Ambiente, bellezze naturistiche e rifiuti abbandonati. Abbiamo sentito Vita Raiti (pres. WWF Sicilia nord orientale) e Cosma Caserta (membro del direttivo).

La questione dei rifiuti abbandonati, la gestione della raccolta, le segnalazioni e l’impegno dei volontari del WWF. Abbiamo posto alcune domande a Vita Raiti presidente del WWF Sicilia nord orientale e Cosma Caserta membro del direttivo.

L’INTERVISTA

mAd: Con il presidente del WWF nord orientale Vita Raiti e con Cosma Caserta componente del direttivo proviamo a comprendere meglio quali attività principali svolgono i volontari del gruppo WWF Sicilia nord orientale.

Vita Raiti (Presidente dell’associazione WWF Sicilia nord orientale): “Questa associazione, che  opera in regime di volontariato nel territorio della provincia  di Messina e di Catania,  presente sul territorio da oltre 30 anni, è promotrice di una serie di iniziative che vanno dalla conoscenza e valorizzazione dell’ambiente, all’educazione ambientale nelle scuole, al dialogo con le amministrazioni locali per problemi inerenti la comunità in ogni ambito. Da anni segue, a vari livelli, anche la gestione dello  smaltimento dei rifiuti solidi urbani con incontri, dibattiti e confronti  sia con i Rappresentanti delle Amministrazioni locali che i  Referenti delle ditte appaltatrici.

Nello specifico abbiamo organizzato e partecipato fattivamente a quasi tutte le iniziative che si sono svolte sul territorio mirate alla sensibilizzazione di cittadini e studenti indirizzandoli verso un corretto smaltimento dei rifiuti attraverso:

  • Campagne di pulizia, raccogliendo rifiuti in varie zone della fascia costiera jonica;
  • Adesione alla campagna di pulizia “Meglio Parco che sporco” all’interno del Parco dell’Etna;
  • Campagna di sensibilizzazione “Plastic free”
  • Adesione alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR)
  • Iniziative di sensibilizzazione nelle Scuole primarie e secondarie di 1°grado;
  • Segnalazione di micro-discariche disseminate nel nostro territorio;

La nostra azione è mirata soprattutto ad un’educazione ambientale nelle scuole e ad una conoscenza del territorio per scoprire, attraverso l’esperienza teorica e pratica, la bellezza del nostro territorio, offuscata ormai da decenni di degrado ambientale e culturale. Non possiamo permettere il dissipare dell’ambiente naturale e abbiamo il dovere di lasciare alle generazioni future : il nostro territorio valorizzato nella sua integrità naturale . Oggi il motto del WWF “ abbiamo solo un pianeta” è di un’attualità sconcertante e , purtroppo, amara. Quindi la nostra azione, che parte con la tutela del nostro territorio locale, deve avere la pretesa di azioni collettive  e dilaganti nella coscienza umana. Tutti siamo chiamati a collaborare per garantire il futuro.

mAd: In Sicilia vi sono alcuni Comuni virtuosi ed altri meno nella gestione della raccolta dei rifiuti urbani, secondo la vostra analisi come siamo messi in termini di gestione dei rifiuti nell’area di vostra competenza?

Cosma Caserta (componente del direttivo):La gestione è molto sbilanciata. A fronte di comuni virtuosi per lo più piccoli centri, sono invece i grossi centri che fanno colare a picco le percentuali. E’ il caso della SRR Catania Città Metropolitana, in cui appunto Catania città risulta una delle ultime a livello nazionale, se non l’ultima per quantitativi di rifiuti differenziati (dati fino a settembre 2020, 8,34%). Nella SRR Catania Provincia Nord, mentre Acireale insieme ad altri 6 comuni superano il 50% di RD (dati 1° trimestre 2020) negli altri comuni è molto più bassa fra cui  Giarre la cui percentuale non arriva al 30%. Purtroppo ad una percentuale di RD del 50% non corrisponde un’adeguata risposta da parte della nostra Regione. Senza un Piano Regionale che metta al centro i concetti basilari dell’economia circolare: Riduzione, Riciclo, Riuso etc. non si va molto lontano. Si continua con un susseguirsi di emergenze: mancano i centri di stoccaggio e quelli che ci sono risultano insufficienti, mancano i centri di compostaggio per cui si è costretti a spostare la nostra spazzatura in posti molto lontani, manca un’ oculata organizzazione che metta al primo posto i territori con tutte le loro caratteristiche naturali e consenta una piena sostenibilità nella gestione dei rifiuti. Come si dice “ Il pesce puzza sempre dalla testa”. E’ necessario cambiare rotta puntando a una conversione ecologica che eviti  lo spreco di risorse di materie prime e, attraverso  una reale raccolta differenziata degna di questo nome, al loro recupero.

mAd: Capita purtroppo troppo spesso che anche recandosi nei luoghi protetti e in sentieri che richiederebbero il massimo rispetto ambientale si trovano rifiuti abbandonati. In riferimento a questo punto come vi rapportate con le amministrazioni pubbliche e che riscontro hanno le vostre segnalazioni?

