Acireale, ospedale covid tra proteste in piazza e ricorsi al tar

ACIREALE – Nella mattinata di ieri (28 ott. 2020) i sindaci del distretto sanitario acese si sono dati appuntamento davanti l’ospedale di Acireale per dimostrare il loro dissenso nei confronti dell’assessore regionale alla Sanità Razza che ha deciso di trasformare il nosocomio acese in ospedale covid. Nella serata, poi, un gruppo di tifosi sono scesi per strada e, prima a piazza Duomo e poi in piazza Europa, hanno urlato il loro disappunto al grido di “l’ospedale non si tocca”.

Intanto in consiglio comunale su proposta della consigliera comunale Renna si è votato un atto per la richiesta di ricorso al tar contro la decisione regionale della trasformazione in ospedale covid.

Davanti a questi fatti che stanno spaccando la comunità acese si aggiunge che dovrebbe essere previsto a breve un incontro tra l’assessore Razza e il sindaco di Acireale Alì, possibilmente con la presenza del veacovo di Acireale Raspanti che, sempre ieri, ha postato un video in cui invitava alla mediazione tra le parti.

Rimangono, comunque, i fatti. Ed i fatti sono che la curva dei contagi e dei pazienti che necessitano di ricovero ospedaliero continua a preoccupare e mentre nei mesi di marzo e aprile il fenomeno riguardava particolarmente il nord della penisola adesso anche la nostra isola è pienamente coinvolta in questa seconda ondata. Secondo le nostre fonti il commissrio straordinario per l’emergenza coronavirus dott. Pino Liberi fa sapere che serviranno entro la fine dell’anno seicento posti letto e che l’ospedale di Acireale è una Dea di 1° livello. Un altro aspetto messo in evidenza dal commissario è che il l’ospedale acese dopo l’emergenza ne uscirà sicuramente migliorato in termini sia tecnologici che del personale.

In questi giorni complicati e pieni di conflitti istituzionali è anche necessario sapere che per allestire un ospedale covid servono anestesisti, pneumologi, infettivologi, internisti ed infermieri ed è questo il punto che produce le maggiori difficoltà nell’approntare l’ex ospedale della vicina Giarre.

La riflessione e l’analisi di questo provvedimento rimane comunque un dato centrale della discussione e dell’aspro dibattito che si aperto in questi giorni nel territorio delle Aci. Ovvero, la necessità di provvedere con gli ospedali covid sta a dimostrare che vi è una forte preoccupazione in riferimento all’aumento dei contagi dovuti al ritorno della pandemia che, ormai a detta di tutti, non è più controllabile e i positivi, in così alto numero, non sono più “tracciabili”.

L’emergenza è arrivata anche nella nostra terra e tutti dobbiamo augurarci che la risposta che metterà in campo la Sanità pubblica sia tempestiva ed adeguata alle difficoltà che si incontreranno. L’ospedale di Acireale diventerà ospedale covid? Vedremo, in ogni caso la speranza e la giusta rivendicazione è quella che tutti (malati di covid e non) possano trovare la giusta asssistenza e la presa in carico immediata.

(mAd)