-off. Rigenera giocatori come Savanarola e Madonia e fa esplodere i giovani presenti in rosa. Della favolosa parte centrale della stagione dei granata c’è tanto del suo merito.