Vita Raiti (Presidente dell’associazione WWF Sicilia nord orientale):  “L’abbandono di rifiuto all’interno delle aree protette va distinto in due tipologie: Abbandono di rifiuti a seguito di scampagnate domenicali; Abbandono di rifiuti vari, ingombranti, materiale di risulta edilizio, pneumatici. In questi anni ci siamo mossi in due modi: segnalazioni e azioni dimostrative. Oltre alle segnalazioni all’Ente Parco e ai Comuni di pertinenza, abbiamo collaborato con una rete di associazioni (EtnAmbiente),di cui facciamo parte, creando un’APP di segnalazione, rivolta a tutti i cittadini, che unisce imprenditori, associazioni, istituzioni in una lotta comune contro chi inquina. Le azioni concrete sono state giornate per l’ambiente quali: “Meglio parco che sporco” insieme all’ Ente Parco dell’Etna,  ai Comuni, Associazioni ambientaliste e non e agli studenti con interventi la pulizia di aree di pregio all’interno del Parco. Purtroppo la mancanza di senso civico e di appartenenza ad un territorio, inteso come bene comune, non fa diminuire gli episodi di abbandono rifiuti anche nei territori protetti e di alta valenza naturale. Spesso le varie azioni di pulizia , con l’organizzazione di molte giornate ecologiche che vedono impegnati associazioni, amministrazioni , scuole e semplici cittadini, se non vengono seguite da un’azione di controllo e di repressione da parte degli organi competenti, rimangono azioni fine a se stesse. Il lavoro di sensibilizzazione è ancora molto lungo e, in attesa della nascita di una coscienza ambientale, è necessario una costante sorveglianza e repressione delle azioni dei cittadini che abbandonando rifiuti o materiali vari nel nostro territorio, provocano danni ambientali notevoli e talvolta irreversibili”.

mAd: Le associazioni ambientaliste sono tante in Italia e alcune anche molto attive, non considerate che sia arrivato il momento di fare rete e di parlare con una sola voce?

Cosma Caserta (componente del direttivo):Fare rete credo sia la corretta strada da percorrere se non l’unica. Anche perché molto spesso giochiamo di rimessa. Di rado siamo chiamati ai tavoli in cui si decidono le azioni da intraprendere e questo comporta una risposta in una fase successiva e non preventiva. Bisogna tenere presente che Amministrazioni efficienti hanno di conseguenza  riscontri positivi in termini di percentuali RD; negli altri casi oltre le problematiche oggettive sembra aggiungersi se non un’assuefazione allo status quo, una risposta blanda o peggio, assente.  L’assenza di controllo del territorio incrementa la presenza del cittadino incivile che sa di rimanere impunito e di poter disporre liberamente dello spazio un po’ lontano da casa, di strade , vicoli, sentieri,alvei di fiumi per depositare la sua spazzatura. La possibilità di farla franca in ogni caso ha come  conseguenza: la formazione di micro discariche. Oltre alla necessaria informazione, che comunque viene fatta da anni ormai, servono azioni più efficaci: videosorveglianza, vigilanza, sanzioni. Il malcostume di un parte della popolazione incivile che conferisce i rifiuti nei posti a loro più funzionale: strade secondarie, spazi liberi, torrenti non fa altro che aumentare il senso di frustrazione  e rabbia dei cittadini virtuosi. Oggi fare rete è diventata una necessità per tutte le associazioni ambientaliste. Si è compreso che solamente se si agisce insieme è possibile ottenere qualche risultato. Facciamo rete in molti settori e anche nel campo dei rifiuti. Ci interfacciamo con molte altre associazioni  che hanno delle peculiarità specifiche nel settore rifiuti per concordare insieme una strategia che, al di là dell’aspetto repressivo, possa anche essere di supporto alle amministrazioni e di indirizzo nelle loro scelte”.

mAd: Infine desidero porgervi una domanda di stretta attualità Fateci conoscere la vostra posizione e le vostre eventuali azioni sulla possibile realizzazione di un inceneritore in prossimità dell’Oasi del Simeto.

Vita Raiti (Presidente dell’associazione WWF Sicilia nord orientale): “Ovviamente se la RD zoppica, se le discariche sono quasi sature, la soluzione dietro l’angolo è la realizzazione di un inceneritore. Oggi spesso si usa un termine diverso che rende questi impianti molto più  “green” : termovalorizzatore. Ma il concetto è sempre quello : bruciare i rifiuti . E in una Regione dove non siamo ancora riusciti a fare una piano di gestione dei rifiuti, la soluzione di incenerirli diventa pericolosa e sicuramente non più attuale. Oggi assistiamo all’inversione di rotta di paesi come la Danimarca che ha cominciato a dire no agli inceneritori che utilizza da decenni per avviare un’economia circolare completa. Invece, noi cominciamo a parlare nel 2021 di incenerire i rifiuti. Tutto a scapito di una gestione ecosostenibile che va dalla diminuzione di produzione di rifiuti non riciclabili alla loro completa trasformazione in risorsa. E cosi si progetta la costruzione di un mega impianto a Catania che dovrebbe servire gran parte della Sicilia e soprattutto si prevede la sua messa in opera a ridosso di una Riserva Naturale faunistica come l’Oasi del Simeto.  Come WWF insieme alla LIPU e ad altre associazioni locali e non, che hanno a cuore questo territorio così fragile e già deturpato da anni di abusivismo edilizio, cercheremo di impedire che ciò avvenga. Una riserva che deve la sua vita e la presenza della fauna che in essa nidifica e vive, non può permettersi la presenza di un mega impianto  per il cui funzionamento è necessaria un’enorme quantità di acqua e che non tiene conto della prossimità di canali che intersecano tutta l’area. La nostra azione si sta sviluppando adesso e saremo sempre disponibili ad aggiornarvi sugli sviluppi futuri”.

(mAd)