Appena 26mila euro per l’illuminazione pubblica, l’assessore Salvo Grasso: “Eseguite una serie di controlli”.

ACIREALE Sono 26mila euro le risorse stabilite per il monitoraggio di 120 elementi elettrici e la sostituzione di circa 50 di essi. Le segnalazioni di zone della città rimaste al buio o che si trovano al buio da diverso tempo sono state tantissime e, non va dimenticato, che quando la pubblica illuminazione non funziona i danni alle persone che ne potrebbero derivare sono tutte a carico degli Enti proprietari. Alla domanda se gli enti proprietari delle strade sono responsabili della pubblica illuminazione stradale la risposta è affermativa.

L’art. 14 del Codice della Strada su “Poteri e compiti degli Enti proprietari delle strade” stabilisce che “allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione”, devono “provvedere alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo nonché delle attrezzature, impianti e servizi e al controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative pertinenze”. Così come nel Codice Civile, con particolare riferimento all’articolo 2015 Danno cagionato da cosa in custodia”: “Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”.  Ed ancora secondo la Magistratura Contabile anche la pubblica illuminazione può essere compresa tra gli interventi che soddisfano i requisiti espressi nell’art. 208. In questo senso chiarisce la Corte: “un indice sintomatico è rappresentato dal bilancio armonizzato che al programma 0803 ricomprende le spese relative a “viabilità, circolazione stradale e illuminazione pubblica”. Inoltre la stessa norma individua, tra gli interventi finanziabili con le entrate in esame, la manutenzione delle strade. In tale ambito non si può escludere che vengano ricompresi anche gli impianti di illuminazione che costituiscono parte integrante delle strade (manutenzione delle strade da non confondere con il rifacimento del manto stradale)”.

Sono tante le ragioni, anche di semplice decoro, per cui la pubblica illuminazione deve rispondere a requisiti non solo di buon funzionamento e di sicurezza ma, fatto altrettanto importante, anche del risparmio energetico anche se ancora non richiesto da nessuna norma dei codici.

In riferimento alla pubblica illuminazione acese e allo stanziamento di 26 mila euro per il recupero e il ripristino di una parte degli impianti, l’assessore Salvo Grasso ha dichiarato: “In via preliminare è stata eseguita una serie di controlli nelle zone in cui, nel corso degli anni, erano emersi problemi evidenti. Parallelamente alla sostituzione di pali ammalorati, si procede anche con la verifica relativa agli altri che sembrano in condizioni migliori. Poi, per quanto attiene le lampade, abbiamo puntato sui led che garantiscono un concreto risparmio in termini di consumo, secondo lo spirito che anima l’Amministrazione Alì, così da coniugare efficienza, innovazione e contenimento dei costi, principi che sono stati ampiamente condivisi dal dirigente dell’Area Tecnica, ing. Santi Domina, dal caposettore Manutenzioni, ing. Calogero Vitellaro, e dal responsabile della Pubblica illuminazione, geom. Giuseppe Pavone, in quale ha seguito con estremo scrupolo la programmazione di tutti gli interventi. A tutti loro, assieme ai dipendenti che si sono adoperati in questa direzione, rivolgo il mio personale ringraziamento”.

(mAd)