Acireale più forte di tutto, pure del muro di Berlino: De Felice giustizia il San Tommaso e fa volare i granata

Sono serviti 93 lunghissimi ed interminabili minuti per buttare giù il muro messo su dal San Tommaso, giunto ad Acireale col solo scopo di portare a casa un insperato pareggio con le unghie e con i denti. Alla fine, dopo aver costruito, dominato e non realizzato, ci ha pensato Francesco De Felice a rendere giustizia e a dare all’Acireale quanto meritato: i 3 punti.

La settimana era già iniziata male, con la notizia dell’infortunio al menisco di Rodrigo Tuninetti, da valutare nei prossimi giorni. Appurata l’assenza dell’argentino, Pagana ritorna al 3-4-1-2 ma con interpreti differenti rispetto alle scorse uscite: Pitarresi tra i pali difeso dalla solita linea a tre composta da Silvestri, Sicignano e Orlando; Cannino e Crispini sugli esterni, con Ba e Savanarola in mediana; Arena trequartista dietro Rizzo e Diop. Fin dai primi minuti San Tommaso totalmente arroccato dietro la linea del pallone, con i soli due attaccanti alla ricerca di qualche contropiede, idea che si tramuterà nel semplice tentativo di allontanare il pallone quanto più possibile. A testimonianza di ciò le zero occasioni create nel corso dei 90′ da parte degli avellinesi. La gara sarà un lungo monologo granata: la prima occasionissima arriva al 12′, quando Savanarola imbecca Cannino sulla destra, che si libera del proprio avversario in area, calcia in porta, ma Colarusso salva tutto prima che il pallone oltrepassi la linea di porta. Al 32′ Arena va via sulla sinistra, mette dietro il pallone per il proprio capitano che calcia male e manda alto. Granata che faticano a costruire e a trovare spazi, grazie anche ad un San Tommaso ben messo in campo nonostante tutto. La squadra ci prova, ma crea poco: prima frazione che si conclude con un orribile 0-0.

Nella ripresa l’Acireale scende in campo con un altro piglio e con il fuoco negli occhi alla ricerca del gol del vantaggio. Al 56′ ci prova Mbaba da fuori, sfera però facile preda dell’estremo difensore avversario. Al 65′ è il turno di Arena che imbecca Savanarola, tiro sporco che arriva a Rizzo, ma si conclude con un nulla di fatto. Al 68′ Pagana vara le due punte: dentro De Felice per Arena, con Barcio al posto di Ba. Proprio il centravanti napoletano al primo pallone toccato impegna il portiere con un destro di rabbia da fuori. Ancora De Felice protagonista poco dopo, quando al 70′ crossa per Diop che di testa manda di poco alto. All’80’ è Rizzo a fare una solita magia, con una punizione dai 25 metri che sfiora l’incrocio dando l’illusione del gol. E’ ancora 0-0, i ritmi salgono e l’Acireale sale trascinata dal proprio pubblico. All’83’ è Crispini a sciupare un’occasionissima, presentandosi solo davanti al portiere ma facendosi respingere il tiro del possibile 1-0. Ma quando il gioco si fa duro, allora i duri iniziano a giocare. Pagana vara allora le 4 punte: dentro tutti insieme Rizzo, Diop, De Felice e pure Chiacchio, con Savanarola alle loro spalle. Senza paura e con voglia di portarla a casa. Così, nel momento più critico e con l’adrenalina percepibile ad occhio nudo, al 93′ Rizzo pennella al centro per la testa di Sicignano, spizzicata sul secondo palo dove sbuca il giustiziere Francesco De Felice che da due passi scaraventa in porta tutta la sua voglia di far gol. E’ tipudio, è gioia grande, è entusiasmo allo stato puro, ma soprattutto il muro di Berlino è stato finalmente abbattuto. E’ 1-0 Acireale, dopo 93′ di sofferenza. E al triplice fischio sarà una goduria immensa, che vale più di 3 punti. I granata vincono anche questa, di rabbia e di cuore. Perchè le grandi squadre vincono anche così.

Foto: Francesco Barbagallo

Giorgio Cavallaro