Acireale, cronaca di un Garante annunciato – II parte

L’Autorità Garante dei Diritti delle Persone con disabilità è una cosa seria.

E’ una figura professionale esperiente nel settore della tutela e della promozione dei diritti delle persone con disabilità. E’ un professionista, figura terza rispetto alle associazioni e alle istituzioni, ha un ruolo strategico per la difesa dei diritti, per la supervisione, la programmazione e l’elaborazione di politiche di integrazione e di inclusione sociale di tutti i cittadini con delle vulnerabilità e agisce a titolo gratuito. 

Acireale ne ha bisogno. Perché ogni giorno, tutti i giorni, i disabili, i loro familiari si scontrano con piccole e grandi problematiche serie e hanno bisogno di informazioni chiare e precise, hanno bisogno di sostegno e punti di riferimento qualificati.  Perché le barriere fisiche, burocratiche e culturali rendono sempre tutto molto complicato.  Perché non è sempre o quasi mai vero che i diritti e i servizi sono garantiti, e sono difficili da ottenere. Perché per tanti cittadini avere una figura che li sostenga e gli semplifichi le cose è urgentissimo.

Oggi abbiamo le idee più chiare sui motivi del ritardo per la nomina del Garante dei diritti delle persone con disabilità. Nulla che comunque giustifichi il tempo trascorso agli occhi di chi determinate problematiche le affronta quotidianamente.

 “Difficilmente si può giustificare il ritardo di un anno. Guardo negli occhi mia figlia e penso che non interessa un bel niente a nessuno. Niente garante, niente progetti inclusivi, niente partecipazione, poca programmazione, niente di niente. Inclusione declamata a gran voce, ma mai praticata concretamente.  Non ci sono alibi per chi nega il garante da un anno ai meravigliosi occhi di mia figlia e dei tanti altri ragazzi che attendono”, dichiara Nello Pomona, genitore di Chiara.

“E’ passato un anno e l’amministrazione non è stata in grado di nominare il Garante. Ricordo che lo scorso ottobre, all’indomani della nomina del Garante dei diritti dell’infanzia, il sindaco intervistato dalla stampa locale fece cenno alla questione e rispose che un mese in più di attesa non sarebbe stato un problema, invece è un problema, perché è passato un anno e l’amministrazione fa pensare alla città che si stia facendo una scelta politica e non umana,- dichiara Giulio Pugliatti, che si appella all’amministrazione-. Non mischiate i problemi della disabilità con le questioni politiche! Bisognava aprire subito un altro bando se c’era anche un solo dubbio sull’ incompatibilità”.

Torniamo alla questione. Perché Acireale non ha ancora il Garante dei diritti delle persone con disabilità?

Perché in testa alle domande selezionate c’è quella del dott. Riccardo Castro. Gli uffici comunali e il segretario generale pongono dei dubbi sull’incompatibilità, come riferito dal sindaco Alì e dall’assessore Fraschilla in aula martedì scorso, pertanto ci si appella all’Anac.

https://www.fancityacireale.it/wordpress2/acireale-cronaca-di-un-garante-annunciato/

Il pezzo mancante del puzzle, che dà in parte risposta a ritardi ed esitazioni, é che Riccardo Castro presenta ricorso.

Tengo molto a questo incarico, che sarebbe per me la prosecuzione del mio impegno, quindi ho presentato ricorso. Ho sentito il parere di un costituzionalista catanese, che ha smentito assolutamente la legge individuata dal segretario generale, affermando e scrivendo che la mia nomina è assolutamente possibile, – afferma Castro-. Nonostante il parere inequivocabile, il segretario ha voluto comunque chiedere conferma all’Anac, tuttavia è e sarà comunque il sindaco a nominare il Garante e quindi attendo fiducioso”.

Effettivamente, a riscontro di quanto dichiarato da Castro, esiste un atto dell’Anac che potrebbe già dare risposte chiare, se non ci fossero ulteriori ostacoli.

E’ la delibera n. 622  dell’8 giugno 2016, avente ad oggetto : “Richiesta di parere formulata dal Direttore del servizio giuridico istituzionale del Consiglio regionale del Lazio in ordine all’applicabilità delle disposizioni del d.lgs. n. 39/2013 al Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà. Fascicolo n. 571/2015”, in cui si legge “Il Garante, pertanto, non è un organo regionale, né è un ente pubblico, né tanto meno è un incarico amministrativo di vertice. Non può, quindi, annoverarsi tra gli incarichi “amministrativi” che sono oggetto delle disposizioni del d.gls. n. 39/2013”. 

Le conclusioni dell’atto sono le seguenti “Attesa la particolare natura e le funzioni esercitate da tali organi di garanzia, il carattere fiduciario della nomina, delibera la non applicazione a tali figure delle ipotesi di inconferibilità/incompatibilità di cui al decreto legislativo n. 39/2013, nei sensi in cui in motivazione”.

https://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=6525&fbclid=IwAR1aYAy1CkuSz-SgYHwPqsVKvl5RTw-y0x3W_MESlyD2B8y5keba1Rs0Kng

Non sappiamo se e quanto l’amministrazione attenderà per prendere una decisione, ma nel frattempo abbiamo sentito l’assessore alle politiche sociali Palmina Fraschilla: “Prendo atto di questa delibera e la sottoporrò subito all’attenzione del sindaco, a lui toccherà comunque affidare l’incarico, degli uffici e del segretario  e nel caso in cui non esistano situazioni ostative spero si possa procedere. Nessuno più di me, essendo già stata Garante, vuole che questa figura sia nominata al più presto”.

(L.C.)