ALÌ – TERME – IL SINDACO E LE SCELTE REGIONALI


La recente delibera di Giunta Regionale, con la quale si esprime con determinazione la volontà politica di rilanciare il termalismo acese, sconta la pressoché totale assenza della città nelle scelte decise a Palermo.
Storicamente Acireale e la sua amministrazione politica hanno sempre avuto un peso irrilevante nelle complesse mutazioni di governance che negli ultimi anni hanno interessato lo stabilimento, delegando la rappresentanza degli interessi della città e del comprensorio, alla deputazione territoriale e quasi mai ai Sindaci.

Il progetto di riacquisizione dei beni oggetto di procedure esecutive prevede poi l’ affido con un bando pubblico per la gestione.


Nella relazione allegata e nel ” piano di sviluppo termale”, nato nel pieno di Agosto da qualche PC dell’Assessorato, non vi è alcun riferimento alla rappresentazione degli interessi locali se non in forma retorica e strettamente geografica.
Nessun tavolo tecnico prevede la presenza del Sindaco e sembrerebbe che tutte le scelte verranno calate dall’alto senza alcun feedback col territorio.
Nelle vertenze sindacali o nei tavoli di composizione delle crisi, la presenza di Sindaci e rappresentanti locali è sempre attiva, ma nella lunghissima vicenda della liquidazione delleTerme di Acireale, tutto sembra deciso a Palermo senza alcuna consultazione con le realtà locali.
Eppure il rilancio del termalismo acese andrebbe coordinato con le Città,

anche per migliorare il contesto in cui l’operazione di riapertura dovrà necessariamente svolgersi.
Non sappiamo ad esempio se nel piano del termalismo si è tenuto conto della ricettività alberghiera già esistente, il Palace hotel ha centinaia di camere, serviranno, oppure l’aumento di posti letto potrebbe avere una ripercussione negativa sulla già sofferente attività alberghiera locale?
L’infrastruttura trasportistica e della mobilità è adeguata alle future richieste di uno stabilimento termale attivo?
Non lo sapremo mai, perché di tutto questo nel piano non vi è traccia, tutto il testo è orientato più a convincere la Corte dei Conti della bontà dell’indebitamento che a giustificarlo dal punto di vista della sostenibilità e dell’impatto sul territorio.
Il Sindaco dovrebbe chiedere con vigore di essere parte attiva di tutte le scelte che interesseranno la Città alla luce del rilancio delle Terme, dovrebbe immediatamente chiedere che il parco, così come avvenuto a Sciacca il mese scorso, venga affidato al Comune per farne un parco urbano e soprattutto dovrebbe chiedere conto dei debiti che le Terme di Acireale spa hanno con la Città.
Infatti nei 15 o 16 milioni di debiti, la cifra ufficiale non è chiara, ci sono ingenti somme per Imu non versata, tasse dei rifiuti e forniture di acqua con Sogip, tutte somme che alla luce dello stralcio del 30% del mutuo richiesto, dovranno, probabilmente essere decurtate. Il Sindaco dovrebbe essere presente per capire se la coperta dei debiti, divenuta più corta, lascerà scoperte le banche o gli enti pubblici.
Il futuro bando di gestione, così come previsto da un emendamento dell’On. Foti, potrebbe vedere il Comune in prima linea nella stesura del progetto, ma arrivare a giochi fatti, potrebbe essere un grave danno per la Città e la sua economia.

Fabio D’Agata