ALTISSIMA MEMORIA E BASSISSIMA INADEMPIENZA CIVILE

Or sono quasi due anni, sin dalla prima riunione della Commissione Toponomastica comunale,dopo avere ringraziato il Sindaco – dal quale tale “nomine”,gratuite e dal parere dovuto obbligatorio seppur non vincolante direttamente dipendono – per la sua benevola stima e dopo aver  esaminato la situazione generale ed aver esposto ,per la mia parte,il senso  e il programma di continuità  ideale della mia partecipazione ,ho fatto notare ,tra parecchie criticità,una molto grave : alla grandissima Memoria di GIACOMO MATTEOTTI,non solo meschinamente in anni passati fu “intestata” una moderna piccola “vanedda” ,come appare il brevissimo prolungamento,senza sbocco ! ,di Via del Popolo all’incrocio con via Maddem, ma anche che da tanto tempo la pur banalissima targa toponomastica era scomparsa dalla parete muraria,mancanza che ancora persiste a palese dimostrazione dell’’incuria  di qualsivolgia controllo degli uffici preposti e l’indifferenza della cittadinanza che   vi orbita nei pressi e di passaggio. Dopo il pronto assenso dispositivo,nulla di nulla.

Ho personalmente contattato l’Ufficio strade innumerevoli volte, che nelle persone dei suoi addetti, dapprima scusandosi per la pretesa insufficienza di fondi e di disponibilità di risorse umane (SIC!) conveniva con me ogni volta fino a darmi formale “promessa” che si sarebbe provveduto prestissimo.

Il muro della miserevole stradina è ancora lì nudo del Nome di Matteotti,a ricordare non la sua Vita,che di ben altro lustro gode in tutta Italia,ma l’atteggiamento di banalizzazione civile  della guida della nostra città e il comportamento inaccettabilmente omissivo   degli uffici comunali preposti ipocritamente e irrispettosamente conniventi.

Invito caldamente i Cittadini a far sentire alta  la propria voce!

(Rosario Patanè – Componente della Commissione Toponomastica comunale -)

Delitto Matteotti: è il 30 maggio 1924 quando il Deputato Antifascista  contesta la validità delle elezioni nella Camera dei Deputati. Giacomo Matteotti chiede la parola dichiarando apertamente –  tra le urla gli insulti e le minacce dei fascisti e della destra e la colpevole debolissima tutela  della presidenza – e dimostrando con rigorosa mole  documentale come i risultati delle precedenti elezioni, datate 6 aprile, non potevano considerasi che falsate. Le accuse che il Socialista muove agli uomini di Mussolini sono chiare: estorsione di voti.