Acireale, la Città della Precedenza alle Auto

di Francesco Licciardello

La foto in basso rappresenta la rete ciclabile nel centro di Acireale evidenziata nel PGTU. Questa foto è stata mostrata pubblicamente dall’Assessore Carmelo Grasso, era presente l’Assessore Di Prima, in un evento pubblico nel mese di luglio all’associazione Costarelli, per parlare della Ciclovia della Magna Grecia. Come si vede il percorso da sud a nord della città interessa un tratto in condivisione con l’unica corsia riservata ai bus in via Vittorio Emanuele, con annessa Zona 30. D’altra parte nel piano è prevista l’inversione di marcia di via Galatea e mai si parla della cancellazione della corsia dei bus.
All’improvviso scopriamo che la corsia dei bus oggi non è più valida; con due ordinanze firmate dal Comandante dei Vigili Urbani viene vietato il transito dei mezzi pubblici nella direzione sud-nord; di conseguenza con la comparsa del divieto d’accesso si vieta il transito a tutti i mezzi, compresi quelli di soccorso. Leggendo il PGTU si parla spesso di un collegamento tra la stazione e il centro con i mezzi pubblici; viene citato anche il parcheggio scambiatore Pennisi con collegamenti rapidi attraverso mezzi di trasporto collettivi su corsie preferenziali. D’altra parte il Trasporto Pubblico Locale per essere efficiente, rispettare gli orari, deve basarsi su corsie riservate; quanto più lo si fa circolare assieme alle auto, tanto più perde di significato soprattutto in ambito urbano. Lo hanno capito città come Catania, dove si è riusciti ad eliminare un’intera fila di stalli auto in viale Vittorio Veneto, per dare spazio alla linea veloce BRT. Il Sindaco di Siracusa ha chiesto e ottenuto ben 9 nuovi bus dalla stessa azienda che garantisce il servizio urbano ad Acireale, oltre all’acquisto di navette elettriche comunali. Dovremmo chiederci tutti i pendolari che ogni giorno prendono il treno alla stazione di Acireale tra mille difficoltà, se il problema del rispetto degli orari del mezzo pubblico non sia dovuto proprio alla poca considerazione che viene data per garantire la precedenza con corsie riservate.
Sostituire l’unica corsia riservata ai bus con stalli auto va contro le più elementari regole di mobilità sostenibile, contro l’ambiente, contro la vivibilità. Rimango esterrefatto dalle ordinanze firmate dal Comandante Molino sulle motivazioni che hanno portato a questo intervento: si giustifica con il PGTU (tra l’altro ancora non approvato)che per questo tipo di strada prevede una larghezza minima della corsia dei bus, ma allora mi chiedo come mai in altre città come Roma, Catania ci sono nei loro piani misure inferiori in alcune situazioni; si fa riferimento a mancanza di spazi per i pedoni, senza considerare la possibilità di protezioni laterali o il fatto che il PGTU preveda una zona 30; si cita un miglioramento della vivibilità e dell’ambiente, quando sappiamo che inserire stalli di parcheggio in centro vuol dire attrarre più automobilisti che non è detto che riusciranno a parcheggiare ma porteranno solo maggiore congestione; si dice anche che nonostante ci siano state delle misure repressive con lo strumento dello street control la permanenza dei veicoli acuisce le criticità.
Quindi il risultato è quello di cedere alla richiesta di un gruppetto di commercianti della zona per eliminare la corsia degli autobus e sostituirla dal lato opposto con stalli auto.
Ognuno di noi penso che in questa città abbia delle responsabilità, non solo gli amministratori, le associazioni, anche i cittadini e i commercianti.
Si parla di studi, pianificazione, costati fior di quattrini e poi ci accorgiamo di fare il contrario. Non riuscire a mantenere l’unica corsia riservata ai bus, dirottare il servizio pubblico su via Galatea, una delle strade più strette e congestionate della città, è una sconfitta, un danno alla comunità privata di servizi efficienti, una grave responsabilità.
Qualcuno invoca sui social l’intervento di grandi urbanisti stranieri per progettare aree pedonali in città; mi chiedo se già ignoriamo gran parte di quello che c’è scritto nel PUM, PGTU e altro, abbiamo difficoltà a far rispettare un divieto di sosta e fermata, dove dobbiamo andare? Questa è la città inclusiva e accessibile che vogliamo?
Sinceramente mi sono stancato di questo paesone. Ho avuto la fortuna di ritornare in Sicilia dopo anni trascorsi in Veneto ma adesso credo stia maturando in me il desiderio di lasciare questa città a cui tanto ho creduto. Purtroppo non sono il primo, già qualcuno mi ha preceduto.
Sento spesso invocare le dimissioni di questa amministrazione; aggiungo quelle del Comandante dei Vigili ma anche i vertici della confcommercio locale. Personalmente dichiaro pubblicamente le mie dimissioni da referente della sezione FIAB Acireale.

Francesco Licciardello