Acireale, ospedale covid. E’ scontro tra il sindaco Alì e l’assessore regionale alla salute Razza. Cronologia e dichiarazioni dei politici intervenuti al dibattito

ACIREALE – Appena saputa la notizia che l’ospedale di Acireale sarebbe diventato “ospedale covid” si è aperto un dibattito aspro tra i cittadini, i sindaci, gli onorevoli acesi regionali, ex consiglieri provinciali, ex sindaci e l’assessore alla salute Razza.

Tutto ha avuto inizio la mattina presto di ieri (25/10/’20) quando il sindaco di Acireale Alì nella sua pagina social ha scritto: “Pessima scelta da parte della regione Sicilia, in una riunione convocata ieri sera dall’assessore regionale alla salute hanno deciso che l’intero ospedale di Acireale verrà convertito a ospedale COVID”. Si scatena il dibattito sui nostri canali social. Tanti cittadini si dicono indignati motivando la loro rabbia con le motivazioni che vanno dalla necessità di poter accedere al pronto soccorso e di essere curati anche per patologie non attinenti al coronavirus.

Successivamente abbiamo contattato l’on. Regionale Nicola D’Agostino che senza mezzi termini ha confermato la bontà della scelta di far diventare il nosocomio acese in ospedale covid stigmatizza le parole del sindaco di Acireale affermando che “… il sindaco di Acireale, che non ha idea di cosa sia la responsabilità istituzionale e conferma di dimostrare tutta la sua inadeguatezza (non solo in Sanità) nel rivestire la carica di sindaco”.

Poi arriva la posizione dell’on. Regionale Angela Foti che, tra l’altro, ha scritto: “Quello che conta adesso è non creare disagi e paure in una popolazione già provata ed impaurita per il futuro. Comprendo le contingenze e che oramai il contagio è tristemente fuori controllo. Bisogna prepararsi al peggio ma lo ripeto, bisogna non far mancare servizi sanitari essenziali ad un bacino di cittadini amplissimo, quale è la popolazione servita dall’ospedale di Acireale”.

Interviene il sindaco di Aci Catena Oliveri che ha dichiarato: “… che si arricchisca la struttura per soggetti affetti da covid può avere un significato, nello specifico uno al massimo due padiglioni, tenendo aperti gli altri reparti”. Ed il sindaco di Aci S. Antonio Santo Caruso. “una decisione che cade sulle teste di diverse centinaia di migliaia di utenti senza aver consultato gli Enti che gravitano intorno alla struttura, senza aver sentito i sindaci, senza aver ascoltato le necessarie esigenze della popolazione della zona attraverso i loro rappresentanti istituzionali”.

Alle voci e alle prese di posizione si sono aggiunte anche quelle degli ex consiglieri provinciali Santo Primavera e Gianluca Cannavò che hanno rigettato la possibilità della trasformazione in ospedale covid del nosocomio di Acireale. Gianluca Cannavò ha anche invitato i sindaci coinvolti a manifestare in piazza il loro dissenso. Si unisce al coro del dissenso anche l’ex sindaco di Acireale Nino Nicotra che ha scritto: “Già l’ospedale Santa Marta e Santa Venera di Acireale ha enormi carenze, addirittura adesso lo si vuole confinare, significa che andiamo a creare un disservizio totale, assoluto nel comprensorio delle Aci. A mio avviso è come chiuderlo!”. Segue un comunicato del PD acese in cui si afferma: “Ancora una volta il presidente Musumeci e l’assessore Razza dimostrano inadeguatezza e pressapochismo nella gestione della sanità siciliana…”

La querelle non è ancora conclusa, l’assessore regionale alla Salute Razza dichiara a Live Sicilia. “Leggo con stupore una nota del sindaco di Acireale, che evidentemente vive sulla luna. In Sicilia esistono non uno, ma due ospedali Covid che si avviano a una totale conversione. Ma evidentemente nella sua inadeguatezza manifesta, il sindaco non si rende conto che un fabbisogno di duemilacinquecento posti letto non si fa in due ospedali… Trovo inaccettabile che un amministratore pubblico ignori che ci sono centinaia di persone che devono essere curate. E tutti vorrebbero farlo altrove, purché non sia interessato il proprio nosocomio. È un modo di amministrare indegno”.

Lo scontro è aperto ma la decisione sembra proprio sia stata già presa anche se il sindaco di Acireale Alì ha sollecitato la convocazione di un consiglio comunale per dibattere sulla questione. Ha affermato il sindaco di Acireale: “Ho chiesto al presidente del consiglio di convocare con assoluta urgenza un consiglio comunale sull’argomento, e chiedo a tutti i sindaci del comprensorio di attivarsi per bloccare questa scelta assurda”.

Infine, nella serata di ieri, arriva una nota a firma di Angelo D’Anna – Sindaco di Giarre, Enzo Caragliano – Sindaco di Riposto, Luigi Messina – Sindaco di Mascali, Sebastiano Nucifora – Sindaco di Fiumefreddo di Sicilia, Salvatore Puglisi – Sindaco di Linguaglossa, Giuseppe Intelisano – Sindaco di Calatabiano, Ignazio Puglisi – Sindaco di Piedimonte Etneo, Antonio Camarda – Sindaco di Castiglione di Sicilia, Giuseppe Nicotra – Sindaco di Sant’Alfio e Alfio Cosentino – Sindaco di Milo. Nella nota i sindaci affermano che sono disponibili “ad attrezzare l’ospedale giarrese per fronteggiare l’emergenza” e danno “pieno sostegno ai sindaci dell’acese per evitare la paventata totale conversione a covid hospital della struttura sanitaria”.

(mAd)