Aumento del gettone di presenza per i consiglieri comunali. La nostra intervista al consigliere Alessandro Coco

ACIREALE – Dopo l’aumento della retribuzione per il sindaco e gli assessori arriva anche quello per i consiglieri comunali e per il presidente del consiglio del civico consesso. Una questione che non turba chi, come noi, ha sempre pensato che la politica deve avere dei costi e che l’impegno e la responsabilità devono essere retribuiti. La delibera è stata votata favorevolmente anche dalla maggioranza consiliare formata dal folto drappello pentastellato. Un voto che è chiaramente in controtendenza rispetto alla tanto urlato slogan della riduzione dei costi della politica. Abbiamo sentito il consigliere comunale Alessandro Coco che ha votato contro l’aumento.

L’INTERVISTA

mAd: Consigliere Alessandro Coco, lei in consiglio comunale nell’intervento relativo all’aumento dei gettoni per i consiglieri comunali, tra le altre cose, ha sostenuto che la politica deve avere un costo e che il tempo messo a disposizione dei consiglieri comunali deve essere remunerato. La sua è un’affermazione condivisibile ma come si concilia con il noto refrain della riduzione dei costi della politica sostenuto dal M5S?

Alessandro Coco (consigliere comunale): “Io credo che i pentastellati hanno fatto un bagno nella realtà perché una cosa è la protesta – anche giusta – contro le dinamiche che hanno caratterizzato spesso in negativo la democrazia italiana nella prima e seconda Repubblica, altra cosa è andare nel mondo della realtà. Viene da dire “benvenuti nella realtà” ai pentastellati.  Va anche detto, però, che i pentastellati non hanno mai detto di azzerare i costi della politica ma hanno sostenuto la necessità di mettere un freno agli abusi.  Su questo aspetto ogni italiano non può che essere d’accordo. Poi sappiamo che oltre queste enunciazioni di fondo ci sono stati anche atteggiamenti estremisti che, a mio avviso, non sono condivisibili.

mAd:  Siamo anche interessati a capire bene quali sono le motivazioni che hanno portato a questo aumento del “gettone”?

Alessandro Coco (consigliere comunale): “Il dirigente ha proposto una modifica degli attuali importi dei gettoni di presenza applicando una norma regionale che, con il voto favorevole del consiglio, prevede un aumento del 10% del gettone di presenza.  Il dirigente ha fatto il suo dovere proponendo una possibilità che la Regione da agli Enti locali.

mAd: Uno dei requisiti è quello dell’aumento della popolazione nel territorio acese in determinati periodi dell’anno?

Alessandro Coco (consigliere comunale): “Questo aspetto era più che altro legato all’aumento degli emolumenti di sindaco e assessori, successivamente con una serie di calcoli che gli Uffici hanno fatto è stato possibile anche aumentare i gettoni di presenza per i consiglieri comunali e del presidente del consiglio comunale.  Il dirigente Licciardello ha visto la norma e l’ha proposta al consiglio per la sua applicazione. Non si è trattato di una “presa d’atto” ma in questo caso la proposta è stata sottoposta al voto consiliare ovvero alla volontà dei consiglieri comunali di recepirla o meno”.

mAd: Quindi lei sta dicendo che la proposta di aumento dei gettoni di presenza poteva anche essere respinta con il voto dei consiglieri comunali? Ed è anche vero che la maggioranza consiliare formata dal gruppo M5S ha votato favorevole. E’ così?

Alessandro Coco (consigliere comunale): “Si, è stata una scelta politica perché non vi era l’obbligo che precede una semplice presa d’atto, in questo caso i pentastellati hanno deciso di usufruire di questa possibilità. Una scelta politica che io non ritengo sbagliata a priori perché la politica ha un costo ed è inutile fare demagogia con proposte di azzeramento o di cifre simboliche per  il gettone di presenza. Il tempo impiegato in consiglio ha un costo soprattutto per quei professionisti che lasciano il lavoro per servire la città di Acireale.

mAd: Molto chiaro, ma lei ha votato contro l’aumento.

Alessandro Coco (consigliere comunale): “Io  ho voluto votare contro questa delibera perché, fermo restando che ritengo giusto retribuire i consiglieri comunali e ricordando che oggi i gettoni di presenza sono una cifra ridicola per l’impegno di intere mattinate e dei tempi necessari per prepararsi che viene sottratto agli affetti e al lavoro e che 35 o 38 euro sono meno di quello che prende un bracciante sfruttato nei campi, in questa incertezza di bilancio ho ritenuto che non è il momento adatto per un aumento. Quando ci sarà maggiore sicurezza nelle casse comunali allora si potrà considerare un aumento del gettone, oggi non è opportuno per la situazione non chiara dei conti e per il richiamo della Corte dei Conti. Aggiungo che anche il presidente della Fondazione del Carnevale deve essere retribuito perché noi pretendiamo che sia un impegno importante che necessità di tanto tempo e che ha un carico di responsabilità. E’ giusto, quindi, che anche il presidente della FdC, paga pegno se non lavora bene, ma allo stesso tempo merita la retribuzione”.

mAd:  La consigliera comunale del M5S Doriana Zappalà ha proposto all’aula di devolvere questa quota relativa all’aumento alle associazioni di volontariato attive in città. Accoglierete questa proposta facendola diventerà realtà?

Alessandro Coco (consigliere comunale): “In aula tutti erano d’accordo nel devolvere al volontariato, io che da sempre faccio volontariato credo che sia più opportuno che chi decide di fare la scelta di donare la quota relativa all’aumento del gettone o anche tutto per intero, può deciderlo di farlo privatamente senza che diventi un vincolo per tutti. Come spiegava bene il consigliere comunale D’Ambra queste modalità delle donazioni hanno delle difficoltà da un punto di vista normativo e burocratico. Ovvero andare a creare un fondo specifico per le donazioni non è così facile come sembra perché ci sono delle normative che devono essere rispettate. Ognuno il volontariato se vuole può farlo a chi vuole, quando vuole, se lo ritiene opportuno e con il cuore, la consigliera Zappalà è una persona che ha dato molto per il volontariato, lei è certamente un esempio positivo per tutti ma in generale affermo che quando si fa volontariato lo stesso deve essere espresso nella propria intimità e riservatezza senza platealità che, invece, contraddistingue non un azione di volontariato ma solamente un’azione mediatica”.

Ed allora “benvenuti nella realtà”, gli slogan, come è noto, sono destinati a morire presto.

(mAd)