mercoledì, Giugno 29, 2022
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Acireale, tanto si è detto, pensato e sognato.

cambiamo acireale

Si era pensato alla funivia di collegamento con il mare, la fermata del treno ai “Cappuccini”, si era anche pensato e “sciorinato” il car sharing e il bike sharing, si era parlato di un evento al mese, di mettere in moto l’economia con un sano ritorno all’agricoltura di pregio. Tanto si è detto, pensato, sognato.

Poi si è pensato ad un “riordino della burocrazia” ma i tentativi al momento sono giunti in una fase di stallo e forse anche di conflitto. E’ a tutti noto che se apparato burocratico e amministrazione configgono tutto va a rilento ed in effetti sembra proprio che sia tutto troppo, troppo lento.

I progetti del Bilancio Partecipato languono. Sono stati finanziati ma non vediamo la loro realizzazione e se a questo sommiamo  i tavoli all’ex Angolo di Paradiso che avevano proposto, tra le altre cose, la fiera al centro e la rivalutazione e cambio format della Fiera dello Jonio, allora comprendiamo che si, si va proprio lenti.

Si era letto anche di un controllo severo per “imporre” il rispetto dell’ambiente ma ci rendiamo conto che mai nessuno è stato colto sul fatto mentre scaricava ogni materiale (compreso l’amianto dell’eternit) in ogni angolo, più o meno, nascosto della città. Volevamo e leggevamo di indici di vivibilità ma si arranca anche per una semplice ztl concreta e costante.

E cosa dire dei programmi (tanti per la verità) che hanno approfondito sul rilancio delle Terme? Cosa dire intorno al tema del benessere, ambiente, città turistica. Nulla, possiamo solo raccogliere i cocci delle Terme abbandonate, abbiamo visto chiudere per lunghissimi anni la villa Belvedere, l’acquisto dell’area Gazzena una chimera.  Aspetteremo con passione la rimozione dell’ecomostro. E’ un fatto, uno!

Sempre dai programmi e dai proclami leggiamo: “Un tema per ogni mese caratterizzerà gli appunta­menti infrasettimanali e del week end.” Rimango basito e resto nel sogno.

Un ultimo passaggio certamente interessato se consideriamo il fatto che è stato scritto ben due anni fa. Eccolo: “L’interesse per le tematiche ambientali e quel­le per il verde, in particolare, non costituiscono più una scelta facoltativa delle Amministrazioni comunali ma una necessità da mettere ai primi posti nella pianificazione urbana”. Dopo due anni abbiamo ancora gli autobus e tutto il traffico veicolare privato che transita felicemente da piazza Duomo a due metri dalla Cattedrale. Un tira e molla tra restaurazione e conservazione ed il risultato semplicemente non c’è.

Attendiamo indici importanti della raccolta differenziata, spazi per i bambini,  l’abbattimento delle barriere architettoniche, il regolamento sul referendum cittadino, il baratto amministrativo, la riorganizzazione della pianta organica ed infine, tasto dolentissimo, la pulizia, il decoro e la valorizzazione delle frazioni a mare. Ma da Pozzillo a Capo Mulini è tutto un disastro e i luoghi stupendi che la natura ci ha generosamente regalato languano nel silenzio e nel degrado. Ecco cosa era previsto per Capo Mulini. “CAPOMULINI1) Rendere funzionale il parcheggio con servizio navetta 2) Isola Pedonale 3) Panorama liberato dalle strutture che ne ostacolano la veduta e ristoranti sulla strada 4) Porto turistico”.

Che dire, che fare? Nulla se non comprendere che senza coraggio non si ha cambiamento, se non capire che ad accontentare tutti si scontentano tutti, comprendere fino in fondo che è il momento di un ricovero in terapia intensiva.

(mAd)

 

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