Acireale, le cartoline RAI e la realtà

ACIREALE – Arriva la RAI che mostra alcune “cartoline” della nostra città per il programma “Paese che vai” condotto da Livio Leonardi. Si inizia con una gran “dronata” su piazza Duomo, poi il conduttore gira felice in bicicletta sulla piazza; unico angolo possibile senza dovere “condividere” il percorso con automobili e autobus.

Livio Leonardi conduttore del programma Paese che vai in onda su RAI1

Si da il via al tour con una ricostruzione storica del nome della città, dal pastorello Aci e la ninfa Galatea a Polifemo e la sua gelosia omicida. Poi la piazza considerata “lo specchio di una fiera rinascita” dopo il terremoto del 1693. Livio Leonardi ci racconta dei mascheroni barocchi nei palazzi di corso Umberto e a Palazzo di Città, definiti “simboli di prestigio” atti ad allontanare il male. Una carrellata sui magnifici carri in cartapesta del nostro carnevale e poi “sulle tracce del barocco acese”. E via con “dronate” d’autore.

Acireale vista dall’alto è certamente bella, scendendo giù, tra i comuni mortali, la storia cambia e il degrado fa capolino tra mascheroni ed erbacce.

Dopo vertiginosi sorvoli Livio Leonardi ci porta ad Aci Castello, resto perplesso e attendo con interesse di vedere come prosegue il “viaggio”. Il percorso ci riporta al Duomo e più precisamente a Palazzo di città, ed è ancora storia del nome della città e dello stemma. “Città amplissima e fedela al Re” e non poteva essere altrimenti. Ed ancora si ritorna su Aci e Galatea e la loro storia cantata da Ovidio. Tra un passo ed un altro e dentro la leggenda del pastorello e la ninfa ecco che ci ritroviamo nel corridoio centrale della villa Belvedere. Corridoio centrale e basta perchè tutto intorno è solo degrado e transenne e la statua di Aci e Galatea costretta in una “gabbia” interdetta al passaggio. Livio Leonardi è comunque davanti alla stuatua di Aci e Galatea e mentre racconta di Polifemo che scaglia “un masso di lava” vorrei sugggerire che oltre a colpire Aci ha fatto saltare alcune dita a Galatea; diciamo danni collaterali mitologici.

Il bravo Livio Loenardi ci porta poi, alla biblioteca Zelantea e la “carrozza” mostra tutta la sua bellezza artistica. E’ la splendida berlina di gala del senato acese realizzata nel 1784 dal maestro Antonino Fisichella. Si “drona” ancora per atterrare nella Basilica di San Sebastiano. Splendida e divorata dal traffico. Le immagini della festa di San Sebastiano, come sempre, mi commuovono e, allo stesso tempo, mi addolorano pensando che quella piazza dovrebbe essere subito liberata dal transito delle auto e regalata, in tutto il suo splendore, ai cittadini e ai visitatori. Si torna al Duomo davanti alla chiesa dei SS. Pietro e Paolo e, dopo il pistacchio, Livio Leonardi ci porta alla Cattedrale. Le immagini delle principali chiese acesi affrescate da Paolo Vasta sono splendide, un piacere vederle e rivederle. Superbe le immagini del raggio di sole che si posa sulla meridiana. Il tour finisce con la sequenza dei nomi con cui è stata chiamata la città. Ancora una spruzzatina di “drone” e via con la sigla.

Bella Acireale vista dall’alto, splendide le sue chiese e il suo barocco ma le cartoline restano tali quando tutto intorno è assenza di decoro e vivibilità. Tanti acesi si sono emozionati vedendo le immagini trasmesse da “Paese che vai”, tanti altri sono rimasti in silenzio sapendo che non tutto quello che si vede è, perchè non tutto splende nella terra di Aci e Galatea, nella terra del silenzio e della cementificazione.

(mAd)