Acireale, licenziati quindici dipendenti comunali. E’ storia.

palazzo-di-cittàUna premessa indispensabile.  In una situazione complessa come questa è corretto tenersi  lontani dalla questione giudiziaria. La Giustizia farà il suo corso e accerterà eventuali responsabilità oppure l’innocenza di quanti saranno, se lo saranno, rinviati a giudizio.  Fino ad oggi e fino a sentenza definitiva, qualora si celebri un processo, tutti sono innocenti, perché il garantismo è un valore altissimo che indica una sola strada: quella di credere nello Stato di Diritto, di credere nella Magistratura, di rispettare le sentenze senza anticiparle e senza urla da forcaioli. Altra cosa è la questione politica.

La dinamica politica dei fatti può essere analizzata con serenità e, soprattutto, senza indossare casacche che, spesso, puzzano di sudore. L’amministrazione Barbagallo, ha prodotto (attraverso la commissione disciplinare) un atto che è un’assoluta novità nella storia politica acese. E’ un dato eclatante ed è notizia forte il licenziamento dei quindici dipendenti comunali che, secondo la commissione disciplinare, hanno meritato questo atto così impegnativo e così importante per la vita delle persone coinvolte e per i familiari.  La sanzione inflitta dalla commissione disciplinare è, quindi, assolutamente autonoma e distinta da quella giudiziaria ed è un percorso concluso e in attesa di probabile ricorso da parte dei dipendenti licenziati. E’ un fatto storico.

Un fatto che dimostra come all’interno dell’Ente acese sembra esserci la necessità di riportare la catena di comando così come stabilita dal legislatore è un dato su cui l’amministrazione comunale ha dovuto impegnarsi e sta continuando a farlo con i mezzi che la legge mette loro a disposizione.

Sempre tenendomi lontanissimo dalle questioni giudiziarie e sempre rimanendo nell’ambito politico è plausibile affermare che azioni di questa portata ci lasciano delle domande. Quanto peso ha l’apparato burocratico ai fini di consentire una buona ed efficiente amministrazione della città? Come si governano seicento dipendenti pubblici che sono, di fatto, un organico paragonabile a quello di una grande azienda? Da queste situazioni di tensione tra politica di governo e burocrazia come se ne esce?  Insomma sono domande a cui si potrebbe rispondere solo con la sfera di cristallo ma anche tentando una proiezione futuribile.

Di fatto possiamo affermare che l’amministrazione Barbagallo non si è mossa, sin dal primo momento, dalla linea dura. Prima sospensione e poi licenziamento sono atti che vogliono dimostrare fermezza nei confronti dei dipendenti ritenuti non efficienti, infedeli o altro. Questi segnali così forti possono essere da monito nei confronti di chi ha, eventualmente,  immaginato l’Ente come un semplice erogatore di stipendio? Forse si, forse.

In ogni caso la determinazione dell’amministrazione Barbagallo nel prendere decisioni così importanti non può essere annoverata come ordinaria amministrazione ma come un dato che mai si era visto prima nella città tranquilla e felicemente assopita all’ombra dei campanili.

(mAd)