mercoledì, Giugno 29, 2022
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Acireale – ZTL, i commercianti protestano al consiglio comunale.

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Le proteste sono un aspetto della democrazia, una modalità che , di solito, viene adottata quando da parte delle Istituzioni si operano scelte che non sono condivise da una parte dei cittadini o da alcune categorie.

Ovviamente si può entrare nel merito della protesta ma sarebbe un ripetersi. Ovvero cercare di comprendere fino in fondo e con serietà il rapporto tra fatturato e caos veicolare e capire che questo rapporto è dettato e sostenuto solo da chi non ha ancora compreso in quale direzione, da due decenni, va lo sviluppo delle città, cosa sono gli indici di vivibilità, quali sono e con quali parametri si indicano i Comuni virtuosi e tanto altro ancora. La tassazione nazionale e locale, la crisi delle famiglie e il ridotto potere d’acquisto, la grande distribuzione che produce, di fatto, la desertificazione dei centri storici. Ma questo è il merito della questione e, credo, sarà ancora arduo riuscire a farlo comprendere a chi, invece,si ritrova con difficoltà importante nel gestire a propria attività.

Se entriamo nel metodo la faccenda si complica. E’ lecito interrompere una seduta di consiglio comunale? E’ lecito bloccare i lavori di un organo istituzionale? Certamente non lo è ma è notizia ed è una notizia che certamente merita di essere analizzata. Un metodo, quindi, di mostrare i muscoli che ci fa comprendere come, nel 2005, aver ceduto alle pressioni di una parte della categoria dei commercianti sia stato deleterio ed ha aperto una possibilità (ritornare indietro nelle scelte di vivibilità) che ha dato coraggio ed ha dato ad alcuni l’idea che si è proprietari di un pezzo di città. Ma non è così, o meglio non può più essere così.

Nelle ultime note del sindaco Barbagallo abbiamo notato che il primo cittadino si è sempre rivolto sia alle categorie coinvolte che ai cittadini. Per la prima volta in questa insulsa questione vengono citati i cittadini e vengono indicati come gli unici depositari e i principali attori di una città che vuole darsi un volto diverso da quello che abbiamo dovuto subire nell’ultimo decennio.

I commercianti protestano e richiedono infrastrutture che il sindaco in parte ha compreso ed accolto, ma il primo cittadino non intende far scivolare l’orario della ZTL alle 19.30 e addirittura alle 20.00 perché, giustamente, così si svilirebbe completamente il significato stesso di area pedonale interdetta al traffico veicolare privato. Insieme a questo dato non deve passare inosservato il numero significativo di pass, le navette che ogni giorno sono sempre più usate e non deve passare inosservato che una quota sempre più significativa di cittadini acesi (ricordo le 500 firme a sostengo della ZTL raccolte in poche ore) che invece sostengono tale scelta e che, non paghi, insistono, per l’arredo urbano, l’illuminazione, la fiera dello Jonio dignitosa e al centro e tutte le altre possibilità che possono e devono essere messe in campo per ridare slancio ad una città che ha perso tutte le sue potenziali risorse.

Protestare è un bene della democrazia? Certamente si anche quando non si condividono gli argomenti, anche quando si conduce una battaglia di retroguardia e di mantenimento dello status quo.

(mAd)

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