Acireale ospedale covid? Si, ma progressivamente

ACIREALE – Ieri sera (31/10/2020) riunione fiume nella chiesa di Loreto tra i sindaci Oliveri (Aci Catena), Alì (Acireale), Caruso (Aci Sant’Antonio), D’Anna (Giarre), Messina (Mascali), Cosentino (Milo), Puglisi (Piedimonte), Caragliano (Riposto), Greco (Santa Venerina) e Leonardi (Viagrande), insieme all’assessore regionale alla Salute Razza, gli onorevoli D’Agostino e Foti, i vertici dell’ASP, il prof. Cacopardo (componente del comitato tecnico scientifico). L’incontro è stato mediato dal vescovo di Acireale Raspanti.

Niente di quello che era già abbondantemente previsto e pubblicato è stato aggiunto alla risoluzione che è stata determinata dall’incontro. Unica novità la possibilità di lasciare un “punto nascite” all’interno dell’ospedale acese, argomento proposto dal sindaco Alì e, al momento, liquidato con un classico “vedremo, valuteremo”.

Andiamo ai fatti ampiamente previsti e annunciati da giorni dalle nostre pagine e confermate dall’on. D’Agostino nella nostra intervista del 29 ottobre.

Il pronto soccorso sarà attivo e potenziato con una nuova tac. Strumento diagnostico che sarà posto sopra una postazione mobile, saranno operativi i reparti di gastroenterologia, nefrologia, odotoniatria speciale e neuropsichiatria infantile. Le visite che i pazienti hanno programmato saranno ricollocate con nuove date e orari e la conversione in covid hospital avverrà in maniera progressiva man mano che arriveranno le richieste di ricovero per i malati covid.

Questi sono i fatti concreti, poi c’è stata la politica caotica e litigiosa che da troppo tempo prende la scena del dibattito senza offrire contenuti.

In un primo momento si era parlato di totale conversione dell’ospedale di Acireale in Covid Hospital, subito dopo questa possibilità ha lasciato il posto alla rimodulazione che ha visto, come detto prima, il potenziamento ed il mantenimento del ps, il mantenimento dei reparti sopra indicati. Intanto mentre tutto questo diventava realtà e l’ASP lo deliberava ecco che da noi, non ancora soddisfatti, il consiglio comunale decideva di votare un atto per ricorrere al tar in caso di riconversione del nosocomio acese. Posizione legittima che oggi certamente sembra proprio perdere potenza dal momento in cui l’incontro di ieri ha messo la parola fine alla questione.

Il sindaco Alì che si era messo in testa alla protesta ottiene l’incontro alla chiesa di Loreto, grazie all’intercessione del vescovo Raspanti, e niente altro. Il “punto nascite” proposto dal sindaco di Acireale liquidato con un “vedremo” sembra proprio, scusate il gioco di parole, che non vedrà la luce.

L’ospedale sarà progressivamente riconvertito e tutto il resto rimarrà nella storia come la più grande coltivazione, raccolta e vendita al mercato di lana caprina.

(mAd)