Agrumicoltura in crisi. Convegno ad Acireale.

 

limoni

Si è tenuto il Convegno sulla ricerca agricola per la filiera agrumicola organizzato dal CRA di Acireale.

Dal primo ottobre è entrato in vigore l’accordo commerciale Ue-Marocco che elimina il 55% delle tariffe doganali sui prodotti agricoli e di pesca provenienti dal Paese nordafricano, questa misura ha piegato ancora di più le possibilità di commercializzare (con pari possibilità competitive) i prodotti agrumicoli siciliani. La crisi da profonda è diventata immensa dove è sempre più complesso vedere una via d’uscita per ritornare ad essere competitivi e produttivi sia nel mercato interno che in quello internazionale. Afferma Corrado Vigo: “Solo per produrre le arance i costi sono esorbitanti. Qui le arance vengono vendute a 5-10 centesimi al chilo, alla fine per mantenerlo in buone condizioni investo pure quello che guadagno come agronomo”.

E alla voce dell’agronomo Vigo si somma quella di tantissimi piccoli e medi produttori del comparto agrumicolo. L’agricoltura siciliana che aveva avuto la possibilità di sviluppo come prodotto di altissima qualità si trova, quindi, ad essere schiacciata dalla forza di quei mercati che pagano manodopera, acqua irrigua a costi notevolmente inferiori. Da qui il grido (assai tardivo) di allarme lanciato durante il convegno.

Ecco cosa ha dichiarato Giuseppe Castiglione (sottosegretario all’Agricoltura): “Bisogna investire di più, dobbiamo coordinare la filiera finché l’impresa agricola possa essere più efficiente, meglio organizzata e che si possa investire sempre di più in ricerca e innovazione”.