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Acireale – Tra cultura e arretratezza

L’assessore alla cultura Antonio Coniglio propone una serie importante e numerosa di eventi culturali: dalla letteratura, alle bellezze delle tele di Vasta, da Sciascia a Pasolini, ai fasci siciliani e tanto altro ancora. Iniziative che si propongono di riportare temi culturali in una città senza identità, senza vigore culturale, senza passioni. Una dimensione importante che poi naufraga davanti alla difesa dell’istallazione dei sette potenti del mondo al centro di piazza Duomo. Un’istallazione che, oltre i rimandi ideologici e la povertà del messaggio, naufragava circondata dal tumultuoso incedere del traffico veicolare. Visto dall’alto piazza Duomo appariva come un vero misero recinto per poveri uomini senza speranza, un recinto dove le istallazioni grottesche e serve facevano a pugni con lo splendido scenario barocco che circonda la piazza. Contrasti e contraddizioni tipico frutto del “tuttismo” ideologico.

L’assessore Coniglio conscio della situazione di degrado del centro storico valuta e propone la soluzione di una  chiusura definitiva di piazza Duomo e inserisce nella sua agenda di mediazione, incontri e proposte con alcune categorie per trovare una soluzione alla questione traffico e ztl.

L’assessore Coniglio, agile e veloce, non perde altro tempo e si muove anche nella direzione del populismo acese, cercando di salvare tutto con la produzione di idee che sembrano mediazioni con una parte restia al cambiamento e che presuppone soluzioni che non sono altro che retaggi di anni passati,  seppelliti dalla crescita civile delle città italiane. Una soluzione, non soluzione. Un passaggio nel recinto di piazza Duomo con i bambini a correre dietro un pallone e, poi, per far giocare e correre i bimbi piccoli le famiglie acesi vanno in altre cittadine, da S. Nicolò e Zafferana.  Escalation di una sottocultura che si sposa con l’arroganza di alcune centinaia di automobilisti del week end, gli stessi che in automobile fanno i “giri dei carri” a consumare carburante e avvelenare ogni cosa.

Adesso però, malgrado la grande attività dell’assessore Coniglio, non possiamo più pensare che una città delle dimensioni di Acireale possa essere priva di un assessore alla protezione civile e ai Vigili Urbani. E’ sbagliato e non siamo per nulla interessati a capire gli equilibri (disequilibri) politici che hanno portato a questo lungo stallo. Un assessore va nominato prima di subito ed è evidente e palese. La viabilità è una questione serissima che regola un aspetto della vita dei cittadini e non può e non deve essere consegnata all’intuito o all’improvvisazione; ci vuole progettualità e concretezza.

Adesso prendiamoci la cultura a pillole dispensata e proposta dal bravo Coniglio ma una città che propone cultura non può affondare nella miseria di un centro storico degradato e avvelenato e non può rimanere ad assistere passivamente al degrado di ogni bellezza. Bellezza e cultura sono un binomio inscindibile ed è per questo che i tentativi dell’assessore Coniglio sono apprezzabile ma inutili.

(mAd)

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