Acireale Calcio, Pagana si presenta: «Acireale rappresenta il massimo, un orgoglio essere qui»

Si è tenuta oggi, presso la sede ufficiale del club granata, la presentazione del nuovo tecnico Giuseppe Pagana. Queste le parole: «Una delle cose che mi ha convinto a scegliere Acireale è sicuramente la passione e l’amore per la maglia che i tifosi trasmettono. La società mi ha detto tutto ciò che è stato fatto per arrivare fin qui e credo sia stato fatto qualcosa di importantissimo, perchè se oggi l’Acireale è iscritto in serie D è soprattutto merito dei tifosi. Questo mi da grandi motivazioni. Per me non si tratta affatto di un ridimensionamento, anzi, per me è motivo d’orgoglio essere qui. Per questa categoria se l’Acireale non rappresenta il massimo, poco ci manca. Da parte mia, posso dire che darò sempre il massimo e che darò la vita».

IL NUOVO ACIREALE – «Non mi piace parlare di moduli, piuttosto preferisco parlare di caratteristiche. La mia squadra deve avere un’identità ben precisa: deve innanzitutto trasmettere senso di appartenenza, impegno e dedizione, senza aver mai paura di nessuno. Penso sempre che la vita vada vista con gli occhi degli altri. Calcisticamente parlando, guardando la vita con gli occhi del tifoso, questi pretendono che la squadra dia il massimo e che sputi il sangue per la maglia. L’obiettivo, quindi, sarà proprio questo. E’ ovvio che nel calcio non si può sempre vincere, ma se si da il massimo per raggiungere il risultato significa che si è una squadra importante e soprattutto si rende orgoglioso il tifoso».

SULLA SCELTA DI ACIREALE – «Quando mi è stata prospettata quest’idea ero a Coverciano per completare il mio percorso formativo. Fin da subito ho dato la mia disponibilità, a patto che si venissero a creare determinati presupposti. La base deve essere quella di creare una società forte che abbia non soltanto un presente, ma anche un futuro. Il loro intento è proprio quello di creare una società seria, che dia credibilità al tifoso. Non si può pensare di sbandierare obiettivi per poi ritrovarsi a marzo a pagare ancora problemi del passato. Ne vale il rispetto del tifoso, perchè una piazza come Acireale merita di avere un futuro davanti a sè. Oggi siamo qui, anche se un po in ritardo, dopo aver risolto ciò che sapete, e adesso siamo pronti per creare insieme qualcosa di importante».

LA PRESENZA DI CHIAVARO – «Devo dire che non ho mai avuto la fortuna di avere qualcuno che mi sponsorizzasse, come procuratori o quant’altro. Tutto ciò che ho fatto in carriera me lo sono guadagnato sul campo, sia da calciatore che da allenatore. Con Agatino ho già lavorato in passato, quindi mi ha conosciuto sia professionalmente che umanamente. La sua presenza è stata sicuramente importante come tramite. Poi ho scelto perchè Acireale è una piazza importante, con idee chiare e con voglia di riscatto, sia da parte mia che da parte loro. Per me allenare è una professione e come tale si aspira sempre al meglio. Se ad un pilota proponi una Ferrari, direi che il pilota sarà molto allettato…»

SUL GIRONE – «Come già detto, la nostra squadra non deve avere paura di nessuno, per cui deve essere ben costruita. Poi è normale che nel calcio esistono varie componenti, la più importante è quella legata ai risultati. Da parte mia posso garantire massimo lavoro e massimo impegno e anche nella scelta dei giocatori sceglieremo calciatori che quando scendono in campo daranno tutto per una maglia così gloriosa».

SUI NUOVI INNESTI – «Arriveranno 4-5 calciatori importanti per la categoria, a cui ho spiegato come Acireale non significhi un declassamento, ma un modo per rilanciarsi con una grande maglia».

SUL CAMPO – Il direttore Fasone spiega: «Parliamo ogni giorno, sembra che la volontà di iniziare ci sia, ma si ritarda sempre. Se questi dialoghi termineranno positivamente settimana prossima, speriamo di iniziare presto coi lavori. Vogliamo un manto erboso discreto e quanto meno presentabile».

In chiusura il direttore sportivo Chiavaro parla degli ormai prossimi calciatori granata: «Ad inizio settimana arriveranno Da Silva, Rizzo, Tuninetti, Diop, Joao Pedro e Marcos Paulo».

Giorgio Cavallaro